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Asia

2013-02-07

ASIA/LIBANO - La Chiesa maronita suggerisce una soluzione sulla questione del matrimonio civile

Bkerkè (Agenzia Fides) – Il matrimonio civile può affiancare ma non può sostituire il matrimonio religioso. E la questione può essere affrontata in maniera proficua solo tenendo distinti gli aspetti civili e quelli religiosi del vincolo matrimoniale. Come appreso dall’Agenzia Fides, sono questi i punti fermi definiti dall'episcopato maronita sulla questione di un possibile riconoscimento dei matrimoni tra cittadini libanesi, celebrati con rito civile.
Nell’incontro mensile, svoltosi ieri nella sede patriarcale di Bkerkè, sotto la guida del Patriarca Bechara Boutros Rai, i vescovi della Chiesa maronita hanno espresso una posizione interlocutoria su una argomento tornato nelle ultime settimane al centro del dibattito politico-mediatico libanese. Nel comunicato finale dell'incontro, pervenuto all'Agenzia Fides, i vescovi libanesi prendono atto che l'eventuale approvazione del matrimonio civile in Libano comporta necessariamente un emendamento all'articolo 9 della Costituzione. Per i cristiani maroniti, notano, “il matrimonio è uno dei sacramenti della Chiesa e il matrimonio civile non può rimpiazzare questo sacramento. Dunque, quelli che si uniscono in matrimonio civile, se sono credenti, sono tenuti a rettificare il proprio status sposandosi in chiesa, per potersi avvicinare agli altri sacramenti”. Distinguere tra aspetti civili e religiosi del matrimonio rappresenta, dunque, un punto di partenza per venire incontro alle richieste dei cittadini libanesi che intendono sposarsi con rito civile e non religioso.
La discussione pubblica sul matrimonio civile si è riaccesa a novembre, quando una coppia di ragazzi appartenenti a famiglie musulmane sciite ha firmato i loro contratto di matrimonio civile davanti a un avvocato e non davanti a una corte religiosa, depositandolo poi presso la consulta del Ministero degli interni, in attesa di un parere ufficiale. Finora, le coppie libanesi che vogliono celebrare il proprio matrimonio con rito civile ricorrono all'escamotage di sposarsi civilmente a Cipro per poi far registrare in Libano la propria unione. Il mese scorso, il presidente libanese, il cristiano maronita Michel Sleiman, ha espresso il suo parere favorevole a un pieno riconoscimento giuridico dei matrimoni civili. Un rifiuto radicale a inserire la questione nell'agenda politica è venuta dal Gran Mufti Mohammad Rashid Qabbani. La massima autorità dell'Islam sciita in Libano ha emesso una fatwa per diffidare tutti i politici e i ministri musulmani dal sostenere qualsiasi forma di inquadramento legale del matrimonio civile, se non vogliono essere considerati come degli “apostati”. (GV) (Agenzia Fides 7/2/2013)

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