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Dossier

2004-04-03

VATICANO - L’Organizzazione Mondiale della Sanità calcola che vi siano oltre 40 milioni di persone malate e che, durante lo scorso anno, siano morte almeno 2,6 milioni di persone e si siano infettati 5 milioni di adulti e 700.000 bambini.

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Anche se oggi non fa più notizia, il numero delle persone sieropositive in Italia continua ad aumentare di molte migliaia di casi all'anno. Per l'età pediatrica l'aumento dei casi è dovuto prevalentemente all'immigrazione, che rappresenta circa l'80% dei nuovi casi diagnosticati.
I bambini italiani infetti (circa 600) non muoiono più di AIDS perché sono curati con i nuovi farmaci antiretrovirali ma spesso, arrivati all'adolescenza, si ribellano alle cure e a molte regole della vita sociale.
Ciò è dovuto anche al fatto che fino a pochissimi anni fa la famiglia e la società investiva ben poco su questi bambini, destinati allora a morire: quasi assente la scolarizzazione, la vita di gruppo, la socializzazione. Oggi la loro integrazione nella società è ancora più difficile.
I bambini e i più giovani sono i soggetti più vulnerabili all’infezione Hiv. Le cause sono molteplici, a partire da quelle sociali ed economiche, ma le più gravi sono la povertà, lo sfruttamento, la violenza sessuale e la mancanza di accesso alle informazioni sull’Hiv e ai servizi di prevenzione.
Nel 2001 14 milioni di bambini sono rimasti orfani a causa dell’Aids e c’è il rischio che entro il 2010 il numero raddoppi; sempre nel 2001 sono stati colpiti dall’Hiv circa 800 mila bambini, quasi tutti attraverso la trasmissione dalla madre. Nel 2002 circa 11,8 milioni di ragazzi tra i 15 e i 24 anni di età sono risultati infetti, le ragazze in modo particolare. (AP) (3/4/2004 Agenzia Fides)

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