AMERICA/HAITI - “Haiti era un paese poverissimo già prima del terremoto, ora siamo alla disperazione” afferma il direttore dell'ospedale pediatrico Saint Camille

venerdì, 15 gennaio 2010

Port au Prince (Agenzia Fides) - Padre Lovera, missionario camilliano, è il direttore dell’ospedale pediatrico “Saint Camille” di Port Au Prince, che in queste ore è stato letteralmente assediato da genitori che chiedono di salvare i loro bambini. “La situazione è drammatica - ha riferito padre Lovera -. Il terremoto è stato tremendo. L’ospedale, che pure era stato costruito secondo regole antisismiche, ha subito gravi danni, non tali, comunque, da bloccare l’attività dei nostri medici e delle nostre suore. Ci sono decine di bambini da curare nelle camere che usiamo per le visite e per le degenze. Noi potremmo ospitare al massimo 100 pazienti ma ora ce ne sono 300-400. Non dimentichiamo che Haiti era un paese poverissimo già prima del terremoto. Ora siamo alla disperazione”.
Aggiunge padre Lovera: “La forza del terremoto ha divelto le mura; letti, armadi, perfino la poltrona del dentista sono stati scaraventati fuori dell’edificio dal sisma. In città tutto è distrutto, raso al suolo, accartocciato. Non si sa quanti siano i sopravvissuti, è una ecatombe. Non c’ cibo, non c’ acqua ed è una vera e propria tragedia”. La missione dei Camilliani a Port au Prince dispone di un ospedale, di un centro nutrizionale e di un centro per bambini disabili da 0 a 18 anni. La Fondazione PRO.SA ong onlus, ha aperto una sottoscrizione a sostegno dell’Ospedale Pediatrico “St. Camille” di Port Au Prince, gestito dai missionari Camilliani. (AP) (15/1/2010 Agenzia Fides; Righe:25 Parole:310)


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