AMERICA/COLOMBIA - Tregua unilaterale annunciata dalle Farc, ma il dialogo per la pace continua

martedì, 20 novembre 2012

L’Avana (Agenzia Fides) – Ieri, lunedì 19 novembre, sono riprese a Cuba le trattative di dialogo per la pace fra i rappresentanti del governo Colombiano e le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane). La delegazione delle FARC, rompendo il protocollo concordato, arrivata all’ingresso del Centro che ospita il dialogo, ha dato lettura di un suo comunicato annunciando un cessate il fuoco unilaterale per il Natale, dalla mezzanotte di martedì 20 novembre fino al 20 gennaio 2013. Il comunicato sottolinea “la cessazione di tutti i tipi di operazioni militari offensive contro le forze di sicurezza, e gli atti di sabotaggio contro le infrastrutture pubbliche o private”, come una decisione presa per “accogliere il grido di pace dei colombiani”. Il comunicato afferma inoltre che la tregua unilaterale è “un segno della volontà di creare un ambiente politico favorevole al progresso dei colloqui”.
Il Governo colombiano, attraverso il Ministro della Difesa, Juan Carlos Pinzón, ha confermato la sua posizione e ha detto che continuerà a combattere i guerriglieri perché è “suo dovere”. In una breve conferenza stampa, Pinzon ha dichiarato che continuerà a perseguire coloro che hanno violato tutte le norme e hanno tolto la vita a tanti connazionali. Questa linea di azione segue la posizione assunta dal Presidente Santos, il quale prima dell'incontro a l'Avana aveva affermato che i colloqui non sarebbero stati accompagnati da un “cessate il fuoco” da parte del governo, fin quando non si ponga fine al conflitto. Secondo i dati raccolti da Fides, la posizione del governo è motivata da analoghe esperienze di vecchia data: ogni tregua chiesta dalla guerriglia è servita per rafforzare le sue linee e rifornirsi di armi senza alcun controllo.
Intanto i dialoghi per la pace continuano anche oggi, esaminando i punti fissati dall’agenda: la proprietà delle terre e lo sviluppo rurale, la partecipazione politica e l'opposizione, la fine del conflitto armato, il narcotraffico e il risarcimento delle vittime (vedi Fides 18/10/2012). (CE) (Agenzia Fides, 20/11/2012)


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