ASIA/THAILANDIA - Congresso Missionario Asiatico - La figura di Gesù e le grandi trazioni religiose asiatiche

sabato, 21 ottobre 2006

Chiang Mai (Agenzia Fides) - Il terzo giorno del Congresso Missionario Asiatico ha posto l’accento sul ruolo di Gesù nelle religioni presenti in Asia. Nella mattinata, dopo la Messa presieduta dal Card. Micheal Michai Kitbunchu, i delegati hanno ascoltato 4 preziosi testimoni che, a partire dal racconto della loro particolare esperienza, hanno consegnato ai delegati delle chiavi di lettura sulla figura di Gesù a confronto con le grandi tradizioni religiose presenti in Asia.
Mr. Abdus Sabu, Segretario generale dell’Asia Muslim Action Network, musulmano del Bangladesh, ha ribadito che Gesù Cristo è riconosciuto come Profeta da parte dell’Islam. E’ dunque importante che i credenti di entrambe le fedi imparino a conoscersi e a collaborare insieme in modo da arricchirsi vicendevolmente.
Il frate domenicano Jean Tamaka, giapponese, che ha abbracciato la vita monastica dopo la conversione dal Buddhismo, ha intrattenuto i delegati sulla storia e le motivazioni della sua conversione. La svolta della sua vita è avvenuta quando, in contatto con un missionario, ha capito che il Cristianesimo legge tutta l’esistenza in termini di relazione con Dio, mentre il Buddhismo cerca la verità senza Dio, solo in riferimento all’uomo. Di conseguenza, ha concluso Fr. Jean, il Cristianesimo privilegia i rapporti interpersonali in contrasto con il buddhismo che, al contrario, privilegia un approccio individualista alla vita.
Mr. Aravindaksha Menon, proviene da una famiglia di Brahmini. Dopo un periodo di grande tranquillità sul lavoro e nella vita familiare, in seguito a una grave crisi finanziaria, si sente rovinato a tal punto da contemplare come unica via di uscita il proprio suicidio. La conversione al Cristianesimo avviene con l’incontro con il Vangelo che dà risposte al suo stato di angoscia. Pregare Gesù lo ha risollevato dalla disperazione e la vicinanza della comunità cristiana e il cammino verso il Battesimo gli hanno dato la forza per riprendere entusiasmo e gioia di vivere.
Ha concluso questa serie di interventi la testimonianza del Cardinal Telesphore Toppo, Arcivescovo di Ranchi in India e Presidente della Conferenza Episcopale Indiana. Primo Cardinale tribale dell’India, ha raccontato come l’annuncio del Vangelo abbia contribuito a far si che i tribali della sua area acquisissero maggiore coscienza riguardo della propria dignità. Questo processo li ha portati a rivendicare i propri diritti e ad affrontare con consapevolezza le ingiustizie sociali di cui erano soggetti. Il lavoro con i tribali in questi anni ha avuto risultati notevoli, basti pensare che nel periodo di 54 anni (1873-1927) il numero di battezzati è salito da 0 a oltre 2 milioni.
Il pomeriggio è stato completamente assorbito dai lavori a gruppi in cui i delegati hanno discusso sulla domanda: “Cosa apprezzo nei fedeli delle altre religioni nel mio paese?”. Ne sono emersi contributi veramente preziosi perchè nati dall’esperienza di ciascuno dei delegati. A margine dei lavori, Mons. Tagle, Vescovo di Imus (Filippine) è tornato a riflettere sul valore del dialogo interreligioso. Le religioni, nel pensiero del Presule, non devono essere una facile scusa dietro cui nascondere le vere ragioni di un conflitto. E’ compito di ogni uomo purificare la propria adesione rifuggendo ogni tipo di fondamentalismo. Le religioni, al contrario, hanno l’opportunità di contriubuire efficacemente alla costruzione della pace.
Nonostante il tema della giornata sia andato inevitabilmente a toccare la questione del Dialogo Interreligioso, da più parti si è fatto notare come l’approccio sia stato inesaustivo. Parlando del dialogo interreligioso non si è voluto entrare nella grande problematica del rapporto con il mondo islamico in Asia. Da alcuni delegati è venuta anche la richiesta di avere, al di là della condivisione delle esperienze personali, delle linee pastorali operative che possano aiutare concretamente le comunità in Asia a raccontare la “Storia di Gesù” nel contesto asiatico segnato dal rapporto con le altre religioni. (M.R.) (Agenzia Fides 21/10/2006; righe 44, parole 620)


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