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Asia

2012-09-10

ASIA/IRAN - Pastore cristiano assolto dall’accusa di apostasia; urge una revisione della legge

Teheran (Agenzia Fides) – Il Pastore cristiano protestante iraniano Yousef Nadarkhani è stato assolto dall’accusa di apostasia, per cui rischiava la pena di morte, è stato rilasciato ed è a casa con la sua famiglia. La Corte Suprema lo ha riconosciuto colpevole di “evangelizzare i musulmani”, condannandolo a tre anni di reclusione, che il Pastore aveva già scontato, e dunque lo la liberato.
“Siamo felici per il buon esito della vicenda del Pastore. E’ stata molto importante la campagna di pressione internazionale che ha accompagnato il caso” spiega all’Agenzia Fides Mahmood Amiry-Moghaddam, fondatore e portavoce dell’Ong “Iran Human Rights”. Con la mobilitazione, che ha raggiunto, ad esempio, 3 milioni di adesioni sui social network, si è riusciti a salvare il Pastore Nadarkhani ma, aggiunge Mahmood Amiry-Moghaddam, “ci sono tanti altri casi che non hanno la stessa visibilità: dunque si rischia la morte per motivi di coscienza. La pressione internazionale deve continuare per chiedere un cambiamento della legge: la scelta di conversione religiosa è un fatto intimo, che tocca la sfera della coscienza individuale, e che non può e non deve essere un reato”.
Il Pastore Nadarkhani era stato arrestato nella sua città di Rasht nel 2009, e condannato a morte per apostasia nel 2010, decisione confermata dalla Corte Suprema nel 2011. Secondo l’altra Ong Christian Solidarity Worldwide (CSW), “non si possono dimenticare centinaia di altre persone perseguitate o ingiustamente detenute a causa della loro fede in Iran”, e occorre dunque continuare una campagna per la libertà religiosa nel paese.
Come appreso dall’Agenzia Fides, un caso molto delicato è quello di un altro Pastore protestante iraniano, Behnam Irani. Anch’egli è in carcere e rischia la pena di morte per “apostasia”. Attualmente è gravemente malato e necessita di cure mediche che finora gli sono negate. (PA) (Agenzia Fides 10/9/2012)

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