AMERICA/STATI UNITI - Speranza e cautela dei Vescovi dopo il pronunciamento della Corte Suprema in materia di immigrazione

martedì, 26 giugno 2012

Washington (Agenzia Fides) – Un passo in avanti verso una riforma umana dell'immigrazione ma da considerarsi con cautela, perché manca ancora un sistema migratorio giusto: è il senso della nota pubblicata dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America, giunta all'Agenzia Fides, circa la decisione della Corte Suprema del 25 giugno che ha respinto alcune delle disposizioni contenute nella legge sull'immigrazione in Arizona. In particolare quelle che avrebbero permesso gli arresti senza mandato di persone sospettate di un reato che preveda l’espulsione, che avrebbero configurato come un crimine la ricerca di lavoro nello stato, che avrebbero fatto diventare la presenza dei senza-documenti un crimine di stato, lasciando tuttavia in vigore il controllo totale delle autorità sui migranti.
I Vescovi hanno trovato motivo di speranza nella decisione (Arizona contro Stati Uniti) in quanto ritengono che essa rifletta il loro appello per avere leggi umane e giuste sull'immigrazione, e la loro preoccupazione perché questo tipo di leggi potrebbero dividere le famiglie (vedi Fides 1/06/2012). La cautela sta nel fatto che potrebbe essere aggiunta una nuova disposizione, secondo cui gli immigrati dovrebbero portare sempre con sé i documenti.
La nota firmata dall'Arcivescovo di Los Angeles, Sua Ecc. Mons. José H. Gomez, presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale, afferma che "la decisione della Corte Suprema di non accettare tutte le disposizioni dell’Arizona, conferma il forte ruolo del governo federale in materia di immigrazione"; allo stesso tempo chiede al Congresso di prendere provvedimenti per attuare una riforma urgente della legge. Il testo ricorda anche che la Chiesa cattolica negli Stati Uniti continuerà a lottare per una "riforma del sistema migratorio nazionale che sia umana e giusta". "La Chiesa continuerà a stare al fianco dei migranti e delle loro famiglie, cercando sempre la giustizia" conclude l'Arcivescovo Gomez. (CE) (Agenzia Fides, 26/06/2012)


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