AFRICA/SENEGAL - Alla vigilia del voto clima teso, la Chiesa offre un terzo degli osservatori elettorali

giovedì, 23 febbraio 2012

Dakar (Agenzia Fides) - “Il clima è teso, al punto che le scuole private di Dakar hanno sospeso le lezioni fino a dopo il voto” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale dalla capitale del Senegal, dove domenica prossima, 26 febbraio, si vota per le elezioni presidenziali.
Il 21 febbraio il cantante pop e attivista dell'opposizione, Youssou N'Dour, era rimasto ferito ad una gamba durante una manifestazione non autorizzata a Dakar contro il Presidente uscente Wade, che si presenta alle elezioni per ottenere un contestato terzo mandato. “Ieri e oggi non ci sono stati incidenti. La missione dell’Unione Africana, guidata dall’ex Presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, arrivata ieri a Dakar, ha probabilmente avuto un ruolo nel calmare gli animi. La delegazione africana ha incontrato tutti gli esponenti dell’opposizione” affermano le fonti di Fides.
“Le dimostrazioni sono promosse dal movimento di opposizione M23 che mira a rimandare le elezioni, ma è difficile che ci riesca, anche perché non esiste una norma costituzionale specifica che lo permette” continuano le nostre fonti.
Per quanto riguarda le tensioni con la confraternita islamica Tidjane (vedi Fides 20/2/2012), sembra che su questo fronte sia tornato il sereno dopo che il Grande Califfo ha rivolto un appello alla calma ai suoi seguaci. “La popolazione è stanca delle tensioni e delle violenze, che considera estranee alla propria storia” sottolineano i nostri interlocutori.
La Chiesa cattolica sta portando il suo contributo perché le elezioni si svolgano in modo corretto.
“Su 3.000 osservatori elettorali locali, un terzo sono cattolici” ricordano le fonti di Fides. “Le autorità hanno infatti riconosciuto 850 osservatori presentati dalla Commissione Episcopale Giustizia e Pace tramite la Caritas locale, che ha personalità giuridica civile riconosciuta dallo Stato. La metà sono scout e l’altra metà volontari di associazioni cattoliche. Sono ben organizzati ed hanno seguito un apposito corso di formazione. Hanno già fatto pratica, seguendo le votazioni tenute nelle caserme (l’esercito ha infatti già votato)”.
“Solo il 30% dei militari ha votato. Un’indicazione forse di quello che potrà accadere con la popolazione civile che sembra dimostrare scarso entusiasmo dopo una campagna elettorale tesa, contrassegnata dalle polemiche sul Presidente uscente, e dalle divisioni all’interno dell’opposizione” concludono le nostre fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 23/2/2012)


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