VATICANO - AVE MARIA a cura di don Luciano Alimandi - Il “potere” umile di Maria

mercoledì, 7 febbraio 2007

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Dio ha dato a Maria un così grande potere contro i demoni, che questi molte volte e controvoglia sono stati costretti a riconoscere, per bocca degli indemoniati, di temere uno solo dei suoi sospiri in favore di un’anima, più delle preghiere di tutti i santi; di temere una sola delle sue minacce contro di essi, più che tutti gli altri loro tormenti. Ciò che Lucifero ha perduto con l'orgoglio, Maria lo ha guadagnato con l’umiltà; ciò che Eva ha corrotto e perduto per disobbedienza, Maria l’ha salvato con l’obbedienza” (TVD, nn. 52-53). Con queste e altre ispirate espressioni, il grande teologo S. Luigi Grignion de Montfort, nel suo “Trattato della vera devozione a Maria” descrive il potere di grazia che il Signore ha affidato alla Madonna contro il principe del mondo.
Il nostro cammino spirituale non ci esime dai momenti dolorosi del combattimento spirituale che consiste nel decidersi continuamente per Dio, superando le molteplici tentazioni disseminate lungo il cammino della vita. L’invito dell’Apostolo Paolo, che ben conosceva le lotte contro il maligno, è chiaro: “rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6, 11-12).
Sono questi “dominatori” delle tenebre che Maria Santissima viene a smascherare e a vincere, con il potere di grazia confidatole da Dio, a favore di tutti noi! Le numerose tentazioni, cioè i tentativi del nemico del genere umano, del serpente antico, di far cadere l’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio suo avversario eterno, si potrebbero paragonare ad una ragnatela tessuta con estrema precisione e costanza. Il maligno, trovandosi sempre sconfitto da Dio, vuole distruggere ciò che di più caro ha il Creatore: l’uomo!
La Vergine Maria, “ab immemorabilis”, è stata invocata come liberatrice dal male e protettrice del peccatore. I Santi lo hanno capito e la loro intensa devozione mariana ha sempre espresso questa necessità impellente dell’animo umano illuminato dalla grazia: liberaci dal male! Come non ricordare, ad esempio, l’atto di consacrazione di Giovanni Paolo II che, il 25 marzo 1984 davanti all’effige originale della Madonna di Fatima, rispondeva alla richiesta di Nostra Signora e, inginocchiato come un figlio che supplica la madre, ripeteva più volte “liberaci”!
“Oh, Cuore immacolato! Aiutaci a vincere la minaccia del male, che così facilmente si radica nei cuori degli uomini d’oggi e che nei suoi effetti incommensurabili già grava sulla vita presente e sembra chiudere le vie verso il futuro! Dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci! Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci! Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci! Da ogni genere di ingiustizia nella vita sociale, nazionale e internazionale, liberaci! Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci! Dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio, liberaci! Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci! Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! liberaci!” (Giovanni Paolo II, atto di affidamento e consacrazione a Maria, Roma 25 marzo 1984).
Nella vita di tutti i giorni, nel quotidiano sforzo di conversione, siamo chiamati a far nostre simili invocazioni di aiuto e non già a restare in una sorta di passività dello spirito, quasi fossimo fuori pericolo, immuni dal male. Per il nostro corpo adottiamo diverse misure di difesa: dai virus dell’influenza, del semplice raffreddore, o di altre più gravi malattie. Per la nostra anima, cosa facciamo? Siamo consapevoli che c’è quella “ragnatela”, che noi non vediamo, ma che senza posa lavora contro di noi? “Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede”(1Pt 5, 8-9). San Pietro aveva fatto esperienza di come sia facile finire vittima di quella trappola, perciò ci invita alla fiducia, al consegnare noi stessi nella mani di Dio. Pregare il santo Rosario, consacrarsi a Maria, invocarla con fiducia, significa tendere la mano alla Regina delle vittorie, alla Nuova Eva che si oppone e vince, immancabilmente, il maligno. Lasciamoci guidare da Maria e mai saremo delusi! (Agenzia Fides 7/2/2007 - righe 50, parole 722)


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