VATICANO - Le preghiere del cristiano in tutte le lingue: fiammingo (II) - Le radici cristiane dei Popoli d’Europa

giovedì, 15 febbraio 2007

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La conversione di Clodoveo giocò un ruolo importante nella propagazione della fede cristiana in questa regione. Essa fu lentissima, soprattutto nelle campagne, e si accentuò veramente solo a partire dalla seconda metà del VII secolo, in particolare col monachesimo e grazie all’influenza dei Principi. Tuttavia è a partire dal VI secolo che si instaurò poco a poco una vera e propria organizzazione episcopale, e questo processo occupò più di un secolo. San Vaast, il primo Vescovo, era contemporaneo di San Remigio e di Clodoveo. Egli avrebbe incontrato quest’ultimo di ritorno dalla battaglia di Tolbiac, e sarebbe stato la guida spirituale del Re nella preparazione al suo battesimo. Clodoveo chiese a San Remigio di ammettere questo prete tra il suo clero, e si può pensare che intervenne perché gli fosse affidata, proprio all’inizio del VI secolo, la prima diocesi di Arras e Cambrai, staccatesi da quella di Remigio, con residenza ad Arras.
In Fiandra il successo dell’evangelizzazione all’epoca merovingia si registrò solo nel VII secolo. Anglosassoni e Frisoni furono i più difficili da evangelizzare. La diffusione del cristianesimo fu opera dei missionari San Vaast, Sant’Omero, San Gery, San Josse, San Riquier, San Bertino, San Winoc, Sant’Amand e delle Abbazie, di cui alcune furono centri di sviluppo, agglomerati di attività commerciali o tappe per i pellegrini giunti dall’Inghilterra (Sant’Omero, Bergues, Arras). I monaci diedero un impulso maggiore ai dissodamenti (le “kempen” del Brabant) e le foreste delle Ardenne accolsero centri monastici come Sant’Hubert o Stavelot, fondato da Sigisberto, Re d’Austrasia.
San Materno, originario della Lombardia, fu Vescovo di Colonia, Treviri e Tongres alla fine del III secolo e all’inizio del IV secolo della nostra era. Tenuto in alta considerazione per la sua saggezza, vicino all’imperatore Costantino, egli avrebbe partecipato al Concilio di Roma nel 313 e a quello di Arles nel 314. sarebbe deceduto a Treviri nel 325 o al più tardi nel 344.
Numerose tradizioni attribuiscono a Materno l’evangelizzazione dell’Alsazia (costruzione di un luogo di culto ad Ehl; del santuario di Dompeter a Molsheim; della chiesa di San Pietro il Giovane a Strasburgo…) e delle città di Tongres, Huy, Dinant, Ciney, Namur e Walcourt, nel territorio dell’attuale Belgio. Materno sarebbe stato altresì all’origine della fondazione della città di Maremme e della costruzione di luoghi di culto a Namêche (Andenne), a Leffe o a Foy-Notre-Dame. Egli è ugualmente noto a Maastricht. (J.M.) (Agenzia Fides 15/2/2007 - righe 29, parole 402)


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