Asia
2013-02-21
ASIA/SRI LANKA - Vescovi e preti all’Onu: fermate la distruzione del popolo tamil
Colombo (Agenzia Fides) – Un forte appello all’Onu per fermare la distruzione dei tamil, operata dal governo dello Sri Lanka, e per garantire il rispetto dei diritti umani nel paese: è il contenuto di una lettera firmata da 132 leader delle diverse chiese e comunità religiose nel Nord e Est dello Sri Lanka. La Lettera, inviata all’Agenzia Fides, ha come primo firmatario il Vescovo di Mannar, Mons. Rayyappu Joseph, e chiede alla Commissione Onu per i Diritti Umani un deciso intervento per accertare le responsabilità e costruire una autentica riconciliazione nel paese.
Tra i firmatari figurano numerosi religiosi e missionari cattolici, impegnati nella Commissioni diocesane “Giustizia e Pace”. Il testo ricorda che una predente risoluzione Onu si è rivelata “debole”, in quanto l’attuale governo ha mostrato “totale mancanza di volontà politica di attuarne le raccomandazioni”, come l’indagine sugli abusi compiuti nell’ultima fase del conflitto civile.
Secondo la lettera, proseguono oggi “violazioni delle principali raccomandazioni della Commissione Nazione per la Riconciliazione che invitava a una soluzione politica del conflitto etnico, al rilascio dei prigionieri politici, alla nomina di un Commissario speciale, ai risarcimenti per i civili tamil, al rilascio delle terre occupate illegalmente dai militari, al diritto di commemorare morti e scomparsi”.
La missiva denuncia che nell'ultimo anno, numerosi attivisti, studenti, sindacalisti, religiosi, giornalisti, avvocati che hanno sollevato tali cruciali questioni – essenza della democrazia e dello stato di diritto – sono stati aggrediti, interrogati, arrestati, minacciati e screditati da ministri, funzionari pubblici, militari e agenti di polizia. “Le vittime – ricorda la lettera – includono alcuni di noi, membri del clero e persone che hanno preferito non firmare la lettera per paura di rappresaglie”.
I leader religiosi affermano che “l'uccisione e la scomparsa di decine di migliaia di civili tamil e le azioni che stanno sopprimendo in modo sistematico il popolo tamil e la comunità, la nostra cultura, religione, lingua, sembrano avere l'intento di annientare il popolo tamil” che per questo di rivolge alla comunità internazionale. I firmatari, stigmatizzando i metodi autoritari del governo, temono che “con tali metodi oppressivi, proseguiti dopo la fine della guerra, la nostra identità di popolo sarà distrutta” e chiedono una soluzione politica che riconosca l'autodeterminazione interna del popolo tamil. La lettera, ribadendo le precise e dirette responsabilità del governo in carica, chiede una Commissione internazionale per indagare sulle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani che tuttora si registrano nel paese. (PA) (Agenzia Fides 21/2/2013)
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