ASIA/PAKISTAN - Infarto in carcere per un cristiano condannato a morte per blasfemia

sabato, 19 gennaio 2013

Lahore (Agenzia Fides) – Younis Masih, cristiano pakistano, condannato a morte per blasfemia, in carcere da oltre 7 anni, ha subìto un grave attacco cardiaco l'8 gennaio scorso e si trova in serio pericolo di vita. Un gruppo di avvocati cristiani ha presentato istanza di ricorso all’Alta Corte di Lahore, per avviare il processo di appello. Younis Masih è stato condannato a morte nel 2007 da un tribunale di primo grado. Come riferiscono fonti di Fides, il suo è uno dei numerosi casi di presunti blasfemi, condannati a morte con giudizi sommari e processi alquanto superficiali o pilotati, come quello che riguarda la cristiana Asia Bibi.
Younis Masih aveva 27 anni quando fu arrestato per supposta blasfemia il 10 settembre 2005. Una folla inferocita di 400 uomini, armati di bastoni e mattoni, attaccarono e saccheggiarono le case del quartiere di Chungi Amer Sidhu, a Lahore, dove Younis Masih viveva. Sua moglie, Meena, fu percossa violentemente, e oltre 100 famiglie cristiane fuggirono dalla zona per salvarsi. Fu accusato di blasfemia dopo un alterco con un vicino di casa musulmano a cui aveva chiesto di abbassare il volume della musica che proveniva dalla sua abitazione. Younis è stato picchiato quasi fino alla morte, poi le moschee della zona hanno iniziato a istigare i musulmani locali, accusando Younis di aver pronunciato commenti sprezzanti nei confronti del Profeta Maometto. La polizia, su pressione della folla, ha registrato una denuncia a suo carico e lo ha arrestato. Dopo circa un anno e mezzo, il cristiano è stato condannato a morte per blasfema da un tribunale di primo grado a Lahore, in un processo celebrato in prigione, a porte chiuse, per motivi di sicurezza. Per mancanza di mezzi economici, la famiglia non ha potuto presentare ricorso. Oggi se ne sta occupando l’Ong di ispirazione cristiana “Lead” (“Legal Evangelical Association Development”), che si dedica alla promozione sociale e all’aiuto dei cristiani in Pakistan. (PA) (Agenzia Fides 19/1/2013)


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