AFRICA/MADAGASCAR - Commozione della popolazione malgascia per l’appello del Papa che si è fatto “voce di chi non ha voce”

martedì, 13 marzo 2012

Moramanga (Agenzia Fides) – “Ringrazio in modo particolare il Santo Padre, che nel suo appello domenicale si è fatto ‘voce di chi non ha voce’. Un ringraziamento sentito da parte della mia comunità, cristiana e civile, a cui ho letto il suo messaggio: la gente era veramente commossa.” Sono le parole del Vescovo di Moramanga, Mons. Gaetano Di Pierro, raccolte dall’Agenzia Fides, dopo l’appello di Benedetto XVI per il Madagascar, lanciato all’Angelus di domenica scorsa. La popolazione del paese africano infatti continua a vivere difficoltà enormi in seguito al passaggio del ciclone Giovanna, che il 13 febbraio ha causato gravi danni in diverse zone del paese (vedi Fides 14,16,17,20/02/2012).
“Qui in Madagascar - dice Mons. Di Pierro all’Agenzia Fides - la gente si dà da fare, ci sono stati dei piccoli aiuti che tuttavia non risolvono il problema della sopravvivenza di questa popolazione. Ringrazio, a nome della mia comunità cristiana, tutte le persone, sia qui sul luogo come quelle dall’esterno, che hanno saputo ‘donare’: il Signore le ricompensi. Anche la Nunziatura qui sul posto ha dato il suo appoggio, sia spirituale che materiale. L’organismo CRS si è fatto presente fin dal primo momento ed ha dato il suo contributo. La popolazione ha bisogno di sentirsi amata prima di tutto, e quindi di avere qualche aiuto materiale, come delle lamiere, che qui costano un quarto dello stipendio di un operaio, per riparare i loro tetti. Tra le altre necessità, occorrerebbero semi di legumi di ogni genere, per poterli ripiantare ed avere così un piccolo raccolto assicurato per quest’anno”, conclude mons. Di Pierro. (AP) (13/3/2012 Agenzia Fides)


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