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2003-04-25

VATICANO/BEATIFICAZIONI DEL 27 APRILE - EUGENIA RAVASCO (1845-1900): “FARE IL BENE A TUTTI, SPECIALMENTE AI GIOVANI”

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Eugenia Ravasco nacque a Milano il 4 gennaio 1845, da una famiglia molto religiosa, aristocratica e benestante. Nel 1848, dopo la morte della giovane moglie, il padre ritornò a Genova conducendo con sé il primogenito e l'ultima figlia. Eugenia restò a Milano con l’altra sorellina Costanza, affidata alle cure della zia. Nel 1852 si ricongiunse con la famiglia a Genova, ma dopo tre anni, morì anche il padre. Fu allora lo zio a prendersi cura dei nipoti orfani.
Il 21 giugno 1855 Eugenia ricevette la Prima Comunione e la Cresima: da quel giorno non passava davanti ad una chiesa senza entrarvi per adorare il Santissimo Sacramento. Il culto dell'Eucaristia divenne uno dei cardini della sua spiritualità, insieme al culto del Cuore di Gesù e di Maria Immacolata.
Il 31 maggio 1863, nella Chiesa di Santa Sabina in Genova, attraverso le parole del sacerdote che parlava ai fedeli, Eugenia Ravasco ricevette l'invito divino a “consacrarsi a fare il bene per amore del Cuore di Gesù”. Fu l'evento che illuminò il suo futuro e le cambiò la vita. Sotto la guida del direttore spirituale si consacrò a Dio, alla sua gloria e al bene delle anime. Sopportando con fortezza le rimostranze dei parenti si dedicò ad insegnare il catechismo, ad assistere i malati e visitare i poveri.
Il 6 dicembre 1868, a 23 anni, fonda la Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, con la missione di “fare il bene” specialmente alla gioventù. Il progetto educativo di Madre Ravasco era di educare i giovani e formarli ad una vita cristiana solida, operosa, aperta, perché fossero “onesti cittadini in mezzo alla società e santi nel cielo”.
Nel 1878, in un'epoca di aperta ostilità alla Chiesa e di laicizzazione della vita sociale, Eugenia Ravasco, attenta ai bisogni del suo tempo, aprì una sua Scuola Magistrale Normale Femminile, con lo scopo di dare alle giovani un'istruzione cristianamente orientata e di preparare “maestre cristiane” per la società. D'intesa con i parroci organizzava esercizi spirituali, ritiri, funzioni religiose e missioni popolari. Promosse il culto del Cuore di Gesù, dell'Eucaristia, del Cuore Immacolato di Maria; aprì associazioni per le madri di famiglia del popolo e per quelle benestanti. Raggiunse con la sua carità i moribondi, i carcerati, i lontani dalla Chiesa.
Estese lo sguardo anche alle missioni, ma questo desiderio si avvererà solo dopo la sua morte. Intorno al 1890 infatti Madre Eugenia entrò in contatto con l’Opera dei Santi Apostoli Pietro e Paolo per le Missioni Estere: ogni anno copiose offerte da destinare alla Santa Infanzia e per le Missioni. Le fu proposto anche di aprire una casa in Palestina e un’altra nell’attuale Messico, per assistere i figli degli emigrati italiani, ma l’obbedienza ai Superiori da cui dipendeva la Congregazione le imposero questa rinuncia. Il suo anelito missionario è anche testimoniato dalle volontà testamentarie in favore del Dicastero di Propaganda Fide qualora il suo Istituto fosse stato sciolto.
Madre Eugenia guidò la comunità con amore, lungimiranza e prudenza, ritenendosi l'ultima tra le sorelle; si impegnò a mantenere accesa nelle sue figlie la fiamma della carità e lo zelo per la salvezza del mondo. Consumata nella salute, Eugenia Ravasco si spense a Genova a 55 anni, nella Casa Madre dell'Istituto, la mattina del 30 dicembre 1900.
Le Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (Istituto Ravasco) sono attualmente oltre 400 e attualmente operano in Europa (Italia, Svizzera, Albania); Asia (Filippine); Africa (Costa d’Avorio) e America Latina (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Messico, Paraguay, Venezuela). Inserite nelle Chiese locali sono dedite all’insegnamento (le loro scuole accolgono migliaia di ragazzi), alla formazione dei giovani ed alle opere sociali. Tra le diverse attività gestiscono una struttura per i senza tetto a S.Cristobal in Venezuela; una casa famiglia per ragazze e un Centro polivalente per bambini e ragazzi a Scutari (Albania); in Costa d’Avorio si occupano di alfabetizzazione, promozione della donna, attività assistenziali e sanitarie. (S.L.) (Agenzia Fides 25/4/2003 – Righe 46; Parole 654)

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