AFRICA/SUDAFRICA - “No al nuovo disegno di legge sulla sicurezza dello Stato” afferma l’Arcivescovo di Città del Capo

venerdì, 20 gennaio 2012

Johannesburg (Agenzia Fides) - “È un disegno di legge che mina il diritto all'informazione, che è di vitale importanza per il pieno esercizio degli altri diritti civili, e che viola l’impegno costituzionale a creare un governo aperto e trasparente”. Così Sua Ecc. Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo, in Sudafrica, critica il Protection of State Information Bill (PSIB), un disegno di legge volto a rafforzare i poteri dell’Agenzia per la Sicurezza dello Stato (State Security Agency).
“Il disegno di legge protegge in modo completo l’Agenzia per la Sicurezza dello Stato dal controllo pubblico, in quanto permette all'Agenzia stessa di decidere che cosa debba essere tenuto segreto” afferma Mons. Brislin in un comunicato inviato all’Agenzia Fides. “Qualsiasi attività illegale da parte dell'Agenzia potrebbe quindi essere facilmente tenuta al riparo dal controllo e dal processo legale. Inoltre la legge conferisce al Ministro della Sicurezza dello Stato un potere eccessivo e consente al Ministro di estendere a qualsiasi ente pubblico il diritto di classificare come segrete le informazioni, aumentando così la probabilità che attività illegali vengano tenute nascoste in nome della sicurezza dello Stato”.
L’Arcivescovo di Città del Capo ricorda che nonostante vari cambiamenti siano stati fatti al disegno di legge da quando è stato proposto, non sono ancora state adottate quelle disposizioni in difesa dell’interesse pubblico che consentano la divulgazione di informazioni classificate come segrete che la popolazione ha invece diritto di conoscere.
Inoltre gravi azioni punitive possono essere adottate contro gli informatori e i giornalisti che rivelano informazioni segrete che possono però coprire gravi illeciti, e di cui l’opinione pubblica deve essere messo a conoscenza.
Diversi leader religiosi e Ong hanno protestato contro il PSIB. “Come Chiesa cattolica di Città del Capo abbiamo il dovere di continuare a opporci a questa legge, non solo come membri della società civile, ma anche perché abbiamo un imperativo morale di servire il bene comune. Questa legge non serve gli interessi della nazione e può essere usata per danneggiare la nostra democrazia e rischia di farci tornare sulla strada di uno Stato di Sicurezza” conclude Mons. Brislin, facendo riferimento al forte apparato di sicurezza creato ai tempi dell’apartheid. (L.M.) (Agenzia Fides 20/1/2012)


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