AMERICA/URUGUAY - Sul flagello della droga il XXVI Incontro delle diocesi di frontiera

lunedì, 30 maggio 2011

Rivera (Agenzia Fides) – Dal 31 maggio al 2 giugno si terrà nella città uruguayana di Rivera, alla frontiera con il Brasile, il XXVI Incontro delle diocesi di frontiera. La diocesi di Tacuarembó è stata incaricata di organizzare la riunione di quest'anno, che si terrà nella prospettiva di accettare la sfida determinata dal numero crescente di giovani rovinati dalla dipendenza dalle droghe. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, la Messa di apertura dell’incontro sarà celebrata nella Parrocchia dell’Immacolata Concezione, e conterà sulla presenza delle autorità locali e delle autorità della Commissione Nazionale delle droghe. Da notare che quest’incontro è stato dichiarato “di interesse” da parte dell’Amministrazione locale e regionale del Consiglio di Rivera.
Parteciperanno 5 Vescovi e le delegazioni di Argentina (Gualeguaychú, Goya, Concordia, Posadas e rappresentanti della Conferenza Episcopale Argentina), del Brasile (Bage, Uruguaiana, Rio Grande do Sul, e Chapecó) e dell’Uruguay (Salto, Melo, Mercedes, Maldonado e Montevideo).
Il programma prevede la relazione del Responsabile Tecnico Santiago Fielitz e quella di padre Gustavo Larrique, ocd. Ci sarà una tavola rotonda con la presentazione di diverse esperienze in questo campo: Fazenda de la Esperanza, Amor Exigente, Commissione Nazionale delle droghe, la testimonianza del Pastore Oscar Farias (Terra de Gocem) e quella di Mons. Jorge Lozano, Vescovo della Diocesi di Gualeguaychú.
Gli Incontri delle Diocesi di Frontiera hanno avuto inizio nel dicembre 1991 nella città di Bella Union, in Uruguay, per iniziativa di due sacerdoti, padre Francisco Barbosa e padre Augusto, allora vicario pastorale della diocesi di Uruguaiana (che si trova in Brasile). Incoraggiati dalla realtà del Mercosur (Mercato comune dell’America meridionale) e dalla consapevolezza che i confini sono linee sempre più sottili, i partecipanti iniziarono a riflettere sulle situazioni comuni che interessavano aree geografiche vicine, anche se appartenenti a stati e diocesi diverse, con la possibilità di esprimersi liberamente e di impegnarsi per la comune risoluzione dei problemi più urgenti. (CE) (Agenzia Fides, 30/05/2011)


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