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Africa

2007-10-31

AFRICA/MAROCCO -“Dobbiamo sfruttare meglio l’enorme potenziale idroelettrico africano”: Convegno sull’elettricità in Africa

Tangeri (Agenzia Fides)- L’Africa ha un enorme potenziale idroelettrico che non sfrutta. È quanto sostengono i rappresentanti di 52 compagnie elettriche africane riuniti a Tangeri, in Marocco, per la 39esima Assemblea Generale dell’Unione dei Produttori, Trasportatori e Distributori d’Elettricità dell’Africa (UPDEA). Tra i temi in discussione vi sono il problema dei deficit elettrici in Africa e l’apertura dei mercati elettrici africani alla concorrenza. L’UPDEA è un’organizzazione senza scopo di lucro creata nel 1970 per promuovere l’elettrificazione dell’Africa. Ne fanno parte 52 aziende elettriche di 42 Paesi africani.
Il Direttore generale dell’Ufficio nazionale per l’elettricità del Marocco ha sottolineato la questione della mancanza di infrastrutture in Africa che impedisce a gran parte degli abitanti del continente di avere accesso alla corrente elettrica. Attualmente il tasso di elettrificazione dell’intera Africa è del 36%, un valore che scende al 24% per la sola Africa sub-sahariana. Secondo i calcoli dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, occorre investire almeno 350 miliardi di dollari perché il tasso di elettrificazione salga al 51% entro il 2030.
L’aumento del costo del petrolio sta avendo un impatto negativo sulle economie dei Paesi africani non produttori di petrolio. Per produrre elettricità si guarda con molto interesse a valorizzare il potenziale idroelettrico africano, come quello del bacino del Congo, al ricorso al nucleare (è il caso dei Paesi nord-africani e della Nigeria, vedi Fides 27/7/2007) e all’utilizzazione dei cosiddetti biocarburanti. Questi ultimi però rischiano di compromettere seriamente la produzione agricola destinata all’alimentazione umana. Secondo un recente rapporto presentato alle Nazioni Unite, infatti, il crescente uso di sementi per la produzione di biocarburanti è “un crimine contro l'umanità” in quanto, sottraendo risorse alimentari, può far accrescere il problema della fame nel mondo. Nel rapporto, redatto dall’esperto svizzero Jean Ziegler, si chiede la sospensione per 5 anni della produzione di biocarburanti in modo da consentire alla tecnologia di fare passi in avanti e permettere la produzione di biocarburanti dagli scarti agricoli.
L’Africa deve puntare a elettrificare le aree rurali senza far ricorso a grandi impianti e ad estese reti di distribuzione dell’elettricità, che sono costose da costruire e da mantenere, oltre a provocare grandi dispersioni di elettricità. Per questo è meglio puntare su piccoli impianti idroelettrici, solari, eolici o geotermici (vedi Fides 11/9/2007). L’Ufficio nazionale per l’elettricità del Marocco terrà nel gennaio del prossimo un Convegno sull’elettrificazione nelle zone rurali. Nel corso dell’incontro l’ente marocchino per l’elettricità presenterà i risultati del Programma di elettrificazione rurale globale che ha permesso nel giro di 12 anni di fornire l’energia elettrica a 12 milioni di marocchini. (L.M.) (Agenzia Fides 31/10/2007 righe 34 parole 423)

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