ASIA/LAOS - Chiesa confiscata, i cristiani definiti “nemici”

sabato, 25 febbraio 2012

Savannakhet (Agenzia Fides) – I funzionari locali del distretto di Saybulim, nella provincia di Savannakhet, hanno confiscato un chiesa nel villaggio di Kengweng. La confisca è avvenuto il 22 febbraio scorso, al termine di un “seminario di formazione” condotto dagli stessi funzionari del partito comunista, denominato “I trucchi del nemico”, dedicato a svelare “le manovre dei cristiani”. E’ quanto l’Agenzia Fides apprende dalla Ong “Human Rights Watch for Lao Religious Freedom” (HRWLRF), che nota come la confisca della chiesa a Kengweng abbia avuto luogo due mesi dopo la confisca di un’altra chiesa a Nadaeng, nello stesso distretto. Se i cristiani vorranno ricominciare a utilizzare l’edificio, dovranno presentare formale richiesta scritta alle autorità del villaggio, del distretto e della provincia, ottenendo l’approvazione da ciascuno dei tre livelli.
La chiesa nel villaggio di Kengweng è stata costruita nel 1972 da due famiglie cristiane del Laos ed è stata usata per il culto fino ad oggi. Nel villaggio vivono 25 famiglie cristiane, in tutto 178 fedeli.
Attualmente esistono una trentina fra chiese e edifici di culto nella provincia di Savannakhet, ma solo sette di questi sono riconosciuti dalle autorità, e i rimanenti sono considerati illegali. Dopo il sequestro delle chiese di Kengweng e Nadaeng “altri ventidue edifici cristiani sono a rischio di confisca e chiusura”, nota HRWLRF
“Anche se la libertà di praticare il proprio culto religioso è scritta nella Costituzione, anche se il paese ha firmato e ratificato la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, le autorità si rifiutano di riconoscere l'esistenza dei cristiani e le chiese nella provincia di Savannakhet”, nota l’Ong, invocando la restituzione dell’edificio e il godimento della libertà religiosa per i cristiani laotiani. (PA) (Agenzia Fides 25/2/2012)


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