Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/CAMERUN - Nomina del Vescovo Ausiliare di Bamendahttp://www.fides.org/it/news/61586-AFRICA_CAMERUN_Nomina_del_Vescovo_Ausiliare_di_Bamendahttp://www.fides.org/it/news/61586-AFRICA_CAMERUN_Nomina_del_Vescovo_Ausiliare_di_BamendaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data odierna, ha nominato Ausiliare dell’Arcidiocesi di Bamenda il rev.do Michael Miabesue Bibi, Segretario Cancelliere della medesima arcidiocesi, assegnandogli la sede titolare vescovile di Amudarsa.<br />Il Rev.do Michael Miabesue Bibi è nato il 28 luglio 1971 a Bamessing , Arcidiocesi di Bamenda. Ha studiato Filosofia e Teologia nel Seminario Maggiore St. Thomas Aquinas di Bambui, in Bamenda. È stato ordinato sacerdote il 26 aprile 2000 ed incardinato nell’Arcidiocesi di Bamenda. <br />Dopo l’Ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 2000 – 2001: Vicario parrocchiale a St. Jude, di Fundong; 2001 – 2003: Vicario parrocchiale a St. Matthias, di Widikum; 2003 – 2004: Vicario parrocchiale a St. Joseph, di Mankon; 2004 – 2006: Studi per il master in Teologia, con specializzazione in Catechetica, presso il Maryvale Institute di Birmingham, Inghilterra; 2006 – 2008: Ministero parrocchiale a St. Joseph Parish, a Bafut e All Saints’ Parish; 2006 – 2007: Cappellano del Sacred Heart College di Mankon; 2007 – 2008: Cappellano del St. Paul College di Nkwen; 2009 – 2011: Assistant Archdiocesan Financial Secretary e Cancelliere diocesano; 2012 – 2015: Segretario particolare dell’Arcivescovo; dal 2015: Segretario Cancelliere dell’Arcidiocesi di Bamenda. <br />Tue, 24 Jan 2017 12:13:21 +0100AMERICA/VENEZUELA - Pronto l’Instrumentum laboris per il Congresso Missionario Americano del 2018http://www.fides.org/it/news/61585-AMERICA_VENEZUELA_Pronto_l_Instrumentum_laboris_per_il_Congresso_Missionario_Americano_del_2018http://www.fides.org/it/news/61585-AMERICA_VENEZUELA_Pronto_l_Instrumentum_laboris_per_il_Congresso_Missionario_Americano_del_2018Caracas – Dopo aver celebrato i due Simposi internazionali di Missiologia a Porto Rico e in Uruguay, la Commissione teologica ha preparato l'Instrumentum laboris che guiderà i lavori del Quinto Congresso Missionario Americano e Decimo Congresso Missionario Latinoamericano che si celebrerà in Bolivia nel luglio 2018.<br />Il documento è stato redatto sulla base del tema "La gioia del Vangelo, cuore della missione profetica, fonte di riconciliazione e di comunione", e propone lo slogan "America in Missione, il Vangelo è la gioia". Il documento si può scaricare dal sito delle Pontificie Opere Missionarie del Venezuela all'indirizzo sotto indicato.<br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.ompvenezuela.com/paradigm/Descargas/Otros/Instrumentum_Laboris_-_Completo.pdf">Instrumentum laboris CAM V</a>Tue, 24 Jan 2017 12:12:14 +0100AFRICA/CONGO RD - “Si firmi entro il 28 l’accordo di attuazione, altrimenti è finita” avverte Mons. Ambongohttp://www.fides.org/it/news/61584-AFRICA_CONGO_RD_Si_firmi_entro_il_28_l_accordo_di_attuazione_altrimenti_e_finita_avverte_Mons_Ambongohttp://www.fides.org/it/news/61584-AFRICA_CONGO_RD_Si_firmi_entro_il_28_l_accordo_di_attuazione_altrimenti_e_finita_avverte_Mons_AmbongoKinshasa - Entro il 28 gennaio dovrà essere firmato l’accordo di attuazione delle intese raggiunte il 31 dicembre 2016 tra maggioranza ed opposizioni nella Repubblica Democratica del Congo avvertono i Vescovi congolesi, che continuano a mediare tra le parti per risolvere la grave crisi politico e istituzionale del Paese.<br />“Stiamo per perdere un mese per organizzare le elezioni. L’accordo doveva essere applicato fin dalla sua firma” ha affermato Sua Ecc. Mons. Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Mbandaka-Bikoro e Vice Presidente della Conferenza Episcopale. “Noi partiamo il 29 gennaio per Ginevra. Se entro sabato 28 l’accordo d’attuazione non sarà firmato è finita”. Mons. Ambongo ha anche criticato “la cattiva fede dei politici” che “mette a dura prova la nostra pazienza di pastori”.<br />Il cosiddetto “Accordo di San Silvestro”, raggiunto il 31 dicembre 2016 grazie alla mediazione della locale Conferenza Episcopale , prevede il mantenimento al potere del Presidente Joseph Kabila per un altro anno , la nomina di un Premier designato dall’opposizione e la creazione di un Consiglio nazionale di sorveglianza dell’accordo e del processo elettorale guidato dallo storico oppositore Étienne Tshisekedi.