AFRICA/EGITTO - I rappresentanti delle Chiese cristiane annunciano il ritiro dall'Assemblea Costituente. Il Vescovo Zaki: è a rischio l'identità egiziana

venerdì, 16 novembre 2012

Il Cairo (Agenzia Fides) - I rappresentanti delle Chiese cristiane egiziane hanno annunciato il loro ritiro dall’Assemblea costituente incaricata di redigere la nuova Costituzione del grande Paese nordafricano. La decisione, già ventilata nei giorni scorsi dal nuovo Patriarca copto ortodosso Tawadros II e sollecitata da molti membri autorevoli delle comunità cristiane, è stata presa ieri in un incontro avvenuto nella Cattedrale copta di San Marco al Cairo, a cui hanno preso parte anche il Vescovo copto cattolico Yohanna Qulta e il dr. Safwat al-Bayaadi, capo della Chiesa anglicana in Egitto, membri della Costituente.
La scelta dei rappresentanti delle Chiese cristiane non è isolata: nelle stesse ore, anche altri membri del comitato incaricato di redigere la nuova Carta costituzionale – tra i quali anche Ahmed Maher, fondatore del movimento 6 Aprile e leader della rivolta anti-Mubarak – hanno annunciato la propria autosospensione. Da molti è venuta anche la richiesta di prolungare la fase istruttoria di almeno tre mesi (la pubblicazione della bozza definitiva del nuovo testo costituzionale era prevista per la fine di novembre).
Il clamoroso forfait collettivo rappresenta un tentativo estremo di resistere alle pressioni esercitate soprattutto dai settori estremisti salafiti per improntare in chiave islamista la nuova Costituzione egiziana.
La scorsa settimana, i rappresentanti delle sette Chiese cattoliche presenti in Egitto hanno organizzato al Cairo alcuni seminari di studio con giuristi cristiani e islamici sulla questione della nuova Costituzione. “La scelta delle Chiese egiziane” dichiara all'Agenzia Fides il Vescovo Adel Zaki, Ofm, Vicario apostolico di Alessandria “non è una battaglia confessionale: in gioco c'è l'identità stessa dell'Egitto, e quello che l'Egitto ha sempre rappresentato nel coro delle nazioni arabe, con la sua esperienza di convivenza millenaria tra comunità di fede diversa. Le nuove correnti, che strumentalizzano il senso religioso del popolo, provengono dall'esterno del Paese, e negli ultimi tempi hanno infiltrato anche da noi idee estranee al tessuto della Nazione. Non rispettano i diritti di noi cristiani d'Egitto, che siamo tutti figli di Chiese autoctone, nate e cresciute in questo Paese. E con le loro manovre settarie, rischiano di portare alla divisione di tutto il Paese. Non a caso, sento circolare con crescente insistenza l'idea di separare il Sinai, o di dividere l'Alto Egitto dal Basso Egitto”. (GV) (Agenzia Fides 16/11/2012)


Condividi: Facebook Twitter Google Blogger Altri Social Network