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2013-03-26

AFRICA/SOMALIA -“I piani di ricollocamento dei rifugiati sono irrealistici” afferma Caritas Somalia

Mogadiscio (Agenzia Fides)- “Gli sfollati interni a Mogadiscio vivono in condizioni difficili, sotto la minaccia di estorsione e di espulsione” denuncia l’ultimo rapporto di Caritas Somalia inviato all’Agenzia Fides.
Il rapporto, pur riconoscendo un certo miglioramento delle condizioni generali di vita nella capitale somala, afferma che la situazione degli sfollati permane precaria. “Gli sfollati a Mogadiscio devono far fronte all’insicurezza, compresi gli stupri ed altre forme di violenza sessuale” afferma il documento. Secondo l’Ufficio di Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) a Mogadiscio vi sono 369.000 sfollati interni. Di questi, circa 270.000 potranno essere ricollocati in tre campi alla periferia della capitale, in modo da alleviare il sovraffollamento del centro della città. “Questo progetto suscita però preoccupazioni “per le inadeguate capacità del governo e per la insicurezza e l’accesso ai servizi nelle nuove installazioni”. Infine diversi sfollati potrebbero non essere disposti a trasferirsi nei nuovi campi.
La Somalia deve far fronte al problema di offrire una collocazione migliore ad almeno 1.200.000 sfollati interni e più di un milione di rifugiati che hanno trovato asilo nei Paesi limitrofi (Eritrea, Etiopia, Kenya, Uganda, Tanzania, Gibuti e Yemen).
“Il governo somalo non è ancora pronto ad ospitare i quasi 600.000 rifugiati somali che vivono principalmente in Kenya e in Etiopia. Eppure le autorità somale stanno elaborando un ambizioso piano per creare centri di accoglienza di grandi dimensioni all'interno della Somalia, vicino al confine con il Kenya” rileva Carits Somalia. “Si spera di spostare centinaia di migliaia di rifugiati nei nuovi campi entro la fine del 2013”. “Non solo è l'attuazione di questo piano non realistico, ma potrebbe anche esporre i rifugiati indifesi a situazioni di pericolo” conclude il rapporto. (L.M.) (Agenzia Fides 26/3/2013)

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