<br />I punti in discussioni riguardano la nomina del Primo Ministro, dei suoi Vice e dei componenti del Consiglio nazionale di sorveglianza. Vi sono divisioni sia all’interno del vasto schieramento dell’opposizione, sia tra questo e la maggioranza presidenziale. <br /><br />Tue, 24 Jan 2017 11:59:44 +0100AFRICA/EGITTO - Vescovo copto offre una donazione per i restauri della moscheahttp://www.fides.org/it/news/61583-AFRICA_EGITTO_Vescovo_copto_offre_una_donazione_per_i_restauri_della_moscheahttp://www.fides.org/it/news/61583-AFRICA_EGITTO_Vescovo_copto_offre_una_donazione_per_i_restauri_della_moscheaQena – Il Vescovo copto ortodosso Takla, alla guida della diocesi copta ortodossa di Dishna, nel Governatorato di Qena, ha destinato un'offerta in denaro al finanziamento dei restauri della storica moschea dedicata a Abd al-Rahīm al-Qenāwī. Il gesto simbolico della donazione è avvenuto di recente in un incontro pubblico, alla presenza di alcuni sheikh locali, di alcuni sacerdoti copti e di numerosi abitanti dell'area che circonda la moschea, in una atmosfera festosa e segnata dal desiderio di manifestare la concordia tra la componente musulmana e quella cristiana del popolo egiziano. <br />Nel suo intervento di saluto, il Vescovo ha presentato la donazione come espressione dei sentimenti che muovono gli egiziani più attenti a favorire l'unità e a bandire ogni forma di discriminazione, per far crescere una società “dove i bambini possano crescere insieme, senza essere separati da questioni etniche o religiose, e le persone possano entrare nelle case dei vicini e scambiarsi gli auguri, rimanendo fedeli allo spirito trasmessoci di generazione in generazione, quello che riconosce che la religione è per Dio e la Patria è di tutti”. In passato, anche il governatorato di Qena è stato interessato da scontri settari, con assalti a case dei cristiani verificatisi nel villaggio di al Faw. Tue, 24 Jan 2017 11:59:04 +0100AMERICA/PARAGUAY - Denuncia di violenze sui minori impiegati come domestici senza pagahttp://www.fides.org/it/news/61582-AMERICA_PARAGUAY_Denuncia_di_violenze_sui_minori_impiegati_come_domestici_senza_pagahttp://www.fides.org/it/news/61582-AMERICA_PARAGUAY_Denuncia_di_violenze_sui_minori_impiegati_come_domestici_senza_pagaAsunción – Sei bambini su dieci sono stati vittime di qualunque tipo di violenza in Paraguay, causata in particolare dall’ambiente a loro circostante. E’ quanto emerso dalla denuncia del Coordinamento per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza , che aggiunge alla serie pratiche diverse di violenza sui piccoli impegnati come collaboratori domestici. Infatti circa 47 mila minori sono vittime di una forma di schiavitù moderna culturalmente accettata in Paraguay. <br />La CDIA rileva che la mancanza di un sistema di tutela effettivo isola persone, famiglie e comunità in situazione di povertà, rendendole facile preda di reti criminali come la tratta di esseri umani. Secondo un recente studio dell’Unicef, fare il domestico è una delle peggiori forme di lavoro infantile e nella maggior parte dei casi bambine, bambini e adolescenti non ricevono una paga, ma solo vitto e alloggio, in un ambiente inadeguato per il loro benessere. L’Unicef ricorda anche che la legge paraguayana proibisce il lavoro domestico infantile e che lo Stato ha ratificato l’accordo dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sulle forme di lavoro minorile più pesanti, che include la servitù come mezzo per ripagare debiti familiari e pratiche analoghe alla schiavitù.<br /> <br />Tue, 24 Jan 2017 11:45:26 +0100ASIA/PAKISTAN - In Senato il dibattito per emendare la legge sulla blasfemiahttp://www.fides.org/it/news/61581-ASIA_PAKISTAN_In_Senato_il_dibattito_per_emendare_la_legge_sulla_blasfemiahttp://www.fides.org/it/news/61581-ASIA_PAKISTAN_In_Senato_il_dibattito_per_emendare_la_legge_sulla_blasfemiaIslamabad - E' iniziato nel Senato pakistano il dibattito per emendare la controversa "legge sulla blasfemia", composta dagli articoli del Codice penale che puniscono con l'ergastolo o la pena di morte il vilipendio all'islam. E' stato il senatore musulmano Farhatullah Babar, membro del Pakistan People's Party e rappresentante della speciale Commissione del Senato pakistano sui diritti umani, a introdurre nell’assise il tema della ricerca di strade per fermare l'abuso di quella legge .<br />Il nuovo tentativo di discutere la questione in Parlamento giunge un decennio dopo che il parlamentare Minocher Bhandara, un zoroastriano, aveva presentato nel 2007 una proposta di legge con emendamenti alla legge sulla blasfemia. La proposta fu subito bloccata dall'allora ministro degli affari parlamentari, Sher Afgan Niazi, per il timore di urtare i sentimenti dei musulmani, appellandosi al principio per cui "nessuna legge deve contraddire le legge islamica". <br />Nel 2010, poi, fu la parlamentare Sherry Rehman del Pakistan People's Party a presentare un nuovo disegno di legge per modificare la legge sulla blasfemia, ma fu minacciata di morte e costretta a ritirarlo.