Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/SIRIA - A Aleppo la preghiera dei bambini. Per implorare la fine delle stragi di bambinihttp://www.fides.org/it/news/60830-ASIA_SIRIA_A_Aleppo_la_preghiera_dei_bambini_Per_implorare_la_fine_delle_stragi_di_bambinihttp://www.fides.org/it/news/60830-ASIA_SIRIA_A_Aleppo_la_preghiera_dei_bambini_Per_implorare_la_fine_delle_stragi_di_bambiniAleppo – Centinaia di bambini e bambine di Aleppo, cristiani e musulmani, si incontreranno il 6 ottobre, per chiedere con le loro preghiere che nella città martoriata in cui vivono, e in tutta la Siria, si fermi la spirale di morte scatenatasi in questi ultimi giorni con particolare crudeltà proprio sui più piccoli e inermi. Lo riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Boutros Marayati, alla guida dell'arcieparchia armena cattolica di Aleppo. L'iniziativa, partita su impulso dei Padri Francescani, coinvolgerà in primo luogo gli alunni delle scuole. Metteranno anche le loro firme e le loro impronte su un appello per chiedere ai potenti del mondo di por fine alle stragi che si accaniscono con particolare crudeltà sui bambini, che in tuttte le guerre sono i più vulnerabili. “Ma soprattutto pregheranno. Pregheranno per tutti i loro coetanei. E confidiamo nel fatto che la preghiera dei bambini è più potente della nostra”, aggiunge l'Arcivescovo Marayati.<br /><br />I bombardamenti e le stragi di civili hanno manifestato proprio a Aleppo in maniera devastante il naufragio della tregua fragile e parziale proclamata meno di due settimane fa. A questo riguardo, l'Arcivescovo Marayati è in grado di fornire notizie di prima mano su ciò che sta avvenendo – potrebbe avvenire – nella metropoli siriana: “Mercoledì scorso - riferisce l'Arcivescovo armeno cattolico – i rappresentanti del governo e dell'esercito siriani hanno convocato una riunione per spiegare che di lì a poco avrebbero diffuso un appello alla popolazione civile insediata nei quartieri sotto il controllo dei ribelli. L'appello, diffuso con la televisione e coi social network, avvertiva che sarebbero stati lasciati aperti dei varchi per permettere alla popolazione di lasciare quei quartieri, e dirigersi in aree indicate come sicure, senza timore di subire rapprresaglie. In effetti, molte famiglie di civili hanno lasciato quei quartieri e sono state accolte nella zona controllata dall'esercito governativo, a conferma che l'appello era in qualche modo arrivato a destinazione. Per i gruppi che arrivavano, sono state presdisposte anche strutture abitative per l'accoglienza. Ma non è stata un'evacuazione di massa. Forse molti non possono uscire. E l'appello conteneva anche una data di scadenza, e l'ultimatum scade nei prossimi giorni. C'è dunque il pericolo che si scateni presto un nuovo vortice di bombe e di sangue, se le potenze che stanno dietro alle due parti in guerra non decidono di porre davvero fine a questa guerra sporca”. . Sat, 24 Sep 2016 12:42:43 +0200ASIA/GIORDANIA - Elezioni, l'Arcivescovo Lahham: tutti bocciati i cristiani candidati nelle liste islamistehttp://www.fides.org/it/news/60829-ASIA_GIORDANIA_Elezioni_l_Arcivescovo_Lahham_tutti_bocciati_i_cristiani_candidati_nelle_liste_islamistehttp://www.fides.org/it/news/60829-ASIA_GIORDANIA_Elezioni_l_Arcivescovo_Lahham_tutti_bocciati_i_cristiani_candidati_nelle_liste_islamisteAmman – Tra i 130 membri del nuovo Parlamento giordano promossi alle elezioni politiche del 20 settembre, i legislatori di fede cristiana saranno 9, pari al numero minimo “garantito” alla minoranza cristiana dal sistema delle quote elettorali. “ Ma tra loro” - riferisce all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del patriarcato latino di Gerusalemme “non c'è nessuno dei candidati cristiani che si erano presentati con le liste dei gruppi islamisti, che pure hanno avuto un buon risultato elettorale”. <br />Il sistema delle quote – spiega a Fides l'Arcivescovo Maroun – prevede che in ogni lista - comprese quelle di matrice islamista. ispirate da gruppi vicini alla Fratellanza Musulmana – compaiano tra i candidati almeno una donna, un cristiano e un membro della minoranza circassa e cecena. Per questo alcuni candidati cristiani, ad esempio a Amman e a Madaba, hanno accettato di presentarsi alle elezioni nelle liste islamiste. “Ma poi gli elettori di orientamento islamista hanno concentrato i loro voti sui candidati della propria corrente, lasciando fuori dal Parlamento tutti i cristiani che si erano candidati in quelle liste”. <br />I risultati elettorali confermano che il blocco guidato dal Fronte d'Azione Islamico, braccio politico dei Fratelli Musulmani in Giordania, è tornato in Parlamento, ottenendo 15 seggi su 130, dopo che le forze islamiste avevano boicottato le elezioni legislative nel 2010 e nel 2013. Si tratta del blocco politico più compatto e organizzato, visto che gli altri candidati eletti sono in buona parte rappresentanti di gruppi clanici o tribali uniti tra loro soltanto dal condiviso lealismo nei confronti della Monarchia Hascemita. “In ogni caso” fa notare l'Arcivescovo Lahham “non è detto che i parlamentari islamisti si porranno in una posizione di opposizione frontale nei confronti dell'attuale assetto politico della Giordania: gli elementi più fanatici non sono stati eletti, e quelli tra loro che sono entrati in Parlamento rappresentano l'ala politica più competente, in grado di trattare con gli altri parlamentari e con il governo secondo le logiche proprie della dialettica politica”.