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Asia

2004-02-09

ASIA/SRI LANKA - La Presidente indice elezioni anticipate, le tigri tamil disapprovano: a rischio il processo di pace – Ferve il dibattito nel paese

Colombo (Agenzia Fides) – La pace in Sri Lanka è a rischio: la mossa improvvisa della presidente Chandrika Kumaratunga, che la sera del 7 febbraio ha sciolto il Parlamento e ha indetto nuove elezioni politiche, previste per il 2 aprile, ha generato confusione e incertezza nel paese, suscitando la disapprovazione del Liberation Tamil of Tigers Eelam (LTTE), formazione guerrigliera dell’etnia tamil che per vent’anni ha combattuto una guerra civile nel nord dell’isola, chiedendo autonomia.
Secondo fonti di Fides nella Chiesa locale, l’annuncio è stato “un fulmine a ciel sereno”, dopo che il paese aveva vissuto in maniera pacifica la festa dell’indipendenza nazionale, il 4 febbraio scorso. Il clima politico e sociale – racconta la fonte di Fides – è precipitato nell’incredulità e nell’incertezza, una situazione molto pericolosa per l’avvenire del paese. Lo Sri Lanka subisce le conseguenze politiche di una difficile coabitazione fra il Presidente, che appartiene allo Sri Lanka Freedom Party, e il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe alla guida di un altro partito, lo United National Front, con una stretta maggioranza in Parlamento.
Il grande interrogativo che ora si pone riguarda il processo di pace fra il governo e la minoranza tamil, che stava procedendo faticosamente da un biennio. Il 22 febbraio prossimo, infatti, ricorre il secondo anniversario della tregua che ha inaugurato una stagione pacifica, di cui ha beneficiato l’interna popolazione del paese.
Secondo parte della stampa locale, favorevole alla Presidente, la mossa di indire le elezioni è opportuna e tempestiva, e potrà contribuire a salvare il paese dall’anarchia e da una spirale senza uscita in cui la nazione stava cadendo (con riferimento allo stallo politico, economico e dei negoziati di pace). Gli analisti vicini al partito del premier giudicano invece il provvedimento della Kumaratunga affrettato, dettato dalla paura di perdere ulteriori consensi nel paese e oltremodo improduttivo per l’immagine della nazione all’estero, per il turismo e dunque per l’economia.
Intanto le tigri tamil, pur definendo le nuove elezioni, “un grave passo indietro per il processo di pace”, hanno annunciato di voler rispettare il cessate-il-fuoco firmato nel febbraio 2002, continuare nel processo di pace e trattare con qualunque forza politica perverrà alla guida del paese. I tamil hanno anche sollecitato un intervento della comunità internazionale per proteggere quanti necessitano di urgenti aiuti umanitari.
A novembre 2003 la Kumaratunga aveva provocato una crisi istituzionale, dimissionando tre ministri e sospendendo il Parlamento per due settimane. La crisi è stata generata da una diversità di vedute sull’andamento del processo di pace.
Il Parlamento monocamerale dello Sri Lanka è composto da 225 rappresentanti. Le liste dei candidati per le elezioni saranno presentate dal 17 al 24 marzo. Il voto è previsto per il 2 aprile, mentre l’insediamento del nuovo Parlamento avverrà il 22 aprile.
Lo scioglimento del Parlamento (che rientra nei poteri della presidenza) e le elezioni anticipate si verificano nello Sri Lanka per la terza volta in quattro anni.
(PA) (Agenzia Fides 9/2/2004 lines 46 words 474)

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