AFRICA/SOMALIA - “Momento decisivo per ricostruire lo Stato somalo” dice il Vescovo di Gibuti

martedì, 21 agosto 2012

Mogadiscio (Agenzia Fides)-“In questi 21 anni (dalla caduta di Siad Barre, ndr.) mi sembra che questo sia il momento migliore per la rinascita dello Stato somalo. Di sicuro siamo di fronte ad una fase cruciale della storia somala” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giorgio Bertin, Vescovo di Gibuti e Amministratore Apostolico di Mogadiscio, commentando l’investitura del nuovo Parlamento federale somalo, che si è riunito per la prima volta ieri, 20 agosto, nell’aeroporto di Mogadiscio. Le precedenti Assemblee parlamentari somala si erano riuniti all’estero per motivi di sicurezza (nel 2000 a Gibuti e in Kenya nel 2004).
Il nuovo Parlamento, che prenderà il posto delle istituzioni di transizioni, è formato da 275 membri designati da 135 capi tribali e i cui nomi sono confermati da un apposito comitato. Tra loro vi sono diversi rappresenti della diaspora somala in Europa e negli Stati Uniti.
Il fatto che il Parlamento si sia riunito per la prima volta in Somalia testimonia il miglioramento (seppure relativo) della condizioni di sicurezza del Paese. “Parlando con i nostri partner somali si avverte una speranza nuova ed una visione più positiva della situazioni del Paese” dice all’Agenzia Fides Maria Grazia Krawczyk, responsabile di Caritas Somalia.
Mons. Bertin avverte: “Speriamo che si riesca ad andare avanti senza grossi intoppi lungo il percorso intrapreso. Naturalmente occorre che la classe politica somala faccia il suo lavoro e che la comunità internazionale non pensi di aver finito il suo compito, perché i somali hanno bisogno ancora di un accompagnamento in una fase che ripeto, sembra essere cruciale per il futuro della Somalia”.
Il Parlamento è stato formato in base alla nuova Costituzione provvisoria approvata il 1°agosto da 825 membri dell’Assemblea Nazionale Costituente. La Costituzione ribadisce la sovranità e l'unità del Paese, comprese la regione indipendente del Somaliland e quella “autonoma” del Puntland. Dichiara la supremazia della Shari'ah, e proibisce ogni legge che sia contro i suoi principi.
l testo è diviso in 15 capitoli. Il secondo è interamente dedicata ai diritti umani e prevede che tutte le libertà fondamentali siano tutelate dalla legge anche contro le autorità pubbliche. Particolare attenzione viene data al divieto di utilizzare i bambini sotto i 18 anni nei conflitti armati e della pratica della circoncisione femminile. (L.M.) (Agenzia Fides 21/8/2012)


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