<br />Oltre alla quota destinata ai cristiani, la legge giordana riserva 15 seggi parlamentari alle donne<br />e tre a circassi e ceceni. Solo 56 membri del vecchio Parlamento sono stati rieletti. E anche tra i parlamentari cristiani si è registrato un notevole cambio della guardia: “Dei 9 battezzati eletti” conferma a Fides l'Arcivescovoo Lahham “solo tre facevano già parte della precedente Assemblea parlamentare. Gli altri sei sono “matricole' ”. Agenzia Fides 24//2016). Sat, 24 Sep 2016 10:38:07 +0200AMERICA/COLOMBIA - L'Arcivescovo Castro: “La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia”http://www.fides.org/it/news/60828-AMERICA_COLOMBIA_L_Arcivescovo_Castro_La_Colombia_e_di_fronte_ad_un_appuntamento_con_la_storiahttp://www.fides.org/it/news/60828-AMERICA_COLOMBIA_L_Arcivescovo_Castro_La_Colombia_e_di_fronte_ad_un_appuntamento_con_la_storiaBogotà – Lunedì 26 settembre a Cartagena , davanti a capi di Stato e autorità da tutto il mondo, si svolgerà l'atto solenne della firma del trattato di pace tra governo colombiano e guerriglieri delle Farc. Si tratta di un atto ufficiale, come stabilito dagli accordi raggiunti dopo i dialoghi di Pace a La Avana.<br />L'Arcivescovo Luis Augusto Castro Quiroga, Presidente della Conferenza episcopale colombiana, ha commentato con la stampa locale questo evento importante: “Siamo molto vicini alla pace" ha detto l'Arcivescovo di Tunja " meglio: siamo molto vicini a mettere fine alla guerra. Questo momento costituisce una gioia e una grazia grande. Per raggiungere il traguardo manca solo un passo: il referendum del 2 ottobre. La Colombia è di fronte ad un appuntamento con la storia, ad uno spartiacque. Il Paese può iniziare a cambiare, a risolvere i suoi problemi”.<br />Il documento, che si intitola "Acuerdo Final para la Terminación del Conflicto y la Construcción de una Paz Estable y Duradera", sarà firmato davanti ad un nutrito gruppo di delegazioni diplomatiche. Sarà presente anche il Cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, in rappresentanza del Santo Padre. <br /><br /> <br />Sat, 24 Sep 2016 08:52:14 +0200ASIA/PAKISTAN - Nell’Anno dell’istruzione, le scuole al centro della pastorale diocesana di Faisalabadhttp://www.fides.org/it/news/60827-ASIA_PAKISTAN_Nell_Anno_dell_istruzione_le_scuole_al_centro_della_pastorale_diocesana_di_Faisalabadhttp://www.fides.org/it/news/60827-ASIA_PAKISTAN_Nell_Anno_dell_istruzione_le_scuole_al_centro_della_pastorale_diocesana_di_FaisalabadFaisalabad – Nella diocesi pakistana di Faisalabad, nella provincia del Punjab, l’Anno della misericordia coincide con uno speciale “Anno dell’istruzione”, proclamato dal Vescovo Joseph. Arshad. “Urge crescere nella consapevolezza che lavorare per l’istruzione è un’opera di misericordia: l'istruzione è un importante strumento permette di sviluppare tutte le potenzialità di ogni individuo” ha dichiarato a Fides mons. Arshad, che sta visitando le scuole cattoliche della diocesi, in un “pellegrinaggio” che toccherà tutti gli istituti del territorio, che accolgono numerosi studenti musulmani.<br />L'obiettivo è “consolidare le istituzioni scolastiche nella diocesi, promuovere una educazione di qualità, aumentare l'interesse degli studenti attuando un insegnamento e apprendimento basato sulle attività”, spiega a Fides, ma anche “motivare i genitori e incoraggiare gli insegnanti a rendere l'istruzione accessibile a tutti, aiutando re gli studenti meritevoli di proseguire gli studi, nonché aumentare il numero di studenti cristiani nelle scuole e diminuire il numero degli abbandoni”.<br />Durante l’Anno, le scuole stanno organizzando programmi educativi mirati è “si nota dappertutto entusiasmo e fiorente partecipazione. Si tratta di una grande opportunità per gli studenti di sviluppare la loro fiducia e per gli insegnanti per esplorare i talenti nascosti di studenti”, rileva il vescovo dopo aver visitato, nei giorni scorsi, le scuole superiori St. Paul Girls High School, Sacred Hart Convent High School, St. Joseph High School e St. Anthony Girls High School a Faisalabad. Il Vescovo ha incoraggitoa insegnanti, studenti, presidi e operatori dell’amministrazione e le manifestazioni di gioia negli studenti erano visibili. Mons. Arshad rimarca sempre “l’importanza della formazione” e sottolinea le responsabilità e il prezioso ruolo degli insegnanti, che “non passano solo contenuti ma contribuiscono alla formazione umana degli allievi”. <br />Una delle priorità, osserva il Vescovo è “raggiungere i bambini poveri e bisognosi, specialmente di famiglie cristiane, che non hanno accesso alla scuola”. Per questo è compito delle scuole cristiane “sostenere a livello economico i bambini cristiani di famiglie povere, perché possano seguire il percorso di studi”. A tal fine, ad esempio, la LaSalle High School di Faisalabad offre una riduzione del 50% della retta per gli studenti cristiani. E gli 800 studenti cristiani nella Sacred Heart Convent School ricevono il 40% di