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Dossier

2004-08-10

DOSSIER FIDES - 150° ANNIVERSARIO DEL DOGMA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE, SECONDA PARTE: Le Apparizioni di Lourdes

- LE APPARIZIONI DI LOURDES

Lourdes, capoluogo del distretto Alti Pirenei nella parte meridionale della Francia, è diventata dopo le apparizioni della Vergine Immacolata a Bernardette Soubirous, avvenute tra l’11 febbraio e il 16 luglio del 1858, una delle mete più frequentate di pellegrinaggi internazionali.
E’ appunto il pellegrinaggio l’evento caratterizzante di questo luogo di preghiera. All’inizio non fu facile compiere pellegrinaggi alla santa Grotta: dopo le apparizioni, infatti, il prefetto del luogo aveva proibito l’accesso al luogo. Fu per l’intervento di Napoleone III che fu possibile nuovamente recarsi in visita alla grotta.
Il 19 novembre 1858 una commissione episcopale d’inchiesta si recò per la prima volta alla grotta e dopo un attento esame sugli avvenimenti, su Bernardette, sulle guarigioni miracolose e sui fenomeni di fede che si registravano presso la grotta, il vescovo riconobbe l’autenticità delle apparizioni.
Questa data segna il rinvigorirsi della pratica dei pellegrinaggi che segnarono tutti i momenti fondamentali della storia di Lourdes.
Il pellegrinaggio che alla fine del XIX secolo era prevalentemente finalizzato ai miracoli e alle guarigioni, si è via via ricentrato sulla preghiera e sul servizio dando luogo a innumerevoli opere di carità.
La vitalità di Lourdes ha origine dalle apparizioni della Vergine a Bernardette Soubirous.
Bernardette nacque il 7 gennaio 1844. Il padre, titolare di un mulino, a causa di gravi problemi economici fu costretto a girovagare da un posto all’altro per difendersi dai creditori, fino al momento in cui, durante una carestia, fu arrestato con l’accusa di aver rubato della farina. L’accusa si rivelò assolutamente infondata e mossa solo dal sospetto per il fatto che la famiglia era gravata da una grande povertà.
L’11 febbraio 1858, la sua primogenita Bernardette, accompagnata dalla sorella ed un’amica si recarono presso la malsana grotta di Massabielle alla ricerca di legna per riscaldare la casa e di ossa da vendere per guadagnare qualche soldo per sopravvivere alla fame. Mentre Bernardette cercava di vincere la resistenza ad inoltrarsi in un luogo tanto malsano e per lei, affetta da asma, assai nocivo, sentì il rumore di vento molto forte e vide la cavità della grotta illuminarsi. Nella luce, Bernardette percepì un’immagine femminile molto bella, vestita di bianco che le faceva segno di avvicinarsi. La ragazza estasiata da tanta visione, prese la sua coroncina del rosario e lo recitò davanti alla visione.
La Soubirous, pur con qualche ritrosia, raccontò quello che le era successo alla sorella che a sua volta lo riferì alla madre. Le reazioni furono alquanto violente ma non venne proibito a Bernardette di recarsi ancora alla grotta in compagnia delle due ragazze. Seguirono ancora due visioni, il 14 e il 18 febbraio e proprio in quest’ultima, la giovane ricevé l’invito a presentarsi in quel luogo per 15 giorni e le venne fatta una promessa: “Non ti prometto di farti felice in questo mondo ma nell’altro”.
Dal 19 febbraio al 4 marzo ebbero luogo le quindici apparizioni in una delle quali la Vergine diede indicazioni a Bernardette per scoprire la sorgente.
Il 2 marzo la giovane ricevé l’ordine di recarsi dal parroco con l’invito di organizzare una processione di fedeli e costruire una cappella.
Il 25 marzo Bernardette si recò nuovamente alla grotta e chiese per quattro volte alla donna della visione chi fosse; la risposta fu: “Que soy era Immaculada Conceptiou”. Seguirono poi le ultime due apparizioni, del 7 aprile e del 16 luglio.
