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Africa

2012-11-23

AFRICA/NIGERIA - “Fermezza e dialogo con l’area dei simpatizzanti per fermare Boko Haram” dice il Cardinale eletto Onaiyekan

Roma (Agenzia Fides) - Abuja è la nuova capitale della Nigeria dove sono rappresentate tutte le fedi e i gruppi etnici del Paese. In questo senso è una palestra di dialogo, ha spiegato all’apertura della conferenza stampa tenutasi ieri a Roma, il Cardinale eletto Mons. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja. Mons. Onaiyekan si è detto sorpreso per la nomina decisa da Papa Benedetto XVI, perché divenire “Cardinale non deve essere un obiettivo di un uomo di Chiesa”, ma semmai un impegno per impegnarsi ancora di più al servizio dei fratelli.
L’Arcivescovo di Abuja non si è sottratto alle domande dei giornalisti riuniti nella sede nazionale dell’Azione Cattolica, sulla situazione in Nigeria, e in particolare sulle violenze anticristiane commesse dal gruppo Boko Haram. Mons. Onaiyekan ha sottolineato che le relazioni tra cristiani e musulmani sono in genere buone, ma che basta un gruppo di mille uomini armati per creare caos in un Paese di 160-170 milioni di abitanti (“non sappiamo esattamente quanti siamo, le statistiche non sono il nostro forte” ha aggiunto scherzosamente). Il Cardinale eletto ha inoltre rivelato che tra le vittime di Boko Haram ci sono numerosi musulmani (il cui numero è probabilmente superiore a quello delle vittime cristiane), compresi alcuni leader religiosi che hanno condannato i crimini commessi dal gruppo.
“È compito dello Stato difenderci. Noi come cristiani possiamo adottare delle misure di sicurezza per proteggerci ma non intendiamo armarci. Non è questo il nostro compito” ha affermato Mons. Onaiyekan, sottolineando che gli attentati contro le chiese non le hanno affatto svuotate: i fedeli non si sottraggono dal dare testimonianza di fede anche sotto la minaccia di un attentato. Mons. Onaiyekan ritiene infine che per affrontare Boko Haram occorrono sia operazioni di polizia per arrestare chi commette i crimini, sia il dialogo soprattutto con coloro che, pur non appartenendo direttamente al gruppo, ne sono simpatizzanti. (L.M.) (Agenzia Fides 23/11/2012)

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