riduzione della retta, nota a Fides p.Shafiqe Bashir, Segretario esecutivo del Consiglio diocesano per l’istruzione cattolica. “Siamo fiduciosi – conclude p. Bashir – che le visite che mons. Arshad sta compiendo alle scuole serviranno a motivare insegnanti e studenti e alle scuole per promuovere l'istruzione”. Sat, 24 Sep 2016 13:14:57 +0200ASIA/MALAYSIA - Misericordia e inclusione con gli immigrati, che “sono una benedizione”http://www.fides.org/it/news/60826-ASIA_MALAYSIA_Misericordia_e_inclusione_con_gli_immigrati_che_sono_una_benedizionehttp://www.fides.org/it/news/60826-ASIA_MALAYSIA_Misericordia_e_inclusione_con_gli_immigrati_che_sono_una_benedizioneKuala Lumpur – Misericordia e inclusione sono le coordinate fondamentali insegnate dal Vangelo ad ogni cristiano che si relaziona con gli immigrati: lo afferma il messaggio di Mons. Bernard Paul, Presidente della Commissione per la Pastorale per i Migranti e gli itineranti nella Conferenza episcopale di Malaysia, Singapore e Brunei, diffuso in occasione della “Giornata per i migranti”, che in quella Chiesa locale si celebra il 25 settembre.<br />Il testo, inviato all’Agenzia FIdes, osserva che “l'economia malese è fortemente dipendente dal lavoro degli immigrati”, che secondo dati ufficiali sono 6,7 milioni nel paese, tra i quali oltre 4 milioni di lavoratori senza documenti regolari. “Solo pochi sono disposti a parlare delle benedizioni che i lavoratori immigrati e i rifugiati portano alla nostra vita, alla nostra economia, alle nostre imprese. La loro presenza si fa sentire anche nelle costruzioni, nella produzione, in agricoltura, nelle piantagioni, nel terziario” rileva il messaggio.<br />“Possiamo ignorare il loro contributo? Possiamo voltarci dall’altra parte, senza alcun riconoscimento? Abbiamo il coraggio di ammettere che sono i nostri nuovi vicini? I migranti e i rifugiati sono i nostri nuovi amici e nuovi vicini, in un mondo contrassegnato da globalizzazione e mobilità” osserva il Vescovo, ricordando che “quando i nostri figli emigrano in terre straniere, desideriamo per loro inclusione, rispetto e benevolenza. Cerchiamo quindi di fare altrettanto” nota. Il Vescovo auspica che “le parrocchie diventino centri di integrazione” e si attivino per costruire “una comunità di migranti”, partendo dalla domanda evangelica “Chi è il mio prossimo?”.<br />Il testo si conclude con l’appello a tutti gli uomini di buona volontà a “lasciarsi smuovere dalla misericordia di Dio” e ad avere “l’atteggiamento evangelico del Samaritano verso questi nuovi vicini, che sono in mezzo a noi, per costruire il Regno di Dio”. <br /><br />Fri, 23 Sep 2016 13:04:34 +0200AFRICA/EGITTO - Politici egiziani: per rilanciare il turismo, valorizziamo il “Cammino della Sacra Famiglia”http://www.fides.org/it/news/60825-AFRICA_EGITTO_Politici_egiziani_per_rilanciare_il_turismo_valorizziamo_il_Cammino_della_Sacra_Famigliahttp://www.fides.org/it/news/60825-AFRICA_EGITTO_Politici_egiziani_per_rilanciare_il_turismo_valorizziamo_il_Cammino_della_Sacra_FamigliaIl Cairo – La crisi economica che sta flagellando l'Egitto interpella tutte le comunità di emigranti di origine egiziana sparse nel mondo. E tra le risorse su cui puntare c'è anche quella di favorire il turismo, messo in crisi anche da attentati e violenze settarie, puntando non solo sulle Piramidi e i resort sul Mar Rosso, ma anche sui pellegrinaggi lungo il “Cammino della Sacra Famiglia”, l'itinerario nei luoghi che secondo tradizioni locali millenarie hanno visto il passaggio di Giuseppe, Maria e Gesù bambino durante il loro esilio in terra egiziana. <br />L'idea è stata rilanciata martedì scorso, 20 settembre, dagli Stati Uniti, durante la Economic Conference del New Jersey, organizzata dalla American Coptic Association. All'incontro, insieme a molti rappresentanti della diaspora copta negli Usa, hann preso parte anche 24 membri del Parlamento egiziano, che hanno assicurato il loro impegno politico e istituzionale per favorire l'implementazione concreta del “progetto Sacra Famiglia” e fare dell'Egitto una meta di pellegrinaggio da proporre soprattutto ai cristiani di tutto il mondo. Secondo i sostenitori dell'iniziativa, la valorizzazione turistica del “Cammino della Sacra Famiglia” potrebbe aumentare in Egitto la quota annuale di turisti di almeno un milione di unità, con pellegrinaggi concentrati soprattutto nel tempo di Natale. <br />L'appello a curare itinerari che ripercorrano il cammino compiuto dalla Sacra Famiglia durante il suo esilio in Egitto si riaffaccia periodicamente nelle iniziative miranti a potenziare il settore turistico dell'economia egiziana. Già due anni fa era stato individuato il percorso ideale del pellegrinaggio sulle orme della Sacra Famglia in Egitto, che dovrebbe partire dalla città di Al-Arish, nel nord del Sinai, per poi dirigersi verso il delta e Wadi Natrun, e raggiungere Assiut e il Monastero della Vergine Maria, conosciuto come Monastero di Al-Muharraq. . Fri, 23 Sep 2016 12:50:00 +0200AFRICA/CONGO RD - Polemiche tra maggioranza e opposizione sulla responsabilità degli scontrihttp://www.fides.org/it/news/60824-AFRICA_CONGO_RD_Polemiche_tra_maggioranza_e_opposizione_sulla_responsabilita_degli_scontrihttp://www.fides.org/it/news/60824-AFRICA_CONGO_RD_Polemiche_tra_maggioranza_e_opposizione_sulla_responsabilita_degli_scontri<br /> <br />Kinshasa - Dopo le violenze dei giorni scorsi montano le polemiche interne e internazionali sulle responsabilità degli incidenti che hanno devastato Kinshasa, la capitale della Repubblica Democratica del Congo . La maggioranza presidenziale di Joseph Kabila accusa “Le Rassemblement”, il gruppo di partiti dell’opposizione che sostengono il candidato Étienne Tshisekedi che ha organizzato le manifestazioni di protesta, di aver dato vita “a un movimento insurrezionale” e di aver provocato gli scontri. Accusa rimandata al mittente dall’opposizione.