ASIA/INDIA - Stupro e omicidio della 23enne indiana: un imputato minorenne presto libero

martedì, 29 gennaio 2013

New Delhi (Agenzia Fides) – Uno fra i sei imputati nello stupro e omicidio della ragazza indiana 23enne, che un mese fa ha scosso il mondo intero, è minorenne: lo ha accertato il tribunale minorile di Delhi. Questo, secondo la prassi giuridica indiana, potrebbe consentirgli di essere libero fra pochi mesi. L'età dell’imputato, descritto dalla polizia di Delhi come il più brutale dei sei accusati, è stata dichiarata di “17 anni, sei mesi e 24 giorni”, come appurato dal certificato di nascita. La legislazione indiana prevede che un minorenne di età compresa tra 16 e 18 anni, in caso di condanna per un reato, può essere condannato e rinchiuso in un riformatorio per tre anni al massimo e, in seguito, rilasciato in libertà vigilata. Tuttavia la legge prevede, inoltre, che un minorenne può essere trattenuto in tali strutture rieducative solo fino a quando raggiunge i 18 anni di età e che, successivamente, non può essere nuovamente giudicato, condannato o messo in prigione. Secondo questa norma, dunque, il giovane potrà scontare pochi mesi di pena e poi essere rilasciato nonappena sarà maggiorenne, il 4 giugno prossimo.
P. Nithiya Sagayam, OFM Cap, Direttore del “Franciscan Peace Centre” in Tamil Nadu, e Segretario esecutivo dell’Ufficio per lo Sviluppo Umano nella Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia (FABC) commenta all’Agenzia Fides: “Se il giovane ha commesso crimini tanto gravi, come stupro e omicidio, rimetterlo in libertà come può essere la soluzione? Questo è un problema serio per il paese, è una questione che si deve sollevare con urgenza, che tocca la legalità e l’impunità. Urge chiedersi: chi si può considerare minorenne? Un ragazzo che stupra e uccide può essere considerato tale? Il giovane in questione ha una evidente responsabilità civile e penale”. L’altra questione, nota p. Sagayam, è che “i minori in India sono esposti a una cultura, propinata dai mass-media, che propaganda violenza e sesso: questo non tutela il loro sviluppo psico-fisico e aumenta la diffusione dei crimini nella società”. (PA) (Agenzia Fides 29/1/2013)


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