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Vaticano

2003-11-10

VATICANO - CONOSCERE SCIENTIFICAMENTE GLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI PER UN RESPONSABILE DISCERNIMENTO ETICO E PASTORALE – OGGI E DOMANI SEMINARIO DI STUDIO IN VATICANO PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO “GIUSTIZIA E PACE”.

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Raccogliere il maggior numero di dati informativi sugli OGM, che in seguito potranno servire a sussidiare un discernimento etico e pastorale”: è la finalità indicata dal Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Cardinale Renato Raffaele Martino, al Seminario di studio in corso oggi e domani (10/11 novembre) in Vaticano, presso la sede del Dicastero, sul tema: “OGM: minaccia o speranza?”. Vi prenderanno parte scienziati, responsabili di organismi internazionali come la FAO e l’UNCTAD, di istituti di ricerca e di accademie scientifiche, nonché esponenti qualificati di associazioni di produttori e consumatori. Intervengono inoltre i ministri italiani delle Politiche Agricole, dell’Ambiente e Tutela del Territorio, e della Salute, in ragione del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea.
Aprendo i lavori del Seminario e accennando alle pressioni cui anche la Santa Sede è sottoposta e ai diversi approcci che si stabiliscono con gli OGM, il Card. Martino ha affermato che “la posta in gioco è alta e delicata, per le polarizzazioni che dividono l’opinione pubblica, per i contenziosi commerciali che esistono a livello internazionale, per le difficoltà a definire a livello scientifico una materia oggetto di ricerche in rapida evoluzione e per le complesse implicazioni etico-culturali ed etico-politiche”. In proposito egli si è detto fiducioso che il Dicastero da lui presieduto, grazie ai contributo scientifico del Seminario e alla secolare sapienza della Chiesa, potrà “trovare, con equilibrio e nella verità, un punto di sintesi utile e fecondo di bene per gli uomini del nostro tempo, soprattutto per i poveri”.
Riferendosi a qualche stupore e meraviglia di fronte all’iniziativa del Pontificio Consiglio, il Cardinale Martino ha rilevato che “si tratta, anche in questo caso, di dare seguito a un’esigenza profonda ed essenziale della missione religiosa e morale della Chiesa, quella di illuminare con la luce del Vangelo quanto riguarda la promozione dell’uomo e l’affermazione della sua dignità”. Il porporato ha concluso richiamando il comando biblico per l’uomo di dominare il creato, un dominio non dispotico e dissennato, ma consistente invece nel “coltivare e custodire” i beni creati da Dio, cioè – ha spiegato il Presidente di Giustizia e Pace – “intervenire, decidere, fare, non lasciare che le piante crescano a caso, potenziare e perfezionare, affinché vengano frutti migliori e più abbondanti, ordinare, pulire, eliminare ciò che distrugge e rovina”. (S.L.) (Agenzia Fides 10/11/2003 – Righe 27; Parole 382)

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