<br />Il governo di Kinshasa ha poi respinto le accuse del Presidente francese François Hollande di essere responsabile delle violenze, così come la stima di 50 vittime dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani. Le autorità congolesi rimangono ferme sulla cifra di 32 morti rivelata ieri , mentre l’opposizione afferma che le vittime sono un centinaio.<br />Se la calma sembra essere tornata nella capitale, un nuovo fronte si è aperto sui funerali delle vittime. Il partito di Tshisekedi, l’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale , ha annunciato per il 26 settembre una giornata di lutto nazionale con un corteo funebre alla cui testa si porrà Tshisekedi per accompagnare al cimitero le vittime.<br />Nel frattempo dopo quella della Chiesa cattolica giunge la condanna delle violenze delle chiese protestanti. “I capi delle confessioni religiose condanno gli atti di violenza che addolorano le nostre famiglie e distruggono il tessuto economico e sociale del nostro Paese” afferma una dichiarazione di Mons. Marini Bodo, Presidente Nazionale della Chiesa di Cristo in Congo, un’unione alla quale aderiscono diverse confessioni protestanti presenti nel Paese. <br />Fri, 23 Sep 2016 12:14:05 +0200ASIA/INDIA - Inchiesta sui massacri anticristiani in Orissa: ci fu pianificazionehttp://www.fides.org/it/news/60823-ASIA_INDIA_Inchiesta_sui_massacri_anticristiani_in_Orissa_ci_fu_pianificazionehttp://www.fides.org/it/news/60823-ASIA_INDIA_Inchiesta_sui_massacri_anticristiani_in_Orissa_ci_fu_pianificazioneBhubaneswar – I massacri cristiani avvenuti in Orissa nel 2008 sono il risultato di una attenta pianificazione orchestrata da gruppi nazionalisti indù della rete “Sangh Parivar” al più alto livello. Masse analfabete di militanti sono state manipolate dalla propaganda e aizzate fino a uccidere. Grazie all’inchiesta realizzata dal giornalista indiano Anto Akkara, “si può riscrivere la storia Kandhamal”, il distretto dell’Orissa teatro dei pogrom anticristiani nel 2008. E oggi, “è una vergogna per la nazione e il sistema giudiziario che sette cristiani innocenti stanno languendo in prigione per un crimine che non hanno mai commesso” nota Akkara in una conferenza in cui è stato presentato il suo ultimo libro-inchiesta dal titolo: “Chi ha ucciso Swami Laxmanand?”. <br />Il libro – che segue altri lavori come “Kandhamal: una macchia sulla laicità indiana” e “Kandhamal brama per la giustizia” – getta luce sul misterioso assassinio del leader induista Swami Laxmanand, di cui i cristiani furono accusati, e che rappresentò il pretesto per scatenare la violenza.<br />In seguito all’omicidio dell’81enne leader, il 23 agosto 2008, nel distretto di Kandhamal, nello stato indiano di Orissa, le comunità cristiane subirono un attacco indiscriminato di massa. Circa 100 cristiani furono uccisi, 300 chiese e 6.000 case saccheggiate e 56.000 furono gli sfollati interni che cercarono riparo nei boschi per scampare alla feroce pulizia etnica.<br />Dopo l’omicidio del leader, in seguito rivendicato da guerriglieri maoisti, sette cristiani furono arrestati e condannati all’ergastolo nel 2013 per omicidio “pur senza alcuna prova”, nota Akkara, denunciando una autentica “parodia della giustizia”. La Corte Suprema deve ancora fissare la data per l’appello, “ma il presunto complotto cristiano ai danni degli indù è del tutto privo di fondamento”, nota il giornalista.<br />Questa la ricostruzione di Akkara: “Nel calcolo politico della rete estremista Sangh Parivar, dopo aver brutalizzato i cristiani di Kandhamal, la lobby cristiana internazionale avrebbe indotto Sonia Gandhi a licenziare il governo dell’Orissa, in cui il partito nazionalista Baratiya Janata Party era partner di coalizione. Ciò avrebbe spianato la strada per la vittoria dei gruppi nazionalisti indù e del Bjp alle elezioni del 2009, poi vinte invece dal Partito del Congresso”.