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Asia

2004-06-24

ASIA/FILIPPINE - Il Congresso proclama Gloria Arroyo presidente: le opposizioni minacciano proteste, i Vescovi invitano il paese all’unità

Manila (Agenzia Fides) - La presidente uscente delle Filippine, Gloria Arroyo, è stata proclamata ufficialmente vincitrice delle elezioni presidenziali dello scorso 10 maggio. Dopo una lunga seduta, seguita a un acceso dibattito in cui le opposizioni hanno contestato i risultati, il Congresso filippino ha approvato i conteggi delle schede resi da un apposito Comitato, che davano la Arroyo vincitrice, con un vantaggio di circa un milione di voti sull'ex attore Fernando Poe.
Dopo la proclamazione ufficiale del Congresso, si attende ora che la presidente presti giuramento, nelle mani del giudice capo della Corte Suprema, Hilario Davide. Il paese sarebbero piombato in una crisi costituzionale e in un pericoloso vuoto di potere se non fosse stato reso noto il nome del vincitore delle presidenziali entro il 30 giugno, giorno in cui scadeva il mandato della Arroyo.
Nelle prime dichiarazioni dopo l’investitura ufficiale del Congresso, la presidente ha detto di voler “sanare” le ferite del paese: “Ai mie avversari faccio un appello all’unità, ai miei sostenitori chiedo una mente aperta. Questo è il tempo del perdono, di lasciare alle spalle il passato”.
Anche i Vescovi filippini, che nelle scorse settimane avevano scoraggiato le proteste e ribadito al fiducia nelle istituzioni, hanno esortato all’unità e alla riconciliazione, invitando i politici a “dimenticare le differenze e il passato, a considerare la povertà e la sofferenza della gente, in quanto la presidente deve ricostruire la nazione”, come ha detto il Card, Ricardo Vidal, Arcivescovo di Cebu.
Ma il paese, notano fonti di Fides, è spaccato: circa metà della popolazione che ha sostenuto Fernando Poe e lo spettro di brogli elettorali pesa sul voto del 10 maggio. Le opposizioni hanno più volte minacciato una rivolta popolare come quella che nel 1986 destituì il dittatore Marcos e nel 2001 i presidente corrotto Estrada, proprio in favore della Arroyo.
Il clima di paura instabilità è testimoniato dal ritrovamento, avvenuto nei giorni scorsi, di tre ordigni nella capitale Manila, fortunatamente inesplosi. Gli agenti della polizia hanno ritrovato una bomba nei pressi di una chiesa cattolica di San Antonio, non lontano da Makati City, distretto finanziario della città. Altri due ordigni sono stati rinvenuti di fronte all'edificio del ministero dell'Interno e al quartier generale della Forze Armate a Quezon City. Secondo le autorità di polizia, le bombe potrebbero far parte di un programma che mira a destabilizzare il paese. Mentre i leader politici e militari sperano che non si verifichi un’esplosione di protesta di massa, le Forze Armate sono già in stato di allerta.
(PA) (Agenzia Fides 24/6/2004 lines 36 words 406)

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