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Asia

2012-12-15

ASIA/IRAQ - L’Arcivescovo Sako dà ragione al Premier al Maliki: l'Occidente non finanzi la fuga dei cristiani

Kirkuk (Agenzia Fides) – I paesi dell'Europa e dell'Occidente “devono aiutare i cristiani iracheni a rimanere nella propria terra natìa, piuttosto che investire risorse in programmi di assistenza che di fatto incoraggiano la loro fuga”. A denunciare le politiche occidentali che finiscono per accelerare l'emorragia dei cristiani dall'Iraq è l'Arcivescovo caldeo di Kirkuk, Louis Sako. Nel mirino di monsignor Sako ci sono gli effetti magari involontari della prassi adottata in molte nazioni occidentali nei confronti delle comunità cristiane locali, oggetto di attentati e vessazioni di ogni tipo anche nell'Iraq post-Saddam. “Paesi come la Francia, la Germania, la Svezia o l'Australia” spiega all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Sako “concedono con facilità i visti alle famiglie cristiane, e quando esse arrivano in Occidente, offrono loro la casa e un sussidio mensile. Questa accoglienza, pur fatta con buone intenzioni, finisce per incentivare la fuga dei cristiani. Questi, arrivati nel loro nuovo paese, spesso perdono i contatti con la comunità d'origine, si isolano e si smarriscono, anche dal punto di vista della fede”. Secondo monsignor Sako, sarebbe più utile dirottare in Iraq le risorse profuse in tali programmi d'accoglienza: “I paesi occidentali – suggerisce l'Arcivescovo – invece di favorire l'emigrazione, attraverso la rete delle parrocchie o creando dei comitati ad hoc, potrebbero incentivare i cristiani iracheni a rimanere nelle loro terre, finanziando progetti nel campo dell'agricoltura, dell'educazione e del commercio, e favorendo la creazione di posti di lavoro”.
Ieri il Primo Ministro iracheno Nuri al-Maliki ha esortato “i paesi dell'Unione europea a astenersi dall'incoraggiare l'emigrazione dei cristiani iracheni”. Il Premier sciita ha espresso il suo richiamo in margine alla cerimonia di riconsacrazione della cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza, avvenuta con la partecipazione del cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione vaticana per le Chiese orientali. La chiesa, situata nel quartiere di al-Karada, al centro di Baghdad, il 31 ottobre 2010 era stata assaltata dai terroristi di un gruppo legato ad al-Qaeda. L'azione sanguinaria aveva provocato tra i cristiani 58 vittime – compresi due sacerdoti – e più di cento feriti. “Quella chiesa” fa notare l'Arcivescovo Sako “è stata rinnovata dopo che è stata bagnata dal sangue dei martiri. Questo richiama ciò che già descriveva Tertulliano: il sangue dei martiri è seme dei nuovi cristiani. Anche la nuova consacrazione di quel luogo di culto e di preghiera può aiutare i cristiani a rinnovarsi interiormente”.
In occasione della cerimonia, il Primo Ministro al-Maliki ha rivelato anche di aver chiesto a Benedetto XVI “un intervento per esortare i cristiani a rimanere in Irak, così che l'Oriente non sia svuotato dai cristiani, come l'Occidente non viene svuotato dai musulmani” (GV) (15/12/2012).

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