<br />Akkara nota la reticenza delle istituzioni ad affrontare l’argomento, dato che “la Commissione nazionale per i diritti umani non ha emesso nemmeno un comunicato stampa su Kandhamal in otto anni” e rileva che “sette cristiani innocenti in carcere sono una macchia sul sistema giudiziario del paese”, mentre “Kandhamal rimane una macchia sulla faccia dell’Orissa e sulla laicità indiana”. Fri, 23 Sep 2016 12:06:18 +0200ASIA/IRAQ - Il Patriarca Sako al Sinodo caldeo: la cultura digitale aggrava la nostra crisi spiritualehttp://www.fides.org/it/news/60822-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_Sako_al_Sinodo_caldeo_la_cultura_digitale_aggrava_la_nostra_crisi_spiritualehttp://www.fides.org/it/news/60822-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_Sako_al_Sinodo_caldeo_la_cultura_digitale_aggrava_la_nostra_crisi_spiritualeErbil – La situazione pastorale, amministrativa e finanziaria della Chiesa caldea è piena di “ombre”, e tra esse c'è l'auto-ripiegamento sui propri interessi, che indica come “la crisi motivazionale e spirituale è stata aumentata al massimo, con la diffusione della cultura digitale”. E' una considerazione carica di implicazioni, e applicabile a tutti i contesti, quella espressa dal Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako nella relazione con cui ieri, giovedì 22 settembre, ha aperto i lavori dell'annuale Sinodo dei Vescovi caldei, in corso in questi giorni ad Ankawa, sobborgo a maggioranza cristiana di Erbil, la capitale della Regione autonoma del Kurdistan iracheno. Invece di esaltare aprioristicamente come positiva la rete digitale, il Patriarca ha notato come i social media siano diventati strumento privilegiato per alimentare soprattutto polemiche e accuse contro e dentro la Chiesa, secondo “agende” pilotate da cordate e gruppi di ineresse. <br />Nel suo intervento, pervenuto all'Agenzia Fides, il Patriarca ha delineato le tante ombre ma anche le significative luci che segnano la condizione della Chiesa caldea nel tempo presente, caratterizzato dalla situazione di violenza, settarismo e instabilità politica che continua a affliggere da anni il popolo iracheno. Tra i fattori di crisi e disagio relativi alla dimensione pastorale, il Primate della Chiesa caldea ha accennato anche al caos provocato da preti e religiosi che negli ultimi anni lasciavano la propria diocesi o il proprio monastero senza il consenso dei superiori, emigrando all'estero - spesso portando con sé le proprie famiglie di provenienza – per approfittare di condizioni di vita più comode. Il perpetuarsi di questo fenomeno – ha sottolineato il Patriarca – manifesta anche l'inadeguata formazione ricevuta da queste persone. <br />A tale proposito, il Patriarca ha auspicato che si moltiplichino le occasioni per fornire ai sacerdoti iracheni criteri di guida e discernimento spirituale, anche atraverso incontri e scambi di visite con sacerdoti e formatori che vivono e operano in altri Paesi. Riguardo all'aspetto finanziario, il Patriarca ha denunciato gli episodi di “corruzione finanziaria e amministrativa” che hanno coinvolto parrocchie e istituzioni ecclesiali. Sul fronte dell'aiuto ai rigufiati, il Patriarca ha rimarcato la differenza tra le parrocchie che hanno fatto “un lavoro enorme per aiutare tutte le famiglie sfollate, senza alcuna discriminazione”, e quelle che “non hanno prestato attenzione” a questo problema. .Fri, 23 Sep 2016 11:13:43 +0200AMERICA/PARAGUAY - I Vescovi denunciano la violenza sproporzionata contro i contadinihttp://www.fides.org/it/news/60821-AMERICA_PARAGUAY_I_Vescovi_denunciano_la_violenza_sproporzionata_contro_i_contadinihttp://www.fides.org/it/news/60821-AMERICA_PARAGUAY_I_Vescovi_denunciano_la_violenza_sproporzionata_contro_i_contadiniAsunción – "La Chiesa condanna qualsiasi tipo di atti che vadano contro la dignità dell’essere umano, qualunque sia la sua condizione sociale, ma in special modo quando si tratta dei settori più fragili della società, come le famiglie dei contadini”: così inizia il comunicato della Conferenza Episcopale del Paraguay inviato a Fides. La denuncia riguarda lo sgombero delle famiglie dei contadini dalla colonia di Guahory, nel distretto di Tembiaporá , dove risiedevano da lungo tempo, avvenuto il 15 settembre, che ha suscitato grande eco nel Paese per l’eccessivo uso della forza.<br />I Vescovi proseguono: "si lamenta e si condanna l’intervento eccessivo e sproporzionato delle forze dell’ordine per distruggere le coltivazioni e le abitazioni dei contadini, in una terra la cui proprietà è contesa e la cui titolarità non sarebbe ancora accertata e provata in modo sufficiente”.<br />Il comunicato presenta questa richiesta: "ancora una volta, si vede la necessità di affrontare seriamente, e con urgenza, una riforma agraria integrale, che permetta alle famiglie contadine di rimanere nelle loro terre". Infine ricorda “l'obbligo per le autorità di misurare le azioni e rispettare i diritti e la dignità di tutti, offrendo le garanzie necessarie ai più deboli".<br /> <br />Fri, 23 Sep 2016 10:58:56 +0200AFRICA/SUDAN - Spese scolastiche insostenibili: le famiglie sudanesi costrette a lasciare a casa le figlie femminehttp://www.fides.org/it/news/60820-AFRICA_SUDAN_Spese_scolastiche_insostenibili_le_famiglie_sudanesi_costrette_a_lasciare_a_casa_le_figlie_femminehttp://www.fides.org/it/news/60820-AFRICA_SUDAN_Spese_scolastiche_insostenibili_le_famiglie_sudanesi_costrette_a_lasciare_a_casa_le_figlie_femmineEl Geneina - Studiare in Sudan sembra essere diventato inaccessibile per un numero sempre crescente di persone. L’impennata dei prezzi costringe i genitori a tenere le figlie femmine a casa. Le spese per divise, cartelle, libri, quaderni e penne continuano ad aumentare e le famiglie non sono in grado di sostenerle, soprattutto quelle con più figli in età scolare. A El Geneina, capitale del West Darfur, si aggiunge anche il problema degli edifici scolastici andati distrutti nei mesi passati a causa delle forti piogge. “Con l’improvviso aumento dei prezzi dei generi alimentari, molti genitori non possono permettersi di pagare gli studi. Inoltre ci sono problemi economici anche per la ricostruzione degli stessi istituti scolastici” si legge in una nota locale inviata all’Agenzia Fides.