OCEANIA/AUSTRALIA - I leader religiosi di tutte le Chiese, in accordo con il Governo Federale, respingono l’ipotesi di una Carta nazionale dei diritti umani

venerdì, 23 aprile 2010

Sidney (Agenzia Fides) – I leader religiosi della Chiesa cattolica insieme con Anglicani, Musulmani, Indu e rappresentanti della fede ebraica, hanno appoggiato la decisione del Governo Federale australiano di rifiutare una proposta relativa ad una Carta nazionale dei Diritti Umani. L’approvazione di una Carta per i Diritti Umani creerebbe troppe discordanze politiche, si legge in una recente nota del procuratore generale, Robert McClelland, al National Press Club di Canberra.
“Una carta legislativa dei diritti non è attualmente compresa nel disegno di legge” ha aggiunto, spiegando che “il governo sostiene che il rafforzamento dei diritti umani dovrebbe essere fatto in modo da unire piuttosto che dividere le nostre comunità.” La mossa di posticipare l’idea di una Carta dei diritti umani, almeno fino al 2014, è stata approvata con sollievo dal fondatore e presidente dell’Ambrose Centre for Religious Liberty, Rocco Mimmo. L’organo consultivo dell’Ambrose Centre include l’Arcivescovo di Sydney, Cardinale George Pell; l’Arcivescovo anglicano di Sydney, Peter Jensen; il Rabbino capo della Grande Sinagoga, Jeremy Lawrence; Haset Sali, membro dell’Australian Federation of Islamic Councils; il leader Indu, Gambhir Watts e il leader Buddista, My-Van Tran. Anche l’Australian Christian Lobby (ACL) ha approvato la decisione evidenziando che i Cristiani hanno profondamente a cuore la causa dei diritti umani, in particolare di quelli delle persone più vulnerabili, sostenendo inoltre la decisione del Governo di concentrarsi più su una campagna educativa nazionale sui diritti umani piuttosto che su una Carta dei Diritti Umani. (AP) (23/4/2010 Agenzia Fides)


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