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Africa

2003-05-12

AFRICA/REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO - CALMA RELATIVA A BUNIA DOVE IERI SONO STATI UCCISI DUE SACERDOTI. “MA SE NON SI INTERVIENE SUBITO SI RISCHIANO ALTRI MASSACRI” DICE UN MISSIONARIO

Kinshasa (Agenzia Fides)- “A Bunia vige una calma relativa” dice all’Agenzia Fides un missionario dei Padri Bianchi (Missionari d’Africa) dal Congo, che per motivi di sicurezza desidera non essere citato. “Le forze dell’Unione Patriottica Congolese hanno ripreso il controllo della città, cacciando, almeno per il momento, i guerriglieri Lendu che l’hanno messa a ferro e fuoco”. Altre fonti, però, segnalano la fuga di civile Lendu che temono le rappresaglie degli Hema presenti nei ranghi dell’UPC. Da giorni i guerriglieri Lendu imperversano nella città di Bunia nella regione dell’Ituri nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Ieri, domenica 11 maggio, i guerriglieri hanno ucciso due sacerdoti congolesi i cui corpi mutilati sono stati trovati nei locali della parrocchia di Nyakasanza. Si tratta del Parroco, P. François Xavier Mateso e di P. Aimé Ndjabu. P. Aimé è stato sgozzato nella sua camera, mentre P. François Xavier è stato ucciso nei pressi della parrocchia. Nei locali della chiesa si erano rifugiate diverse persone e almeno 48 di loro sono state uccise. Si tratta del secondo assassinio di sacerdoti nel giro di pochi giorni. Nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 maggio, infatti, era stato ucciso nella sua abitazione P. Raphaël Ngona.
“Si tratta di una vendetta etnica” dice la fonte dell’Agenzia Fides, “i due sacerdoti e le altre persone erano di etnia Hema e sono stati uccisi da guerriglieri Lendu. La comunità internazionale deve prendere atto di quello che sta succedendo nell’Ituri, perché si rischia una tragedia simile a quella del Rwanda del 1994. Si deve subito schierare una forza di interposizione per dividere i contendenti e assicurare almeno le condizioni minime di sicurezza.”. A Bunia sono schierati alcuni soldati delle forza di pace dell’ONU, ma la loro presenza non è stata sufficiente ad impedire gli attacchi.
“Nonostante la calma relativa” aggiunge il missionario “vi sono ancora centinaia di persone rifugiate nella missione dei Padri Bianchi di Bunia. Insieme a loro vi sono 3 Padri e alcune Suore”. (L.M.) (Agenzia Fides 12/5/2003 righe 27 parola 340)

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