<br /> <br />Fri, 23 Sep 2016 10:29:53 +0200EUROPA/AUSTRIA - Nomina del Direttore nazionale delle POM, p. Karl Wallnerhttp://www.fides.org/it/news/60819-EUROPA_AUSTRIA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Karl_Wallnerhttp://www.fides.org/it/news/60819-EUROPA_AUSTRIA_Nomina_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Karl_WallnerCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 5 febbraio 2016 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Austria per un quinquennio , il rev.do p. Karl Wallner, dell’Ordine Cistercense. <br />P. Karl Wallner è nato a Vienna nel 1963. Nel 1982 è entrato nell’ordine dei Cistercensi nel monastero “Stift Heiligenkreuz” di Vienna, dove ha fatto gli studi filosofici e teologici. Nel 1986 consegue la licenza in teologia all’Università di Vienna. Dopo l’ordinaziono sacerdotale, nel 1988, ha svolto diversi incarichi nell’ambito pastorale, nel Monastero di Heiligenkreuz, ed è stato parroco in varie parrocchie. Nel 1992 consegue il dottorato alla facoltà di teologia dell’Università di Vienna. Ha ricoperto vari incarichi come formatore e nell’ambito della pastorale giovanile nella sua comunità di Stift Heiligenkreuz. Dal 2004 è membro della Commissione teologica della Conferenza Episcopale austriaca. Nel 2007 è nominato Rettore della nuova università di diritto pontificio “Benedetto XVI Heiligenkreuz”, di cui è stato fondatore, incarico riconfermato nel 2011. <br />Fri, 23 Sep 2016 10:10:56 +0200AMERICA/MESSICO - Un altro sacerdote rapito nel Michoacanhttp://www.fides.org/it/news/60818-AMERICA_MESSICO_Un_altro_sacerdote_rapito_nel_Michoacanhttp://www.fides.org/it/news/60818-AMERICA_MESSICO_Un_altro_sacerdote_rapito_nel_MichoacanMichoacan – L'Arcivescovo di Morelia, il Card. Alberto Suárez Inda, ha denunciato il rapimento di un sacerdote della comunità di Janamuato, nel comune di Puruándiro, nello stato messicano di Michoacan. Attraverso un video pubblicato ieri dall’arcidiocesi e condiviso con Fides, il Cardinale lamenta il sequestro del sacerdote José Alfredo Lopez Guillen, e ricorda la recente uccisione di due sacerdoti a Papantla .<br />"Ora proviamo in prima persona l'angoscia per la scomparsa e il rapimento di uno dei nostri sacerdoti, padre Jose Alfredo Lopez Guillen” afferma il Cardinale. "Chiediamo a Dio di rispettare la sua integrità, la sua vita e che possa tornare presto all'esercizio del suo ministero". Poi informa che il sacerdote è stato rapito lunedì 19 settembre, lo stesso giorno in cui sono stati ritrovati uccisi gli altri due sacerdoti nello stato di Veracruz, e che sono state rubate molte cose dalla sua abitazione. Anche la Conferenza Episcopale Messicana si è unita alla voce del Card. Suárez Inda nel denunciare la scomparsa e chiedendo preghiere alla comunità cattolica.<br /> <br /><br />Fri, 23 Sep 2016 09:44:31 +0200AFRICA/EGITTO - Il Patriarca Tawadros: l'invito a sostenere il Presidente al Sisi non è interferenza politica, ma “patriottismo”http://www.fides.org/it/news/60816-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_Tawadros_l_invito_a_sostenere_il_Presidente_al_Sisi_non_e_interferenza_politica_ma_patriottismohttp://www.fides.org/it/news/60816-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_Tawadros_l_invito_a_sostenere_il_Presidente_al_Sisi_non_e_interferenza_politica_ma_patriottismoIl Cairo -L'invito a manifestare pubblico sostegno al Presidente Abdel Fattah al Sisi durante la sua visita a New York, rivolto dalla Chiesa copta ortodossa ai propri fedeli residenti negli Usa, non manifesta sudditanza o ingerenza della realtà ecclesiale nei confronti del potere politico, ma esprime soltanto un “atto di patriottismo”. Lo ha voluto sottolineare con nettezza lo stesso Patriarca Tawadros II, una intervista in diretta rilasciata al canale ONTV. Le visite all'estero del Presidente egiziano – ha insistito il Primate della Chiesa copta ortodossa - hanno lo scopo di "presentare il nuovo Egitto". Nell'intervista tv, Papa Tawadros ha anche affermato che le recenti violenze settarie esplose nella provincia di Minya non possono essere interpretati come un segnale che tutto il Paese sia preda di un conflitto settario generalizzato, facendo notare che in quella provincia il sottosviluppo e gli alti tassi di analfabetismo concorrono a aumentare la tensione tra i gruppi sociali e tra i clan familiari. <br />Nei giorni scorsi lo stesso Patriarca Tawadros II aveva diffuso un messaggio per invitare i copti egiziani a offrire una accoglienza calorosa al Presidente egiziano durante la sua trasferta a New York, in occasione della sua partecipazione alla 71esima sessione della Assemblea generale dell'Onu. Dopo tale intervento, 84 intellettuali e professionisti copti, compresi alcuni attivisti di organizzazioni impegnate nell'affermazione dei diritti civili, avevano sottoscritto e diffuso una lettera per criticare il coinvolgimento