La giovane Soubirous fu l’unica testimone di quello che le andava accadendo e la testimonianza che ne diede fu resa in condizioni umane impossibili. Bernardette, priva di istruzione, appartenente ad una famiglia che non godeva di alcuna credibilità e stima, di salute molto precaria, ha dovuto subire una lunga serie di interrogatori da parte delle autorità civili e militari che in ogni modo cercavano di farla cadere in contraddizioni, per avvalorare il sospetto di una sua presunta malattia di origine psichica.
La giovane è una delle ultime a cui la sapienza umana avrebbe fatto appello per portare un messaggio celeste.
Scrive Laurentin nel suo Lourdes. Cronaca di un mistero, “Non è per caso che la Vergine sceglie questi sospetti, questi miserabili. Uno dei cardini dell’avvenimento di Lourdes è in questa frase chiave del Vangelo "Beati i poveri". Ai detrattori dei Soubirous, a tutti quelli che, in modo ancora più radicale, ignorano questa gente poco interessante, la Vergine fa scoprire concretamente in essi tale beatitudine. La folla va a riverire quella piccola emarginata. Invidia la sua beatitudine, se ne augura qualche briciola. (…) Quelli che tornano a casa con il denaro rifiutato, restituito, gettato loro dietro da Bernardette, provano concretamente lo shock del messaggio evangelico su ricchezza e povertà: quel messaggio destinato ad assumere per ciascuno, secondo la sua condizione, una forma personale nel corso della vita”.
A queste difficoltà si unirono quelle dei giudici ecclesiastici che volevano convincerla di aver avuto una visione diabolica o quelle dei pellegrini che assumevano atteggiamenti eccessivi nei confronti della giovane, considerandola una santa e spingendola al feticismo.
La grande testimonianza della sua grandezza Bernardette la offrì nella sua vita religiosa a Nevers. Si era recata in quel monastero con la speranza di vivere nel nascondimento e di poter aiutare nel servizio i poveri e i malati, dopo i primi anni in cui si rivelò un’ottima infermiera, le sue condizioni di salute sempre più precarie a causa di patologia polmonari, la costrinsero ad abbandonare il suo incarico e a vivere la sua “inutilità” nella preghiera.
Proprio la preghiera fu il primo modo in cui nacque il contatto tra Bernardette e la Vergine apparsa. Fin dalla prima apparizione, Bernardette cominciò quasi istintivamente a recitare il rosario; la preghiera era stata per lei ciò che le aveva permesso di assumere, in Dio, le sofferenze della sua esistenza. Ancora Laurentin: “se il cielo sceglie quel che non esiste secondo il mondo non è per il gusto gratuito di beffarsi del mondo. E non è il nulla che sceglie, ma quel che esiste in verità. I Soubirous, con la loro inefficacia materiale, la loro generosità senza calcolo, l’autenticità del loro lavoro manuale e della loro semplicità di cuore, esistevano già davanti a Dio prima dell’11 febbraio 1858, più che le grandi famiglie di Lourdes …”
Il suo confessore, l’abate Febvre testimoniò: “Era afflitta da asma cronica, laceramento di petto e conseguente vomito di sangue e ciò per la durata di due anni, fu colpita da aneurisma, da gastralgia, tumore ad un ginocchio e negli ultimi due anni della sua vita fu martoriata dalla carie nelle ossa, in modo che il suo povero corpo divenne il ricettacolo di tutti i dolori. Inoltre, nell’orecchio le si formarono degli ascessi che le cagionarono parziale sordità, scomparsa solo qualche tempo prima della morte”.
Oltre alle sofferenze fisiche, Bernardette soffrì anche le sofferenze spirituali dovute al timore di essersi ingannata rispetto alle visioni. Inoltre, aveva la sensazione di non aver corrisposto adeguatamente alla grazia di Dio e di essere abbandonata ed in questo stato visse a lungo soffrendo ancor più che per le sofferenze fisiche.(Agenzia Fides 10/8/2004)

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