ASIA/SIRIA - Le auto-bombe di Jaramana spargono il terrore tra i cristiani

giovedì, 29 novembre 2012

Damasco (Agenzia Fides) - Tra le vittime dell'attentato perpetrato ieri mattina nel sobborgo damasceno di Jaramana ci sono otto cristiani, greco-cattolici e greco-ortodossi. Lo conferma all'Agenzia Fides padre Nicolas Haddad, del monastero greco cattolico di San Germano, appartenente alla Società missionaria di San Paolo. La strage, realizzata con due auto-bomba fatte esplodere di prima mattina, ha causato la morte di più di 50 persone, in maggioranza musulmani e drusi. “Tra di loro” racconta padre Nicolas “c'erano molti giovani e molti studenti. L'attentato era stato preparato per uccidere più gente possibile: quando è esplosa la prima auto-bomba, la gente si è avvicinata, e solo allora è esplosa la seconda. Tra i più di cento feriti, i cristiani sono almeno dieci”.
Il sobborgo di Jaramana – a differenza di altre aree della periferia di Damasco – non era stato colpito dalla repressione del regime. Nel quartiere erano stati organizzati dei comitati cittadini con l'intento di preservare la zona dal conflitto tra gruppi ribelli e esercito governativo.
Jaramana è nota per la consistente presenza di comunità cristiane e druse. Molti profughi cristiani provenienti da Homs e da altre zone sconvolte dalla guerra civile vi avevano trovato rifugio.
L'attentato – la cui tecnica è la stessa di quelli rivendicati da al Qaida in Iraq – è stato attribuito dalle fonti ufficiali a gruppi non identificati di “terroristi”, termine con cui il governo indica i gruppi dell'insurrezione armata. Le voci dell'opposizione presentano invece il massacro come un'operazione dell'intelligence siriana, insistendo sul fatto che l'area di Jaramana è fortemente infiltrata dagli apparati di sicurezza governativi. “In ogni caso, e chiunque siano i mandanti, se l'obiettivo era quello di terrorizzare i cristiani, ci stanno riuscendo” spiega all'Agenzia Fides padre Romualdo Fernandez OFM, rettore del Santuario damasceno dedicato alla Conversione di San Paolo: “ La metà dei maestri delle nostre scuole ieri non sono venuti a scuola. Questa strage, dopo quella di Bab Tuma di un mese fa, ha diffuso un panico terribile. Dopo l'Iraq, anche la Siria si sta svuotando dei cristiani. Danno tutti i soldi che hanno per arrivare in Libano, e da lì fuggire via dal Medio Oriente. Mentre le potenze straniere e la comunità internazionale soffiano sul fuoco, invece di costringere le parti a trattare una soluzione del conflitto che ponga fine a questo massacro”. (GV) (Agenzia Fides 29/11/2012)


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