ASIA/TIMOR EST - La Chiesa a Timor Est, forza costruttiva per la nazione, predica la “riconciliazione nella verità” e chiede il rispetto della legalità e dello stato di diritto

venerdì, 16 marzo 2007

Dili (Agenzia Fides) - No a un’amnistia indiscriminata, che cancella lo stato di diritto e legittima l’impunità, rinunciando a principi giuridici fondamentali: è quanto chiede la Chiesa cattolica timorese, commentando una proposta di legge presentata in Parlamento, dal titolo: “Sulla verità e sui provvedimenti di clemenza per diversi crimini”, che cancella con un colpo di spugna tutti i crimini commessi fino al 31 luglio 2006 nei diversi cicli di disordini che hanno agitato la nazione.
La Chiesa cattolica ha diffuso una “presa di posizione” circostanziata, affermando che un tale intervento della politica sarebbe un’interferenza con il sistema giudiziario. Questa amnistia potrebbe servire - si nota - a coloro che in passato si sono macchiati di crimini orrendi per continuare a circolare in libertà, anche dopo le elezioni presidenziali del prossimo aprile.
Il documento della comunità cattolica - firmato dal Vicario generale della diocesi di Dili, Apolinario Guterres, e dal Vicario generale della diocesi di Baucau, Francisco Pinheiro Da Silva - avverte che, senza la garanzia fondamentale dei diritti individuali e della legalità, si minano le stesse basi civili e morali della giovane nazione, e si disegnerebbe uno stato che legittima l’impunità e giustifica i massacri. “Non ci può essere amnistia per i crimini contro l’umanità”, nota il testo.
La Chiesa predica una riconciliazione nazionale, ma nella giustizia. In Quaresima i Vescovi di Timor hanno invitato “i figli e le figlie di Timor Est a promuovere il perdono e la riconciliazione a tutti i livelli”, nelle famiglie, nei luoghi pubblici, nella società. Ma chiedono anche che prosegua l’attività della Commissione “Verità e Amicizia” istituita dai governi di Indonesia e Timor Est per indagare sulle violenze del 1999.
Timor Est attraversa una fase delicata della sua storia. La tensione è ancora alta, nonostante la presenza delle forze di sicurezza dei contingenti di Australia e Nuova Zelanda. Il paese, intanto, è nel pieno della campagna per l’elezione del nuovo presidente, prevista in aprile.
Al processo di ricostruzione civile, morale e sociale del paese la Chiesa cattolica sta offrendo un importante contributo, dato che il 95% della popolazione è cattolica. La Chiesa è stata sempre vicina al popolo timorese nella fase della lotta per l’indipendenza, nella difesa dei diritti umani, nel processo di riconciliazione nazionale, promuovendo “la verità nella giustizia”. (PA) (Agenzia Fides 16/3/2007 righe 28 parole 289)


Condividi: Facebook Twitter Google Blogger Altri Social Network