Relazione del Rettore Magnifico Mons. Ambrogio Spreafico

lunedì, 8 ottobre 2007

Eminenza, eccellenze, care superiore e superiori dei collegi, cari docenti e studenti, signore e signori, è sempre un momento straordinario aprire con tutti voi il nuovo anno accademico, 380° dalla fondazione dell’Università. Veniamo da un anno ricco di avvenimenti, a cui accennerò tra breve, nel quale abbiamo anche continuato il rinnovamento delle strutture e dei servizi che i Università offre. Ben 13 aule sono state munite degli strumenti informatici necessari per comunicare meglio il proprio sapere. Avete visto nei corridoi i totem che permettono a docenti e studenti di collegarsi ai dati dell’università, di operare per le iscrizioni e tutte le informazioni necessarie. Inaugureremo nei prossimi giorni la nuova struttura per il bar e la tavola calda. Vorrei ringraziare il nostro Gran Cancelliere, il Cardinale Dias, che con così grande sensibilità e fiducia viene incontro alle nostre richieste. Tutto è stato fatto per rendere anche la vita quotidiana di voi studenti, dei docenti e del personale più facile.
Certo non sono le strutture esteriori le cose che maggiormente contano in una istituzione accademica, anche se esse contribuiscono a creare un clima sereno. Vi posso assicurare che negli ultimi anni l’Urbaniana si è rinnovata non solo esteriormente. Ho visto crescere la partecipazione dei docenti all’attività dell’università, ho constatato una maggiore attenzione alla ricerca e una migliore disponibilità per gli studenti. Ringrazio i docenti per questo impegno; soprattutto sono grato ai decani e ai presidi uscenti per il lavoro svolto e saluto i nuovi decani, il prof. Vendemiati per la Facoltà di Filosofia, il prof. Zuccaro per quella di Teologia, il prof. Sabbarese confermato Decano della Facoltà di Diritto Canonico, il prof. Kipoy preside dell’Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria. L’Istituto aprirà quest’anno una sezione nel collegio Mater Ecclesiae di Castel Gandolfo, dove si sono trasferite le Religiose del Foyer Paolo VI. Se siete più lontane geograficamente, non siete una parte distaccata dell’Università. Come ogni figlio lontano, sarete seguite con maggiore premura. La nostra casa editrice ha pubblicato negli ultimi anni numerosi e significativi volumi, affacciandosi anche sul mercato internazionale. La rivista Euntes Docete si è data una nuova veste e ha preso nuovo slancio. Accanto ad essa sono nate due nuove riviste, oltre a Urbaniana, che è molto bella nella sua veste rinnovata: Redemptoris missio, curata dall’Istituto di Catechesi e Spiritualità Missionaria, e Jus missionale, curata dalla Facoltà di Diritto Canonico, il cui primo numero aspettiamo tra pochi giorni. Vorrei che le riviste diventassero sempre di più una palestra di ricerca e di dibattito più coinvolgente per i docenti delle diverse discipline. Quest’anno è stato pubblicato il 700 numero di Bibliographia missionaria, traguardo significativo di una rivista unica nel suo genere, perché offre ogni anno i titoli di tutto quanto viene pubblicato in relazione ai temi della missione.
Nella nostra sede romana lo scorso anno accademico abbiamo avuto 1552 iscritti, con un aumento nei corsi di lingue e una stabilità nelle facoltà. Non dobbiamo però dimenticare che qui studiano solo una parte degli studenti dell’Urbaniana, gli altri 11.000 si trovano nei 90 istituti affiliati sparsi nei cinque continenti. Ringrazio il Prof. Iuliano per la dedizione con la quale segue ormai da diversi anni questi centri accademici a noi collegati. Da due anni l’università rimane aperta anche durante l’estate, a differenza delle altre università pontificie. Questo ci ha permesso di offrire dei corsi di lingua italiana durante i mesi di luglio, agosto e settembre. Con la prossima estate vorremmo introdurre corsi anche per altre lingue moderne. L’orario delle lezioni mattutine prolungato a cinque ore è stato considerato positivamente, quindi il Senato Accademico ha deciso di continuare l’esperimento.
Come ormai tutti sappiamo, in Europa si sta attuando il processo di riforma degli studi superiori, il cosiddetto processo di Bologna. La Santa Sede vi ha aderito, chiedendo quindi anche alle università pontificie di adeguarsi ai criteri stabiliti da questa riforma. Per ora i cambiamenti più sostanziali interverranno nelle Facoltà di Filosofia e nell’istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria, per il quale abbiamo già presentato i nuovi statuti alla Congregazione per l’Educazione Cattolica. Abbiamo dato avvio al primo passo per l’autovalutazione, cominciando dalla didattica. Come più volte è stato spiegato, lo scopo di questo passaggio è il miglioramento dell’offerta formativa dell’università. È comunque chiaro che ciò servirà anche ai singoli docenti e alle facoltà per avere un giudizio più oggettivo sui corsi, onde ricavarne i necessari suggerimenti. Il processo di valutazione continuerà in questo anno accademico, in cui oltre ai singoli corsi saranno sottoposti alla valutazione i vari settori della vita dell’università, dalla segreteria alla biblioteca e agli altri servizi.