<br />Dopo gli omicidi eccellenti del governatore del Punjab, Salmaan Taseer, e del ministro federale cattolico, Shahbaz Bhatti, che si erano esposti in difesa della cristiana Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia, il dibattito venne del tutto messo a tacere. Ora è il senatore Farhatullah Babar a reintrodurre il tema in Parlamento.<br />Si registrano però subito dei tentativi per fermare la possibilità di emendare la legge: l'avvocato Nadeem Siddiqi ha presentato ieri un ricorso all'Alta Corte di Lahore criticando il senatore Babar e chiedendo alla Corte di fermare il dibattito, in quanto "il Parlamento non può fare una legge in contrasto con i principi islamici". La Corte dovrebbe rispondere entro due settimane.<br />"L'uso improprio della blasfemia fa soffrire tanti innocenti, di ogni fede, e spesso si ritorce contro i cristiani e le altre minoranze religiose. Centinaia di cittadini pakistani languono nelle carceri per anni per crimini che non hanno mai commesso. Asia Bibi è forse l'esempio più noto del modo in cui questa legge è utilizzata per colpire le minoranze" afferma una nota dell'Ong “Centre for Legal Aid, Assistance and Settlement” , inviata a Fides.<br />"La legge sulla blasfemia viola chiaramente i diritti umani internazionali, come il diritto alla vita, alla libertà di credo, alla libertà di parola e di coscienza: è urgente riallineare la legge pakistana con i trattati internazionali ratificati dal governo pakistano" afferma l'avvocato cristiano Nasir Saeed, responsabile di CLAAS. "Tutti noi che ci opponiamo alla legge sulla blasfemia in Pakistan - prosegue - siamo chiamati a pregare per la protezione di quanti si espongono in Parlamento, perchè gli sforzi della Commissione siano fecondi e il governo si impegni a modificare la legge sulla blasfemia, fermandone l'uso improprio. Riformando questa legge, il Pakistan dimostrerà al mondo di essere una nazione responsabile che si preoccupa delle minoranze e crede e promuove a uguaglianza, la pace e la giustizia" conclude. Tue, 24 Jan 2017 11:27:39 +0100AFRICA/COSTA D’AVORIO - I Vescovi denunciano “un clima deleterio che rischia di compromettere le conquiste fatte”http://www.fides.org/it/news/61580-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_denunciano_un_clima_deleterio_che_rischia_di_compromettere_le_conquiste_fattehttp://www.fides.org/it/news/61580-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_denunciano_un_clima_deleterio_che_rischia_di_compromettere_le_conquiste_fatteAbidjan - Riconciliazione nazionale, liberazione di tutte le persone imprigionate in relazione alla crisi politico-militare del 2002-2011, ridistribuzione della ricchezza per una maggiore giustizia sociale. Sono queste le indicazioni offerte dai Vescovi della Costa d’Avorio in un messaggio nel quale esprimono forti preoccupazioni per l’avvenire del Paese in preda a rivolte militari e a scioperi dei lavoratori del pubblico impiego .<br />“Sentimenti di frustrazione e di rivolta albergano ancora nei cuori di tanti ivoriani” si legge nel messaggio, pervenuto all’Agenzia Fides, che è stato pubblicato al termine dell’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale ivoriana, tenutasi a Katiola.<br />Tra le cause di malessere ci sono i processi in corso contro i responsabili del vecchio regime dell’ex Presidente Laurent Gbagbo, che “invece di calmare gli animi, suscitano passioni e inquietudini. Alcuni dei nostri compatrioti sono ingiustamente detenuti in prigione e altri vivono in esilio, lontano dal Paese”.<br />“Diversi combattenti e militari coinvolti nelle crisi successive che hanno scosso il nostro Paese non sono sereni, temendo per il loro avvenire”, come “numerosi giovani, che avevano sperato in una vita migliore impegnandosi a fianco dei politici, sono sempre più delusi ed amareggiati”. “Questo clima deleterio - sottolinea il messaggio - rischia di compromettere gravemente tutte le conquiste fatte, frutto dei nostri sforzi”.<br />Riconoscendo ai governanti in carica gli sforzi effettuati per lo sviluppo del Paese, i Vescovi chiedono loro “uno sforzo maggiore per la ridistribuzione della crescita , per una giustizia equa e per facilitare il ritorno degli esiliati, con garanzie di sicurezza per tutti”.<br />La Conferenza Episcopale lancia infine un appello a “tutti i componenti della società ivoriana, per mettersi attorno ad un tavolo e discutere delle questioni relative alla sicurezza, al rincaro della vita, alla disoccupazione giovanile, alle condizioni di lavoro, alla situazione salariale, ecc…”. <br />Tue, 24 Jan 2017 11:17:42 +0100AMERICA/MESSICO - Mons. Chávez Botello ai giornalisti: “nutrite la coscienza sociale, perché è molto debole”http://www.fides.org/it/news/61579-AMERICA_MESSICO_Mons_Chavez_Botello_ai_giornalisti_nutrite_la_coscienza_sociale_perche_e_molto_debolehttp://www.fides.org/it/news/61579-AMERICA_MESSICO_Mons_Chavez_Botello_ai_giornalisti_nutrite_la_coscienza_sociale_perche_e_molto_deboleAntequera – L’Arcivescovo di Antequera, Oaxaca , Sua Ecc. Mons. José Luis Chávez Botello, anticipando la festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti, ha voluto celebrare ieri la festa incontrando gli operatori dei media. Sottolineando la rilevanza che essi rappresentano per la società, ha detto loro: "Non dovete tacere, dovete sempre trasmettere la verità, piaccia o non piaccia".