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Africa

2004-04-29

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Guerra di parole tra Presidente e il leader dei ribelli. Il commento all’Agenzia Fides di un missionario

Abidjan (Agenzia Fides)- “Speriamo che siano solo dichiarazioni volte a provocare la reazione del presidente Laurent Gbagbo” dice all’Agenzia Fides un missionario dal nord della Costa d’Avorio, commentando le recenti dichiarazioni di Guillaume Soro, leader delle “Forze Nuove”, il gruppo di guerriglia che dal settembre 2002 controlla il nord-ovest della Costa d’Avorio.
Soro ha chiesto ai suoi uomini la creazione di forze di polizia e di uffici doganali indipendenti da quelli dello stato ivoriano. Secondo alcuni osservatori, questa decisione potrebbe preludere a una secessione delle zone controllate dalle “Forze Nuove” dal resto del paese. “La secessione non pare francamente possibile” afferma il missionario. “Non si capisce, per esempio, da dove il nuovo stato prenderebbe il denaro per finanziare la sua amministrazione. È vero che Soro riesce a pagare i militari sotto il suo comando, con denaro provenienti dai commerci transfrontalieri, e forse da qualche governo straniero. Ma finanziare un’intera amministrazione statale comporta spese più consistenti”. “Sul piano del diritto internazionale”- dice il missionario -“la comunità internazionale non riconoscerebbe mai uno stato nato dalla separazione del nord della Costa d’Avorio. Inoltre, gli accordi di Marcoussis, che Soro dice di volere rispettare, riaffermano esplicitamente il rispetto dell’integrità territoriale della Costa d’Avorio”.
Gli accordi di Marcoussis (Francia) firmanti nel 2003 misero fine al conflitto tra governo e guerriglia, scoppiato nel settembre 2002. Le intese prevedevano il mantenimento al potere del presidente Laurent Gbagbo fino al termine del suo mandato e la creazione di un governo di unità nazionale aperto a tutti i partiti, con il compito di preparare nuove elezioni, definite, dal testo dell’accordo, “credibili e trasparenti”.
“L’opinione di molti è che si tratta dell’ennesimo scontro verbale con il Presidente Gbagbo, che ha replicato chiedendo l’istituzione di un tribunale internazionale” dice il missionario. Il Presidente Gbagbo ha infatti chiesto la creazione di un tribunale speciale per la Costa d’Avorio, dicendosi pronto a esservi giudicato.”Auspico che sia stabilito un tribunale speciale in tutti i paesi dove vi è una guerra civile. Ne esiste già uno in Sierra Leone. Ne auspico uno per la Liberia, un altro per la Costa d’Avorio” ha affermato il presidente in un’intervista a un quotidiano ivoriano.
“Il Presidente deve aver in mano prove credibili dei crimini commessi dalle Forze Nuove per chiedere con tanta sicurezza un tribunale internazionale” commenta la fonte di Fides.
La guerra di parole tra Soro e il Presidente Gbagbo ha innalzato la tensione nel nord del paese. “Si nota una maggiore prudenza da parte dei militari francesi presenti nelle zone sotto il controllo delle Forze Nuove” dicono le fonti di Fides. Parigi ha inviato 4mila militari per dividere le fazioni ivoriane, mentre le Nazioni Unite stanno dispiegando una forza di pace. “La tensione cresce proprio quando è stato annunciato il dispiegamento entro la fine di maggio dei Caschi Blu dell’ONU . Forse, si vuole ritardare l’arrivo dei Caschi Blu per poter continuare i traffici illegali sui quali lucrano i capi ribelli. Se i soldati dell’ONU garantissero, infatti, il ritorno dell’amministrazione statale, i commerci illeciti finirebbero” conclude il missionario. (L.M.) (Agenzia Fides 29/4/2004, righe 42 parole 523)

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