ASIA/INDIA - Congresso Missionario in Kerala: i cristiani pronti per la “nuova evangelizzazione”

mercoledì, 9 maggio 2012

Palai (India) – I fedeli cristiani sono pronti ad essere missionari per la missione ad gentes e per la nuova evangelizzazione: è quanto emerso dal recente Congresso Missionario tenutosi nella diocesi di Palai (nello stato del Kerala, India del sud) che ha visto riuniti oltre 6.000 sacerdoti, missionari, religiosi e religiose che lavorano in oltre 100 paesi dei cinque continenti. Vi hanno preso parte i massimi leader cattolici dell’India: l’Arcivescovo di Mumbai e Presidente della Conferenza Episcopale, il Card. Oswald Gracias; il Card. Telesphore Toppo, Arcivescovo di Ranchi; il Card. George Alencherry, Arcivescovo Maggiore della Chiesa siro-malabarese; il Nunzio Apostolico, Sua Ecc. Mons. Salvatore Pennacchio, e altri venti Vescovi provenienti da diverse diocesi indiane.
Scopo del Congresso era riunire i missionari provenienti da tutto il mondo e dare loro un rinnovato slancio per l’annuncio del Vangelo. La diocesi di Palai, hanno ricordato i partecipanti, ha dato alla Chiesa 26 Vescovi, Suor Alfonsa (la prima santa indiana, canonizzata nel 2008), il Beato Kunjachan e il Servo di Dio don Mathai Kadalikattil. Nella diocesi sono nate quattro congregazioni religiose che ricordano l’opera evangelizzatrice di San Tommaso.
Il Nunzio Apostolico nel suo messaggio ha ringraziato la Diocesi di Palai “per l'invio di missionari in diverse parti del mondo”, incoraggiando i missionari, che devono essere preparati ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo e a vivere secondo l'attesa di Dio, “a essere testimoni di Dio per il bene della Chiesa.” Il Cardinal George Alencherry ha rimarcato che “ i missionari sono la ricchezza di tutti”, ricordando “il lavoro meraviglioso che stanno compiendo nel Nordest dell’India”, ma anche in Europa, impegnati nella nuova evangelizzazione.
Il Cardinal Oswald Gracias ha ricordato l’importanza del dialogo interreligioso, del lavoro sociale, “cuore della missione”, della necessità di far incontrare il Vangelo con le diverse culture, indicando, infine, le “nuove frontiere” per la predicazione del Vangelo rappresentate dai mass media. (PA-LM) (Agenzia Fides 9/5/2012)


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