<br />Durante la Messa che ha presieduto nella cattedrale di Antequera per i lavoratori dell’informazione, ha ricordato che il Messico vive momenti molto delicati, quindi ha chiamato i media a "nutrire la coscienza sociale, perché è molto debole". L’Arcivescovo ha sottolineato che ci sono molte buone ragioni perché giornalisti, Chiesa, uomini d'affari, politici, educatori e genitori "si debbano impegnare a rispondere a questa emergenza che stiamo vivendo. La società ha bisogno dei media che divulghino la verità come essa è, non una verità malata o compromessa".<br /> <br />Tue, 24 Jan 2017 11:02:12 +0100AFRICA/REP. CENTRAFRICANA - Premiato a Bangui l’istituto a favore della buona istruzione e della cura dei ragazzihttp://www.fides.org/it/news/61578-AFRICA_REP_CENTRAFRICANA_Premiato_a_Bangui_l_istituto_a_favore_della_buona_istruzione_e_della_cura_dei_ragazzihttp://www.fides.org/it/news/61578-AFRICA_REP_CENTRAFRICANA_Premiato_a_Bangui_l_istituto_a_favore_della_buona_istruzione_e_della_cura_dei_ragazziBangui - L’Istituto Nicolas Barre, scuola sostenuta dalla onlus Amici per il Centrafrica, è stato il più premiato di Bangui in occasione del Giubileo d’oro dell’Enseignement Catholique Associé de Centrafrique , l’organismo che riunisce le scuole cattoliche operanti in Centrafrica. Nel complesso sportivo Barthélémy Boganda di Bangui hanno sfilato le scolaresche degli istituti cattolici delle nove diocesi della regione. La parata si è svolta in coincidenza con il Congresso nazionale dell’educazione cattolica in Africa centrale sul tema “Una scuola di tutti i talenti”. “Siamo molto orgogliosi di un riconoscimento che premia l’impegno a favore della buona istruzione e della cura dei ragazzi” si legge nella nota pervenuta a Fides dal Presidente della onlus. L’Associazione “Amici per il Centrafrica” è sorta nel 2001 e fino ad oggi ha realizzato 15 scuole, 2 dispensari, 2 centri sanitari, 1 centro di riabilitazione per portatori di handicap, 1 centro odontoiatrico. <br /> <br />Tue, 24 Jan 2017 09:59:42 +0100AMERICA/PERU’ - I Vescovi sul nuovo programma della pubblica istruzionehttp://www.fides.org/it/news/61577-AMERICA_PERU_I_Vescovi_sul_nuovo_programma_della_pubblica_istruzionehttp://www.fides.org/it/news/61577-AMERICA_PERU_I_Vescovi_sul_nuovo_programma_della_pubblica_istruzioneLima – “I principi dell'istruzione di base nel paese dovrebbero seguire quanto stabilito dalla Legge generale dell'Istruzione e dalla Costituzione del paese. Riconoscendo molti aspetti positivi del programma di studi, richiamiamo l’attenzione sul fatto che il Ministero della Pubblica Istruzione abbia incluso nozioni che non provengono dalla Costituzione ma dalla cosiddetta ideologia di genere. Questa procedura capovolge seriamente l'ordinamento giuridico costituzionale: una normativa di livello inferiore non può essere al di sopra di una legge o contraddire la Carta fondamentale dello Stato". E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dai Vescovi del Perù, a conclusione della 109 Assemblea ordinaria della Conferenza Episcopale, che riguarda i principi della pubblica istruzione nel paese,.<br />"E’ stato creato un clima di confusione tra i peruviani per quanto riguarda il ruolo tutelare dello Stato nei confronti della famiglia e del matrimonio - continua il testo pervenuto a Fides -, ed è stato violato il diritto dei genitori di scegliere il tipo di educazione che vogliono per i loro figli".<br />"Per il bene dei nostri bambini, degli adolescenti e delle famiglie peruviane, fino a quando non si raggiunge un accordo secondo l'ordine costituzionale stabilito, sollecitiamo l'eliminazione nel nuovo programma di studi delle nozioni sull'ideologia di genere" concludono i Vescovi.