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Dossier

2004-07-17

IMPEGNO SUL CAMPO - L’Africa - la Tubercolosi - la vita… Testimonianza di Fra Fiorenzo Priuli religioso dei Fatebenefratelli e medico chirurgo all'Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta (Benin)

Tanguiéta (Agenzia Fides) - “Non so perché ma i pazienti affetti dalla Tubercolosi e dalla Lebbra mi hanno sempre toccato profondamente. È così che arrivato da poco all’Hôpital St. Jean de Dieu di Afagnan in Togo alla fine degli anni ‘60 mi sono messo a percorrere i villaggi del basso Mono cercando di dare cure ambulatoriali agli ammalati di ogni genere mentre i sospetti di Tubercolosi li portavo all’ospedale per le indagini microbiologiche e radiografiche e per le cure specifiche. La forse troppa giovane età, l’imprudenza, la fatica, il clima hanno creato le condizioni perché la Tubercolosi diventasse rapidamente anche cosa intimamente mia al punto di portarmi quasi in fin di vita…
In realtà non è stato che uno dei tanti scherzi della Provvidenza per farmi invece iniziare una nuova vita! Iscritto a Medicina, diventato medico sempre in questa benedetta Africa, la Tubercolosi e i tubercolosi, sono diventati ancora di più “cosa mia” e delle Opere nelle quali mi trovo a servire ormai da 35 anni.
La Tubercolosi in Africa, almeno in quella che conosco, è sempre stata assai presente e quasi sempre grave come sempre gravi arrivano alla nostra osservazione le patologie legate alla povertà/miseria/ignoranza che fanno si che il ricorso ai centri di salute sono troppo tardivi.
Tutte le forme sono presenti: TBC polmonare, ossea, cutanea, intestinale, ganglionare, urinaria, pleurica e pericardica…
Negli Ospedali di Afagnan in Togo e di Tanguieta nel nord del Benin, fondati e condotti tuttora dai frati Ospedalieri di S. Giovanni di Dio (FBF), tutte queste forme sono diagnosticate e curate con eccellenti risultati. I farmaci specifici sono in genere forniti dal Ministero della Sanità che a sua volta è aiutato da ONG e OMS, ma perché queste terapie siano efficaci l’ospedale provvede a assicurare un’alimentazione ipercalorica e iperproteica nonché un complemento di farmaci ricostituenti fatti di polivitamine, antianemici, antimalarici e antiparassitari.
A Tanguieta un piccolo centro antitubercolare è stato realizzato verso la fine degli anni 80 per poter meglio seguire e curare i pazienti tubercolosi durante i primi due mesi di terapia intensiva.
La Tubercolosi, dopo un promettente declino negli anni 80, già all’inizio degli anni 90 ha ripreso pesantemente piede nelle nostre regioni, malgrado il miglioramento sia delle condizioni igieniche ed alimentari che dei presidi diagnostici e terapeutici.
La causa di questo risveglio è senza dubbio legata al diffondersi della pandemia di AIDS che imperversa in modo. È così che il numero e la gravità dei pazienti tubercolosi è molto aumentato ed aggrava pesantemente l’infezione da HIV.
Mentre scrivo queste righe vedo davanti a me infiniti volti di giovani e no divorati dalla TBC polmonare soffocati da pericarditi tubercolari, paralizzati da ascessi vertebrali, deturpati dalla scrofolosi… Molti, molti di essi, grazie all’evolversi della scienza, alla generosità di sconosciuti che sostengono la diuturna dedizione di religiosi, religiose, laici impegnati nella lotta alla sofferenza, li rivedo rifiorire, ritrovare speranza e sorridere ……………….. e la vita riprende! (FP) (17/7/2004 Agenzia Fides)

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