diretto delle Chiese presenti in Egitto nelle campagne di mobilitazione pro-Sisi, denunciando come gravi gli interventi diretti delle istituzioni e delle gerarchie religiose nelle questioni che riguardanti gli equilibri politici del Paese. . Thu, 22 Sep 2016 12:18:48 +0200AFRICA/CONGO RD - A Kinshasa è tornata la calma; incerto il numero delle vittime degli scontri dei giorni scorsihttp://www.fides.org/it/news/60815-AFRICA_CONGO_RD_A_Kinshasa_e_tornata_la_calma_incerto_il_numero_delle_vittime_degli_scontri_dei_giorni_scorsihttp://www.fides.org/it/news/60815-AFRICA_CONGO_RD_A_Kinshasa_e_tornata_la_calma_incerto_il_numero_delle_vittime_degli_scontri_dei_giorni_scorsiKinshasa - È tornata la calma a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, dopo gli scontri degli ultimi giorni tra polizia e dimostranti , con un bilancio ufficiale provvisorio di 32 morti e un centinaio di feriti. Secondo il principale partito dell’opposizione, l’Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale , il bilancio è molto più grave con un centinaio di morti. <br />“La circolazione è tornata alla normalità mentre negozi e uffici hanno riaperto i battenti” riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali. <br />Il 19 settembre “Le Rassemblement”, un gruppo di partiti dell’opposizione che sostengono il candidato Étienne Tshisekedi, leader dell’UDPS, aveva invitato i propri sostenitori a scendere nelle strade per “ricordare al Presidente Joseph Kabila l’avviso di sfratto”, a tre mesi dalla scadenza del suo secondo mandato, il 20 dicembre. La data delle elezioni presidenziali non è stata ancora fissata, nonostante la Costituzione preveda che il Capo dello Stato debba essere eletto entro 90 giorni dalla scadenza del mandato di quello uscente.<br />Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha lanciato un appello alla calma e ha sottolineato “l’importanza cruciale” della tenuta delle elezioni presidenziali “nel rispetto della Costituzione”. <br /><br />Thu, 22 Sep 2016 12:08:31 +0200AMERICA/ARGENTINA - Al via la preparazione del V Congresso Missionario Nazionalehttp://www.fides.org/it/news/60814-AMERICA_ARGENTINA_Al_via_la_preparazione_del_V_Congresso_Missionario_Nazionalehttp://www.fides.org/it/news/60814-AMERICA_ARGENTINA_Al_via_la_preparazione_del_V_Congresso_Missionario_NazionaleBuenos Aires – Il Consiglio Nazionale delle Missioni della Conferenza Episcopale Argentina ha tenuto la sua seconda riunione dell'anno presso la sede nazionale delle Pontificie Opere Missionarie . I presenti hanno lavorato all'organizzazione del V Congresso Missionario Nazionale, che si terrà per la prima volta nella regione della Patagonia, nella città di Neuquén, dal 18 al 20 novembre 2017. Con lo slogan: "L'Argentina in missione, il Vangelo è gioia!", l'incontro darà un contributo alla preparazione del Congresso Missionario Americano, che si terrà in Bolivia nel 2018.<br />Durante l'incontro, si è discusso anche dello stato attuale della missione in Argentina, per raccogliere le priorità e gli obiettivi del Congresso Missionario, soprattutto per dare l'entusiasmo necessario alla missione dell'annuncio del Vangelo.<br /> <br />Thu, 22 Sep 2016 10:41:55 +0200AMERICA/PERU' - I Vescovi: “l’aborto non è il male minore, è il male assoluto”http://www.fides.org/it/news/60813-AMERICA_PERU_I_Vescovi_l_aborto_non_e_il_male_minore_e_il_male_assolutohttp://www.fides.org/it/news/60813-AMERICA_PERU_I_Vescovi_l_aborto_non_e_il_male_minore_e_il_male_assolutoLima - “Famiglia, vivi la gioia dell’amore”: era questo il tema della XXII Giornata per la vita, celebrata qualche giorno fa in Perù a conclusione della Settimana nazionale della famiglia. “La vita umana – scrive la Commissione episcopale per la Vita e la Famiglia in un messaggio pubblicato sul proprio sito web – è un dono sacro, soprattutto nelle prime fasi del concepimento. Il Signore ci ha amati prima ancora di crearci, nel suo pensiero, e ci ha creati per amarci e per amare”. Nel loro comunicato i vescovi lanciano l’allarme riguardo alla recente decisione del Tribunale di Lima di avviare la consegna gratuita della “pillola del giorno dopo” nei Centri sanitari del Paese. Questo farmaco, spiegano i presuli peruviani, rappresenta “un attentato alla vita umana, soprattutto a quella dei più piccoli ed indifesi, che non hanno voce”. Viene inoltre lanciato un richiamo allo Stato, affinché – dal momento che la tutela della vita è citata nell’articolo 2 della Costituzione nazionale – ricordi che “la sua funzione è quella di rispettare e promuovere i diritti umani di tutti i peruviani, senza discriminazioni di alcun genere, tanto meno di età o impossibilità di agire”.