<br /> <br /><br />Tue, 24 Jan 2017 09:59:05 +0100ASIA/INDIA - Giovani cattolici in marcia per la pace e per costruire il bene comunehttp://www.fides.org/it/news/61576-ASIA_INDIA_Giovani_cattolici_in_marcia_per_la_pace_e_per_costruire_il_bene_comunehttp://www.fides.org/it/news/61576-ASIA_INDIA_Giovani_cattolici_in_marcia_per_la_pace_e_per_costruire_il_bene_comuneMangalore - Una grande adunanza di giovani cattolici ha pregato, riflettuto e manifestato per la pace in Karnataka, stato indiano attraversato da violenze anticristiane a causa delle presenza di gruppi e movimenti estremisti. Come appreso da Fides, il corteo per la pace che raccoglieva più di 10.000 giovani cattolici di tutta la nazione, ha attraversato ieri, 22 gennaio, la città di Mangalore al termine dell'assemblea dell'India Catholic Youth Movement, che ha voluto in tal modo lanciare un messaggio di pace e armonia, nella diversità etnica e religiosa della nazione. "L'India è una nazione che accoglie culture e identità diverse", ha rimarcato a Fides p. Asis Parichha, sacerdote dell’arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, tra i partecipanti alla marcia <br />Nel corteo vi era l'Arcivescovo Bernard Moras, alla guida della città di Bangalore, capitale dello stato di Karnataka, che ha avviato la marcia, iniziata dalla Cattedrale della Madonna del Rosario. La marcia ha concluso il X Convegno nazionale giovanile in cui i giovani cattolici si incontrano per confrontarsi su temi di attualità grazie alla partecipazione di leader ecclesiali e civili. <br />All'edizione del 2017 hanno preso parte alcuni leader politici del Karantaka e anche il giudice cattolico Joseph Kurian, della Corte Suprema dell'India, ospite d'onore della cerimonia conclusiva del convegno . Il giudice ha rimarcato l'importanza di difendere "i diritti e i valori costituzionali che appartengono a ogni cittadino dell'India". "Siamo nati in questa terra e siamo dunque indiani, poi siamo cristiani cattolici. Tutti gli indiani, a prescindere dal loro credo, sono depositari di diritti costituzionali e hanno anche il dovere di rispettare la Costituzione" ha affermato. Il giudice Kurian ha invitato i giovani a partecipare alla costruzione della nazione "per stabilire il regno di Dio sulla terra", esortandoli ad essere "cittadini responsabili" e "promotori e protagonisti di un cambiamento".<br />L'Arcivescovo Bernard Moras ha ricordato ai giovani che "abbiamo il diritto fondamentale di professare la nostra fede e nessuno può privarcene", affermando che "bisogna essere uniti, promuovere la giustizia e difendere i valori cristiani". Il Vescovo di Mangalore, Aloysius Paul D'Souza, ha consigliato ai giovani di seguire la via di Gesù: "Portare la luce del Cristo nella vostra regione e farla brillare con la vostra vita" ha detto.<br />I rappresentanti politici si sono congratulati con i giovani cattolici per la disciplina mostrata e hanno ringraziato i cristiani per la formazione di alta qualità che garantiscono ai giovani indiani nelle scuole cattoliche di ogni ordine e grado esistenti in India. "Servire Dio e servire la nazione sono complementari: i giovani usano i talenti ricevuti per servire l'umanità", ha detto Oscar Fernandes, politico locale. <br />Mon, 23 Jan 2017 12:54:21 +0100ASIA/IRAQ - Il Patriarca caldeo: dall'islam “segnali positivi” nella lotta contro l'estremismo religiosohttp://www.fides.org/it/news/61575-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_dall_islam_segnali_positivi_nella_lotta_contro_l_estremismo_religiosohttp://www.fides.org/it/news/61575-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_dall_islam_segnali_positivi_nella_lotta_contro_l_estremismo_religiosoBaghdad – L'attesa sconfitta dei miliziani jihadisti e delle loro campagne di terrore fornisce l'occasione per un effettivo cambio di passo nella politica irachena, che miri a costruire uno Stato democratico fondato sul principio di cittadinanza. Per raggiungere tale obiettivo sarà necessario avviare un processo di “riconciliazione nazionale” sul modello di quello realizzato in Sudafrica, quando è venuto meno il sistema dell’Apartheid. Ma nella comunità musulmana si registrano “segnali positivi” della volontà di emanciparsi dai condizionamenti dell'estemismo. Così il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako ha delineato la cruciale fase storica attraversata dall'Iraq, nell'intervento da lui svolto al convegno sulla difesa della libertà religiosa, organizzato sabato 21 gennaio a Baghdad dalla Massarat Foundation. <br />Tra i più recenti “segnali positivi” provenienti da autorità civili musulmane e istituzioni islamiche, il Primate della Chiesa caldea ha elencato una dichiarazione dell’autorità locale di Najaf, in cui si invitavano i musulmani a partecipare alla letizia dei cristiani per la festa del Natale; il monitoraggio intensificato dal Ministero per gli affari e le dotazioni religiose allo scopo di individuare e contrastare i predicatori che incitano all'odio settario; e anche le misure adottate dal ministero per gli affari religiosi della Regione autonoma del Kurdistan iracheno per vietare qualsiasi discorso o espressione offensivi nei confronti delle altre comunità di fede. . Mon, 23 Jan 2017 12:42:41 +0100AFRICA/CONGO RD - Ultimatum del Consigliere militare del Presidente agli ex M23 rientrati dall’Ugandahttp://www.fides.org/it/news/61574-AFRICA_CONGO_RD_Ultimatum_del_Consigliere_militare_del_Presidente_agli_ex_M23_rientrati_dall_Ugandahttp://www.fides.org/it/news/61574-AFRICA_CONGO_RD_Ultimatum_del_Consigliere_militare_del_Presidente_agli_ex_M23_rientrati_dall_UgandaKinshasa - “Il CEPADHO apprezza la fermezza e l’opportunità del messaggio del generale Olenga” con l’ultimatum dato agli ex appartenenti all’M23 di arrendersi alle forze armate congolesi . Lo afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal CEPADHO , una ong del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.