ASIA/SIRIA - Una bomba al funerale di padre Fadi Haddad, “martire della riconciliazione e dell’armonia”

venerdì, 26 ottobre 2012

Damasco (Agenzia Fides) – Una bomba è esplosa questa mattina al funerale di p. Fadi Jamil Haddad, il prete ortodosso rapito e ritrovato morto ieri a Damasco (vedi Fides 25/10/2012). Secondo fonti locali di Fides, l’esplosione ha ucciso due civili e alcuni militari. Alla Messa funebre, celebrata nella chiesa di Sant’Elia a Qatana dal Patriarca greco-ortodosso Ignatius IV Hazim, erano presenti migliaia di fedeli cristiani commossi e desolati per la perdita del sacerdote.
In un comunicato del Patriarcato Greco Ortodosso di Antiochia, inviato all’Agenzia Fides, si definisce p. Haddad “martire della riconciliazione e dell’armonia”. Infatti il sacedote “si era impegnato in una nobile missione umanitaria per far liberare un membro della sua parrocchia che era stato rapito alcuni giorni prima”. Nella mediazione, p. Fadi è stato rapito insieme a un altro intermediario. I rapitori hanno chiesto un ingente riscatto e poi l’hanno ucciso.
La nota del Patriarcato ortodosso racconta la “terribile tragedia”: “Il corpo di Padre Fadi Haddad è stato trovato la mattina del 25 ottobre nell’area di Drousha. Su di lui vi erano indescrivibili segni di torture e mutilazioni. E 'stato identificato da padre Elias el-Baba, sacerdote della città di Hina, ed è stato trasportato alla clinica della città. Il Patriarcato a Damasco è stato informato del suo martirio: il suo sangue innocente e senza macchia è un sacrificio per la riconciliazione e l'armonia”.
La nota giunta a Fides prosegue: “Condanniamo con forza questo atto bestiale e barbaro contro i civili, gli innocenti e gli uomini di Dio, che si sforzano di essere apostoli della pace. Sono uomini che tengono uniti i cuori, fasciano le ferite della sofferenza, confortano i malati, rafforzano i deboli in queste difficili circostanze. Esprimiamo la profondità del nostro dolore per questi atti efferati che sono senza precedenti nella lunga storia della nostra amata nazione, costruita sulle fondamenta di amore, cooperazione, pace e armonia”.
Il Patriarcato invita “tutti i cittadini, le organizzazioni umanitarie e gli uomini di buona volontà a condannare rapimenti, omicidi, distruzione, rapine, aggressione alla sicurezza e al benessere dei cittadini”. “Richiamiamo tutti al dialogo, alla pace e all'armonia” prosegue, “per porre fine al bagno di sangue innocente che si svolge ogni giorno”.
Il testo chiede ai fedeli cristiani “di rimanere saldi nella nostra fede e nella nostra speranza nel potere del Signore che ha voluto che noi abbiamo la vita, e in abbondanza (Gv 10,10)”, invitandoli a “rimanere nella loro terra e nella loro nazione”, guardando al futuro “con la forza della fede”. “Chiediamo a Dio – conclude il Patriarca Ortodosso – che il martirio di Padre Fadi Haddad sia un sacrificio offerto per i figli di questa nazione e per una tregua negli eventi dolorosi che stiamo vivendo in questo tempo”.
Padre Fadi Jamil Haddad era nato nella città di Qatana il 2 febbraio 1969. Aveva studiato teologia a Damasco e in Libano. Si era sposato ed era stato ordinato sacerdote nel 1995 da sua Beatitudine il Patriarca Ignazio IV Hazim. Era parroco della chiesa greco-ortodossa di S. Elia a Qatana. Una fonte del Patriarcato rimarca che “era amato da tutti i gruppi religiosi e non aveva preso posizione politica nel conflitto in corso in Siria, ma era fortemente impegnato per la riconciliazione”. (PA) (Agenzia Fides 26/10/2012)


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