La vita accademica è stata arricchita da una serie di iniziative di carattere culturale di tutte le Facoltà. Vorrei solo accennare all’importanza dei due convegni internazionali organizzati dalle Facoltà di Teologia - “La Bibbia nelle culture dei popoli” — e di Missiologia — “Nel convivio delle differenze” - . Fatto altrettanto significativo, anche se passato un po’ sotto silenzio, sono stati i cosiddetti martedì dell’Urbaniana, organizzati dal nostro Centro di Comunicazioni Sociali in collaborazione con l’UUP, che a partire dalla pubblicazione di alcuni studi hanno permesso di riflettere su alcuni temi di attualità. Avevo voluto che il Centro Studi Cinesi, che giaceva dimenticato da troppo tempo, potesse riprendere vita e vigore. Per questo il suo regolamento è stato inserito negli Statuti dell’Università, è stato nominato un nuovo direttore e ha rinnovato la sua vecchia sede, che oggi inaugureremo. Ringrazio P. Fernando, rettore del Collegio Urbano, per averci concesso di usufruire ancora di quello spazio. Sono convinto che occorra far rifluire con maggiore continuità i frutti della ricerca all’interno della riflessione comune dell’università. Qui devo richiamare da una parte gli studenti a una maggiore partecipazione, dall’altra le facoltà a individuare all’inizio dell’anno accademico il modo per poter attribuire dei crediti formativi alle diverse attività culturali. Mi sembra di percepire nelle nostre pur diverse iniziative un aspetto peculiare: la scelta di approfondire il contenuto della fede e di ricercarne il valore veritativo senza rinunciare al confronto con altri orizzonti culturali. Del resto questo orientamento è insito nella stessa composizione articolata della nostra popolazione accademica, che già nel suo esistere variegato vive un confronto continuo tra il patrimonio culturale di cui siamo portatori e la verità del vangelo di Gesù Cristo quale ci è stata trasmessa dalla Chiesa e ci viene continuamente proclamata. La “romanità”, carattere che Giovanni Paolo 11 indicò come una delle caratteristiche dell’Urbaniana insieme a missionarietà e universalità, implica difatti l’essere ancorati fortemente alla roccia di Pietro, vivendo quell’universalità che va oltre ogni radicamento culturale ed etnico. La missionarietà ci spinge al di fuori dei nostri orizzonti ristretti per incontrare il grande mondo, dove uomini e donne spaesati, impauriti e sofferenti cercano risposte a situazioni spesso drammatiche, come quella delle guerre o della povertà. Se il mondo sembra di nuovo ripiegarsi verso una sorta di etnicizzazione, nella sottolineatura dei particolarismi di gruppo o nell’assolutizzazione dell’individuo, con l’affermazione di un relativismo sostanziale, qui noi ci immettiamo continuamente in un flusso di vita, che ci conduce ogni giorno alla radice della verità, che vediamo risplendere nella rivelazione del Figlio di Dio, quale ci è consegnata dalla nostra Madre Chiesa e che qui cerchiamo di approfondire.
Avviandomi verso la conclusione vorrei sottolineare due altri eventi significativi collocati all’inizio e alla fine dell’anno accademico appena trascorso. Nel mese di dicembre, per celebrare i 500 anni dalla nascita di San Francesco Saverio, patrono delle missioni, siamo stati onorati dalla presenza del Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone. La figura del Saverio, tracciata dalla sua relazione e da quella del prof. Colzani, rimangono per tutti noi un modello cui rifarci per recuperare il vigore di quel missionario, che si era spinto fino a mondi a lui del tutto estranei. Il 14 giugno abbiamo conferito la Laurea Honoris Causa all’Arcivescovo della Chiesa ortodossa di Cipro in visita per la prima volta al Santo Padre. La Lectio magistralis tenuta dall’arcivescovo ci ha fatto toccare con mano un aspetto qualificante delle Chiese ortodosse, dove la bellezza e la ricchezza della liturgia hanno sempre avuto una ftinzione missionaria. È stato per noi un segno ecumenico ed anche l’espressione di un sostegno a un Primate di Chiesa che stava compiendo un passo verso la comunione con la Chiesa di Roma. Sono convinto, cari amici, che bisogna lavorare di più per l’unità sia tra i cristiani che tra gli uomini e i popoli, perché si sta affermando una mentalità troppo individualista ed etnica, in cui l’altro e il diverso sono tenuti a distanza, quando non disprezzati. La violenza così diffusa nel mondo di oggi nasce spesso dalla paura, che porta alla difesa sconsiderata di se stessi e del proprio spazio vitale, e fa considerare normale la divisione, quando essa non è né normale nè naturale. Ringrazio il Cardinale Dias, che nella sua omelia ha voluto parlarci della carità. La carità è la via maestra per vivere non accettando l’inimicizia come un fatto normale. Ne ha parlato in maniera così toccante e profonda Benedetto XVI nella sua enciclica Deus caritas est. Cominciamo da noi che siamo qui, perché lo spirito di amore che viene dal Signore ci indichi la strada per il nostro vivere quotidiano e perché attraverso l’amore siamo condotti alla verità.
Grazie a tutti voi per essere qui. Ringrazio voi studenti per aver scelto l’Urbaniana come luogo della vostra formazione accademica. Ringrazio il Segretario Generale e tutto il personale per il loro prezioso servizio. Siamo infatti tutti al servizio di questa istituzione della Chiesa. Invito perciò ognuno a svolgere il proprio compito con disponibilità e cortesia per il bene di tutti.

Ambrogio Spreafico

PONTIFICIA UNIVERSITA’ URBANIANA INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO
380° DALLA FONDAZIONE


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