<br />Il generale François Olenga, consigliere militare del Presidente della RDC, durante la sua recente visita a Goma, capoluogo del Nord Kivu, ha intimato la resa agli ex guerriglieri dell’M23 che sono fuggiti dall’Uganda e che, si teme, siano rientrati nella RDC per iniziare una nuova guerra.<br />“La nostra organizzazione - afferma il comunicato del CEPADHO - spera che questo messaggio molto rassicurante sia l’ultimo avvertimento agli ex M23, la cui recidiva è flagrante”.<br />“Il CEPADHO ricorda la necessità che il CIRGL , la SADC e l'ONU prendando misure costringenti contro l’Uganda e il Rwanda, che continuano ad ospitare gli ex M23 in violazione dell’Accordo quadro di Addis Abeba, minacciando la pace e la sicurezza della RDC”.<br />Gli accordi di Addis Abeba sono stati firmati il 24 febbraio 2013 con lo scopo di mettere fine alla sanguinosa guerriglia dell’M23, un movimento che si richiama a precedenti accordi che, a suo dire, il governo di Kinshasa non avrebbe rispettato. A questi sono seguite le intese di Nairobi del 12 dicembre dello stesso anno, che prevedevano lo smantellamento dell’M23 come movimento di guerriglia e la sua trasformazione in partito politico . <br /><br />Mon, 23 Jan 2017 12:14:38 +0100AMERICA/ARGENTINA - Festival internazionale sul lavoro infantilehttp://www.fides.org/it/news/61573-AMERICA_ARGENTINA_Festival_internazionale_sul_lavoro_infantilehttp://www.fides.org/it/news/61573-AMERICA_ARGENTINA_Festival_internazionale_sul_lavoro_infantileMar de Plata – L’iniziativa “Costruire il Cinema: Festival Internazionale del Cinema sul Lavoro” ha annunciato l’apertura delle iscrizioni alla quarta edizione del concorso internazionale di cortometraggio e dei concorsi nazionali e internazionali di lungometraggi dedicati al mondo del lavoro e dei lavoratori. Obiettivo del concorso è alimentare la creatività e appoggiare la diffusione delle opere audiovisive che contengono storie di lavoro e lavoratori. Secondo la nota pervenuta a Fides, le iscrizioni saranno aperte a tutti, fino al 15 marzo 2017, per iniziative basate su quattro punti principali: gente, istruzione, dimensione sociale e industria. I partecipanti dovranno essere maggiorenni, tema dell’edizione 2017 sarà Lavoro Infantile? Lavoro Forzato?. <br /> <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="www.construircine.com">Informazioni</a>Mon, 23 Jan 2017 12:12:09 +0100VATICANO - Gli auguri del Papa per quanti festeggiano il capodanno lunarehttp://www.fides.org/it/news/61571-VATICANO_Gli_auguri_del_Papa_per_quanti_festeggiano_il_capodanno_lunarehttp://www.fides.org/it/news/61571-VATICANO_Gli_auguri_del_Papa_per_quanti_festeggiano_il_capodanno_lunareCittà del Vaticano – Dopo aver recitato la preghiera mariana dell’Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, Papa Francesco ha rivolto il pensiero ai popoli che celebreranno nei prossimi giorni il capodanno lunare, con queste parole: “Nell’Estremo Oriente e in varie parti del mondo, milioni di uomini e donne si preparano a celebrare il capodanno lunare il 28 gennaio. Il mio cordiale saluto giunga a tutte le loro famiglie, con l’augurio che esse diventino sempre di più una scuola in cui si impara a rispettare l’altro, a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato. Possa la gioia dell’amore propagarsi all’interno delle famiglie e da esse irradiarsi in tutta la società”.<br />In precedenza il Papa aveva ricordato anche la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema “L’amore di Cristo ci spinge alla riconciliazione” , che concluderà mercoledì prossimo, 25 gennaio, con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. “Vi invito a perseverare nella preghiera – ha detto -, affinché si compia il desiderio di Gesù: ‘Che tutti siano una sola cosa’ ”. <br />Mon, 23 Jan 2017 11:38:25 +0100AMERICA/PERU - “Stanchi di piangerci addosso”, i giovani superano la povertà attraverso l’istruzionehttp://www.fides.org/it/news/61570-AMERICA_PERU_Stanchi_di_piangerci_addosso_i_giovani_superano_la_poverta_attraverso_l_istruzionehttp://www.fides.org/it/news/61570-AMERICA_PERU_Stanchi_di_piangerci_addosso_i_giovani_superano_la_poverta_attraverso_l_istruzioneManchay – “Siamo stanchi di piangerci addosso” ha dichiarato padre José Chuquillanqui, parroco di Manchay, distretto di Pachacamác, nel corso del programma peruviano Diálogo de Fe. In una nota pervenuta a Fides si legge che il parroco ha parlato del grande impegno della Chiesa di Manchay, dove dirige il programma “Formazione al lavoro dei giovani a rischio”, spiegando che la sua istituzione non vuole “piangere sulla povertà” e cerca di dare strumenti ai più bisognosi affinchè possano raggiungere i propri obiettivi con il lavoro autonomo: “Cerchiamo di lavorare per la loro autostima”. Padre Chuquillanqui ha spiegato anche come funziona il suo progetto e qual’è il suo obiettivo: “il progetto sociale di Manchay è diviso in istruzione, sanità e diritti umani, con un forte impegno contro la violenza sessuale e familiare. Sosteniamo l’imprenditorialità a favore dei giovani, affinchè abbiano gli strumenti per uscire dalle condizioni di povertà attraverso l’istruzione”.<br /> <br />Mon, 23 Jan 2017 11:27:03 +0100ASIA/SIRIA - Il Patriarcato siro ortodosso sconfessa la Hatune Foundation: “non ci rappresenta in alcun modo”http://www.fides.org/it/news/61569-ASIA_SIRIA_Il_Patriarcato_siro_ortodosso_sconfessa_la_Hatune_Foundation_non_ci_rappresenta_in_alcun_modohttp://www.fides.org/it/news/61569-ASIA_SIRIA_Il_Patriarcato_siro_ortodosso_sconfessa_la_Hatune_Foundation_non_ci_rappresenta_in_alcun_modoDamasco – Il Patriarcato siro ortodosso di Antiochia ha preso le distanze dalla “Hatune Foundation”, l'organizzazione che fa capo alla religiosa siro-ortodossa Hatune Dogan. La fondazione si presenta come un ente benefico, impegnato ad aiutare poveri e bisognosi in varie parti del mondo, con una particolare sollecitudine per iniziative a favore dei cristiani e di altri gruppi minoritari sottoposti in Medio Oriente a violenze e persecuzioni. <br />Un comunicato diffuso sabato 21 gennaio dall'Ufficio patriarcale dichiara che la Hatune Foundation “non è affiliata alla Chiesa siro ortodossa, né rappresenta in alcun modo lo stesso Patriarcato siro ortodosso”. L'organizzazione – rimarca il comunicato, pervenuto al'Agenzia Fides – opera “in modo del tutto indipendente, senza il riconoscimento o il consenso della Chiesa ortodossa siriaca e dei suoi gerarchi in Europa e in tutto il mondo. Pertanto, si conferma che il Patriarcato siro ortodosso non sostiene direttamente o indirettamente questa organizzazione, né promuove attivamente le sue raccolte di fondi o altre attività”.<br />La suora siro-ortodossa Hatune Dogan, principale ispiratrice della Fondazine che porta il suo nome, attualmente opera in Germania. In numerose interviste circolanti su internet, fa riferimento alle vicende della sua famiglia, costretta in passato a fuggire dalla Turchia. In molte sue dichiarazioni viene proposta una totale identificazione tra il jihadismo sanguinario dell'autoproclamato Stato Islamico e l'islam tout court. “L'islam è l'ISIS. Chiunque dice cose diverse è un bugiardo” affermava suor Hatune in un'intervista rilasciata quasi un anno fa a CBNNews, legata al network mediatico fondato dal tele-predicatore USA Pat Robertson. “L'islam e la democrazia” dichiarava tra l'altro suor Hatune in quell'intervista “sono opposti, come il bianco e il nero. E io spero che l'America capisca”. <br />Non è la prima volta che il Patriarcato siro ortodosso prende le distanze da organizzazioni che in Occidente giustificano le loro iniziative e raccolte fondi con la motivazione di offrire sostegno ai cristiani perseguitati. Mon, 23 Jan 2017 11:10:50 +0100AMERICA/EL SALVADOR - “La violenza non è la soluzione al problema delle bande” riflette Mons. Rosa Chavezhttp://www.fides.org/it/news/61568-AMERICA_EL_SALVADOR_La_violenza_non_e_la_soluzione_al_problema_delle_bande_riflette_Mons_Rosa_Chavezhttp://www.fides.org/it/news/61568-AMERICA_EL_SALVADOR_La_violenza_non_e_la_soluzione_al_problema_delle_bande_riflette_Mons_Rosa_ChavezSan Salvador – Il Vescovo ausiliare di San Salvador, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez, ha espresso ieri, nella abituale conferenza stampa della domenica, la sua preoccupazione per le controversie tra le principali forze politiche in El Salvador, dopo che il partito ARENA ha deciso di abbandonare il tavolo di dialogo con il governo. La decisione era stata preannunciata da tempo: ARENA aveva infatti avvertito che, se il bilancio nazionale 2017 fosse stato approvato sottofinanziato, si sarebbe ritirato dal dialogo, dialogo proposto con l'obiettivo di raggiungere accordi con il governo.