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Asia

2012-03-21

ASIA/INDIA - Italiani rapiti: la Chiesa invita il governo dell’Orissa a “fare la prima mossa”

Bhubaneswar (Agenzia Fides) – Per dare l’avvio al negoziato, “il governo dell’Orissa deve fare la prima mossa, magari liberando alcuni ribelli prigionieri, come ha già fatto in altri casi, in passato”: è la posizione della Chiesa cattolica dello stato di Orissa, espressa in un colloquio con l’Agenzia Fides da p. Santosh Digal, che si trova nel distretto di Kandhamal, dove nei giorni scorsi sono stati rapiti i due italiani Paolo Bosusco e Francesco Colangelo. Il sacerdote – inviato in loco dall’Arcivescovo della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar per esplorare una possibilità di mediazione – conferma a Fides che i ribelli hanno offerto la liberazione di uno dei due ostaggi in cambio del rilascio di cinque guerriglieri, e dice: “E’ il passo che può avviare un vero negoziato. Da parte nostra siamo favorevoli, sperando in una rapida soluzione del caso. Come esponenti della Chiesa cattolica e come operatori sociali siamo qui, disponibili a offrire il nostro contributo per un dialogo fra le parti e per il bene comune, se gli attori in campo (il governo e i ribelli) chiederanno di coinvolgere una terza parte, come strumento di mediazione”.
Il sacerdote si dice “ottimista per un buon esito della vicenda”, rassicura le famiglie dei due italiani sul fatto che “non verrà fatto loro del male” ed esprime la vicinanza della Chiesa cattolica alle famiglie dei due rapiti. La delicata vicenda, spiega, “riporta attenzione sulle popolazioni tribali dell’Orissa, abbandonate ed emarginate dalle istituzioni, vittime di espropriazioni di terreni, di abusi e sfruttamento”, tutti fattori che “incoraggiano la ribellione”. (PA) (Agenzia Fides 21/3/2012)

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