<br /> <br />Thu, 22 Sep 2016 10:41:49 +0200ASIA/GIORDANIA - Elezioni legislative, le forze islamiste tornano in Parlamentohttp://www.fides.org/it/news/60812-ASIA_GIORDANIA_Elezioni_legislative_le_forze_islamiste_tornano_in_Parlamentohttp://www.fides.org/it/news/60812-ASIA_GIORDANIA_Elezioni_legislative_le_forze_islamiste_tornano_in_ParlamentoAmman – Il Conteggio dei voti dellele elezioni parlamentari giordane, tenutesi martedì 20 settembre, è ancora i corso. Ma i primi risultati parziali, relativi a 11 distretti su 23, lasciano presagire il ritorno in Parlamento delle forze politiche islamiste, che avevano boicottato le elezioni nel 2010 e 2013. Secondo le proiezini diffuse dalla stampa nazinale, il Fronte di Azione Islamica, braccio politico dei Fratelli Musulmani dovrebbe ottenere dai 15 ai 20 seggi dei 130 che formeranno il nuovo Parlamento. Il Fronte ha dato vita a una ventina dil liste locali confluite nel blocco al Islah, che comprende anche liste laiche e candidati cristiani. <br />Le elezioni si sono svolte in tutto il Regno senza incidenti di rilievo. Alla tornata elettorale hanno paetecipato circa 1,5 milioni degli oltre 4 milioni di cittadini giordani iscritti nelle liste elettorali. La stragrande maggioranza dei seggi dovrebbe essere comunque assegnata a uomini d'affari e a candidati delle tribù fedeli alla Monarchia. . Thu, 22 Sep 2016 10:27:52 +0200ASIA/INDIA - “La Chiesa si impegna per lo sviluppo dei dalit più del governo”, mentre cresce la violenzahttp://www.fides.org/it/news/60811-ASIA_INDIA_La_Chiesa_si_impegna_per_lo_sviluppo_dei_dalit_piu_del_governo_mentre_cresce_la_violenzahttp://www.fides.org/it/news/60811-ASIA_INDIA_La_Chiesa_si_impegna_per_lo_sviluppo_dei_dalit_piu_del_governo_mentre_cresce_la_violenzaNew Delhi - Le violenze sui dalit in India sono aumentate negli ultimi anni: lo dicono i dati ufficiali del National Crime Record Board , illustrati nei giorni scorsi in un incontro pubblico a Delhi cui hanno preso parte più di 7000 dalit da tutto il paese, promosso dal “Bharatiya Khet Mazdoor Union Federation” , rete che unisce diverse organizzazioni di dalit indiani.<br />“E' un dato preoccupante da constatare: da quando il Baratiya Janata Party del Premier Narendra Modi è al governo federale le atrocità sui Dalit sono cresciute”, conferma a Fides il gesuita A. Xavier John Bosco, direttore del Jesuit Social Centre, con sede a Secunderabad , uno dei relatori alla manifestazione di Delhi, cui hanno partecipato numerosi gruppi cristiani. “Urge effettuare una massiccia campagna in tutto il paese sulla delicata questione dei dalit”, chiede p. Bosco.<br />Interpellato dall’Agenzia Fides, il Vescovo Theodore Mascarenhas, Segretario generale della Conferenza episcopale indiana, afferma: “La Chiesa ha sempre dato attenzione ai dalit e ai tribali, e quanto ha fatto la Chiesa per i dalit nemmeno il governo lo ha fatto, in materia di istruzione, assistenza sociale, sviluppo e promozione. Esiste una Commissione apposita dei Vescovi che si occupa della loro promozione sociale e lotta contro le discriminazioni. Certo, bisogna contrastare una mentalità diffusa che li discrimina. Inoltre chiediamo che i dalit cristiani, penalizzati dall’Ordinanza presidenziale del 1950, abbiano gli stessi diritti di cui godono i dalit non cristiani”. <br />Secondo i dati diffusi, nel 2015 gli stati che hanno registrato un tasso di violenza più alto, che include omicidio e stupro di donne dalit, sono Gujarat , Chhattisgarh e Rajasthan hanno riportato il più alto tasso di criminalità contro i Dalit. <br />I dalit sono spesso vittime di esproprio arbitrario e illegittimo delle terre più fertili. Secondo i risultati del censimento socio-ecnomico del 2011, questo è avvenuto a quasi il 73% delle famiglie dalit che vivono in aree rurali. Circa il 45% per cento delle famiglie di dalit e tribali sono senza terra o privati una parte importante del loro reddito per il sostentamento. Tali disuguaglianze generano povertà, malnutrizione, problemi di salute, l'analfabetismo e bassi indicatori di sviluppo umano.<br />Durante la manifestazione di Delhi, i partecipanti hanno chiesto al governo di adottare misure efficaci per limitare le atrocità sui Dalit in India. Tra le altre richieste sollevate: bandire i gruppi violenti che attaccano i dalit; dare occupazione e contratti di lavoro; distribuire terra a tutti i senza terra; implementare leggi contro la discriminazione negli istituti scolastici. <br />Thu, 22 Sep 2016 10:27:18 +0200AFRICA/KENYA - I Vescovi scelgono una donna come rappresentante nell’organismo di selezione della Commissione Elettoralehttp://www.fides.org/it/news/60817-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_scelgono_una_donna_come_rappresentante_nell_organismo_di_selezione_della_Commissione_Elettoralehttp://www.fides.org/it/news/60817-AFRICA_KENYA_I_Vescovi_scelgono_una_donna_come_rappresentante_nell_organismo_di_selezione_della_Commissione_ElettoraleNairobi - Sarà una donna, la signora Bernadette Musundi, a rappresentare la Chiesa cattolica in un organismo di nove membri che dovrà selezionare la nuova Commissione Elettorale del Kenya. Lo hanno deciso i Vescovi keniani, durante un incontro dei leader religiosi nazionali, tenutosi a Nairobi, il 19 settembre.<br />Ogni confessione religiosa ha nominato un proprio rappresentante che, insieme ai quattro designati dalla Parliamentary Service Commission, dovranno poi scegliere 11 nomi da presentare al Capo dello Stato. Il Presidente sceglierà poi da questa lista di nomi, sette persone, una come Presidente e sei come Commissari a tempo pieno della nuova Commissione elettorale. La due Camere parlamentari avranno sette giorni di tempo per valutare le persone scelte dal Presidente e approvarne la nomina. <br />Thu, 22 Sep 2016 12:40:18 +0200