<br />Mons. Rosa Chavez è tornato anche sulla necessità di soluzioni riguardo al tema delle bande presenti nel paese: "La violenza non è la soluzione, il fuoco non si spegne mettendo più benzina", ha detto il Vescovo. "Quello delle bande è un problema reale. La sfiducia è normale, ma qualcosa deve essere fatto, perché il problema sta causando ogni giorno angoscia e vittime tra la popolazione" ha detto. "In questi giorni si sente parlare il linguaggio delle armi, ecco perché contiamo i morti ogni giorno" ha sottolineato. Secondo la stampa locale, i membri delle bande sono circa 70 mila e circa 16 mila sono in carcere con misure estreme di sicurezza, per evitare che continuino a ordire altri crimini.<br /> <br />Mon, 23 Jan 2017 11:07:55 +0100AMERICA/MESSICO - “Famiglia sicura prima di zaino sicuro”: i Vescovi sulla violenza nelle scuolehttp://www.fides.org/it/news/61567-AMERICA_MESSICO_Famiglia_sicura_prima_di_zaino_sicuro_i_Vescovi_sulla_violenza_nelle_scuolehttp://www.fides.org/it/news/61567-AMERICA_MESSICO_Famiglia_sicura_prima_di_zaino_sicuro_i_Vescovi_sulla_violenza_nelle_scuoleZacatecas – Dopo il tragico caso di violenza accaduto a Monterrey, dove un ragazzo di 15 anni si è suicidato dopo avere sparato all’interno della scuola all'insegnante e a 3 studenti, i Vescovi delle diocesi della regione si sono pronunciati per invitare la comunità messicana a riflettere, ancora scioccata da quanto accaduto.<br />In merito all’operazione "Zaino sicuro", che dal 2004 permette alla polizia di controllare le borse degli studenti, il Vescovo di Zacatecas, Sua Ecc. Mons. Sifgifredo Noriega Barceló, durante la messa di ieri, ha sottolineato che “La campagna ‘zaino sicuro’ aiuta ma non risolve il problema della violenza, in quanto si dovrebbe mettere in atto l'operazione ‘Famiglia sicura’". "Ci riempie di tristezza ciò che è accaduto a Monterrey, ma può capitare anche altrove, e ci fa riflettere su quello che si vive nelle scuole, nelle famiglie e nella società; dobbiamo pensare a come stiamo educando le nuove generazioni" ha ribadito il Vescovo.<br />L'operazione "Zaino sicuro" è stata molto discussa, perché non sempre è possibile realizzarla e richiede l'approvazione dei genitori, in più c'è differenza di trattamento fra scuole pubbliche e private. Nel caso avvenuto il 18 gennaio, il ragazzo ha introdotto una pistola nel Collegio Americano del Noreste, a sud della città di Monterrey, Nuevo León, e le autorità stanno indagando per chiarire 3 punti: come ha portato l'arma, se lo studente fosse depresso, la diffusione dei video di quanto accaduto. Inoltre hanno informato che le forze dell’ordine sono già intervenute in molte altre occasioni, ma la notizia non è stata diffusa per non creare allarme.<br />Secondo Mons. Noriega Barceló sono i genitori i primi ad essere vicini ai loro figli per prevenire i0 casi di violenza: "Non si tratta di controllare le borse dei figli, ma di conoscere bene i propri figli. Bisogna unire gli sforzi di tutti: autorità, insegnanti, Chiesa e genitori".<br /> <br /><br />Mon, 23 Jan 2017 10:43:01 +0100AFRICA/GAMBIA - Attesa per la cessione del potere da parte di Jammeh dopo l’intervento militare dei Paesi vicinihttp://www.fides.org/it/news/61566-AFRICA_GAMBIA_Attesa_per_la_cessione_del_potere_da_parte_di_Jammeh_dopo_l_intervento_militare_dei_Paesi_vicinihttp://www.fides.org/it/news/61566-AFRICA_GAMBIA_Attesa_per_la_cessione_del_potere_da_parte_di_Jammeh_dopo_l_intervento_militare_dei_Paesi_viciniBanjul -“Non voglio spargimenti di sangue” ha dichiarato in televisione ieri, 20 gennaio, il Presidente uscente del Gambia, Yahya Jammeh, promettendo che avrebbe lasciato oggi il potere, dopo che il Presidente eletto con il voto del 1° dicembre, Adama Barrow , ha prestato giuramento in Senegal. Subito dopo il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha dato via libera alle truppe della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale di entrate in Gambia per procedere, se necessario, alla deposizione di Jammeh con la forza.<br />Ieri, i Presidenti della Guinea, Alpha Conde, e della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, si sono recati a Banjul per convincere Jammeh a cedere il potere pacificamente.<br />Jammeh sembra quindi aver ottenuto delle garanzie sul suo futuro in cambio della transizione pacifica dei poteri. Inizialmente l’ex Presidente aveva concesso la vittoria a Barrow, promettendo di cedere il potere il 20 gennaio. Poi dopo che attivisti dei diritti umani avevano chiesto la sua incriminazione per i delitti a lui attribuiti durante i suoi 22 anni di potere, Jammeh aveva affermato che il voto era stato viziato da irregolarità. Il 18 gennaio, il Parlamento del Gambia aveva votato il prolungamento di altri tre mesi del mandato di Jammeh mentre questi proclamava lo stato d’emergenza per lo stesso periodo di tempo.<br />Ora la svolta. Nell’attesa che Jammeh rispetti la sua promessa, la situazione nella capitale rimane calma. <br />Sat, 21 Jan 2017 12:41:56 +0100