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Africa

2004-01-08

AFRICA/SUDAN - UN ACCORDO STORICO PER LA CONDIVISIONE DELLE RICCHEZZE DEL PAESE

Roma (Agenzia Fides)- L’accordo tra il governo sudanese e i ribelli dell’Esercito/Movimento di Liberazione del Sudan (SPLA/M) è stato firmato ieri, 7 gennaio, a Naivasha (Kenya) dal vicepresidente sudanese Ali Osman Mohammed Taha e da John Garang, capo del SPLA/M.
Le intese prevedono la spartizione delle risorse, petrolifere e non, del paese; la gestione del settore petrolifero e la ricostruzione del sud e delle altre zone colpite dalla guerra.
Secondo gli accordi verrà costituita una Commissione Nazionale sul Petrolio (NPC), un organismo indipendente che dovrà formulare le linee guida e le politiche relative alla gestione del settore petrolifero. La NPC dovrà quindi approvare i contratti per le esplorazioni e lo sfruttamento delle risorse petrolifere.
Per quanto riguarda la divisione degli utili, è stato stabilito che almeno il 2% delle rendite petrolifere saranno assegnate agli stati e alle regioni produttori. Il restante verrà diviso a metà tra il governo del sud Sudan e quello settentrionale di Khartoum.
Le due parti avevano già raggiunto nel settembre 2003 un accordo che prevede il ritiro delle truppe governative dal sud Sudan e la progressiva fusione di quelle del SPLA/M con le truppe regolari, per formare un nuovo esercito unificato. Era stato raggiunto anche un accordo politico in base al quale dopo un periodo di transizione di 6 anni, si terrà un referendum di autodeterminazione per le regioni meridionali del paese.
Non è stata ancora raggiunta però un’intesa sulla sorte delle tre regioni centrali del paese, i monti Nuba, Abiey, il sud dello Stato del Nilo Blu: ancora non si sa se passeranno sotto il controllo del SPLA/M o sotto quello governativo.
Garang si è comunque mostrato fiducioso sulle possibilità di firmare l’accordo di pace definitivo entro la fine del mese.
La guerra in Sudan è iniziata nel 1983 quando, a seguito dell’introduzione della Sharia, le popolazioni del sud si sono rivoltate contro il governo. La guerra ha provocato più di 2 milioni di morti, milioni di profughi e devastazioni immense. (L.M.) (Agenzia Fides 8/1/2004, righe 29 parole 344)

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