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Vaticano

2004-03-18

VATICANO - La missione religiosa della Chiesa include la difesa e la promozione dei diritti fondamentali dell’uomo: lo riafferma il Cardinale Martino intervenendo al Congresso internazionale su “La donna e i diritti umani”.

Roma (Agenzia Fides) - Le culture improntate all’efficientismo, al materialismo pratico, ad un individualismo utilitarista ed edonista mettono a repentaglio l’intero sistema dei diritti umani. Se non si ha come punto di riferimento la visione integrale dell’uomo, creato da Dio e redento da Cristo, la stessa tutela giuridica dei diritti è messa radicalmente in discussione e svuotata di contenuto. E’ quanto sostiene il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Cardinale Renato Martino, intervenendo al Congresso internazionale organizzato dall’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum sul tema: La donna e i diritti umani.
Parlando nella sede accademica dei Legionari di Cristo a Roma su: “I diritti della persona nella prospettiva del Magistero”, il Porporato ha affermato tra l’altro che “il riconoscimento parziale dei diritti, a cui inducono inadeguate concezioni dell’uomo, compromette il destino delle democrazie contemporanee. Il rispetto della verità integrale dell’uomo diviene, pertanto, imperativo morale per la cultura democratica del nostro tempo, in cui è diffusa l’opinione che l’ordinamento giuridico di una società dovrebbe limitarsi a registrare e recepire le convinzioni della maggioranza”.
“Muovendo dalla considerazione della comune dignità, che supera ogni differenza ed affratella tutti gli esseri umani unificandoli in una sola famiglia - ha rilevato ancora il Cardinale Martino - il Magistero stigmatizza ogni forma di discriminazione perpetrata in nome della razza, dell’etnia, del sesso, della condizione sociale o della religione. L’eguaglianza in dignità delle persone richiede che non vi siano ingiuste discriminazioni nei diritti fondamentali, in nessun ambito, sia in campo sociale sia a livello culturale; chiede che si giunga ad una condizione più umana e più giusta della vita, eliminando tra membri e popoli dell’unica famiglia umana le troppe disparità e sperequazioni”.
Con riferimento poi al tema specifico del Congresso, il Presidente di Giustizia e Pace ha evidenziato che il contributo offerto dal Magistero ecclesiale nel campo dei diritti umani ha particolarmente valorizzato la specificità femminile, diversa da quella maschile, ma di una diversità, nell’eguaglianza di dignità, che è arricchente ed indispensabile per un’armoniosa convivenza. (S.L.) (Agenzia Fides 18/3/2004 - Righe 26; Parole 333)

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